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FILA A NANNA! - Fiabe della Buonanotte

422 MUSEO LEONARDO DA VINCI Gli elementi

Montag, 2. November 2026 · 15 min

MP3

Shownotes

Una storia di coraggio attraverso un luogo che accoglie il meglio dell'ingegno umano.

Testo e voce Giulia Miniati
Montaggio e Progetto a cura di Claudia Martore
Tecnico di registrazione: Mattia Monti
Produzione: Fondazione TRG, Abbonamento Musei e Regione Lombardia

AUDIO CREDITS: Free music for non-commercial use from Fesliyan Studios

Transkriptvom Podcast bereitgestellt · Zeitmarken springen hin

Le sale dei musei lombardi prendono vita in forma di fiaba. Questo episodio di Filannanna, sostenuto da Regione Lombardia, nasce dalla collaborazione tra la fondazione TRG e Abbonamento Musei per aprirvi le porte di musei, residenze reali, ville, giardini, castelli e mostre. Il tutto, pensate un po', con un'unica chiave. L'abbonamento Musei Lombardia Valle d'Aosta. Scoprite di più alla pagina www. abbonamentomusei. it

Siete pronti? Sotto le coperte e mettetevi comodi sul vostro cuscino. Io sono Giulia e questo è Filannanna, la tua storia per la buonanotte. Siete mai stati al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano? Io sì. Mi sono persa tra le sale e le collezioni in un vortice di antico e nuovo, arte e tecnica, scienza e gioco.

È veramente un luogo speciale in cui imparare cose nuove e meravigliose. Proprio tra le sale di questo museo una storia mi è raggiunta. L'ho sentita sulla pelle come una brezza mattutina. È una storia che arriva da molto, molto lontano. Gli elementi di Giulia Miniati C'era una volta una bambina. che abitava in una galassia lontana molti anni luce da quella in cui abitiamo noi. Questa bambina si chiamava Lysiam e il suo mondo era molto diverso da quello a cui siamo abituati. I pomodori crescevano sino a raggiungere le dimensioni di una grossa zucca, mentre le zucche avevano le dimensioni delle ciliegie. Le galline erano grandi quanto i nostri struzzi e le piante potevano parlare come sto facendo io

in questo momento. Lysiam, pur assomigliando parecchio a un essere umano come me o come voi, era dotata di ali, simili a quelle di una falena, per volare, e di branchie, simili a quelle di una rana, per poter respirare sott'acqua. La sua pelle era verde e trasparente come quella di un fiume di montagna, anche se, a dire il vero, le montagne nel suo mondo non esistevano. E i suoi capelli, viola come i non ti scordare di me, Anche se a dire il vero, nel suo mondo, i non ti scordare di me non esistevano. Lysiam viveva in una grande casa sulla baia di un fiume, con la sua famiglia, e aveva molti amici, ma il suo amico più caro, il suo amico del cuore, era Sirtion. Sirtion era grande e forte, amava correre, saltare e sporcarsi nel fango. Per

questo passava spesso qualche guaio e veniva rimproverato per il suo comportamento poco adeguato. Ma Lisiam lo adorava proprio così com'era. Non avrebbe cambiato nulla di Sirtion, nemmeno la forma delle sue grandi orecchie a sventola per cui veniva preso in giro dagli altri bambini. Per Lisiam, Sirtion era perfetto così.

Accadde però che un giorno come tanti, mentre stavano giocando, Sirtion fece una rovinosa caduta, urtando violentemente la testa. La guaritrice del villaggio era arrivata poco dopo, aveva medicato Sirtion imponendo le sue grandi mani magiche, ma sembrava che qualcosa non funzionasse. Erano arrivate guaritrici da ogni parte del regno, ma non sembrava esserci soluzione. Sirtion non si era più svegliato.

Lisiam era tristissima, andava a trovare Sirkion ogni giorno nella casa oltre il colle, dove il papà si occupava amorevolmente di lui. Un giorno, dopo la scuola, Lisiam trovò la guaritrice del villaggio sulla soglia della casa di Sirkion. La stava aspettando, poiché aveva una missione da affidarle. La guaritrice aveva fatto un lungo viaggio e interrogato l'albero più antico e saggio del regno. Lisiam avrebbe dovuto viaggiare attraverso lo spazio e il tempo, raggiungere una galassia lontana e recuperare quattro elementi che, mescolati insieme, avrebbero ridato a Sirtion l'energia per svegliarsi, alzarsi ed essere di nuovo se stesso. Lisiam non credeva alle sue orecchie. Perché proprio lei? L'albero era

stato chiaro Doveva essere un'amica fedele, non poteva essere la guaritrice o chiunque altro. Lisiam avrebbe dovuto raggiungere un pianeta, la terra e un luogo, un museo, il Museo Nazionale di Tecnologia e Scienza. Lisiam era confusa. Che cos'è un museo? È un luogo in cui si collezionano e conservano oggetti, rispose la guaritrice, e le spiegò anche che la scienza per quel popolo era tenuta in grande considerazione ed era l'equivalente per loro della magia. Gli esseri umani, così si chiamavano gli abitanti di quel pianeta, vi si affidavano per far funzionare il loro mondo, per conoscerlo, per curare e guarire le malattie. Lisiam accettò senza pensarci troppo, salvare il suo amico era l'unica cosa che contava per lei in

quel momento. La guaritrice le consegna una grande foglia arancione su cui aveva appuntato ciò che Elysium avrebbe dovuto recuperare. L'energia della forza motrice, che ancora è conservata nella locomotiva a vapore, alimentata dalla forza proveniente dalle viscere della Terra. L'energia elettrica, del forno stassano, che arrivava dall'acqua delle prime centrali idroelettriche. L'energia del fuoco, contenuta in un frammento di luna, una roccia di fuoco proveniente da un corpo celeste che dalla Terra gli esseri umani osservano, studiano, amano. L'energia dell'ingegno di un essere umano straordinario, artista e inventore, Leonardo, desideroso di volare e librarsi nell'aria. Mentre leggeva, Lisiam riusciva a

visualizzare quegli oggetti e a intravedere il volto e il sorriso di Leonardo da Vinci, così come il frammento di luna, qualunque cosa fosse. Però Lisiam era preoccupata. Si trattava di un furto. Gli esseri umani si sarebbero accorti di quelle mancanze se lei fosse riuscita nell'impresa. La guaritrice le disse di non preoccuparsi. Gli esseri umani avevano un modo diverso di stare in relazione con le cose. Avrebbe potuto prendere un po' di energia senza che loro se ne accorgessero.

Le consegnò un sacchetto in cui conservare l'energia che avrebbe raccolto. Poi le disse di prepararsi. Lysia non aveva mai viaggiato tra le galassie, era troppo piccola, ma a scuola gli avevano spiegato come si fa. Sapeva anche che il tempo che avrebbe avuto a disposizione era limitato. Il suo spirito si sarebbe separato dal corpo ed era una condizione in cui non si poteva restare per troppo tempo, altrimenti avrebbe rischiato di separarli per sempre. Erano viaggi che facevano solo i grandi e per commissioni importanti. Era stupita che la guaritrice si fidasse di lei fino a questo punto. Si ricarnò sulla riva del lago e Elysium vissi immerse fino alla cintola. La guaritrice impose le mani e iniziò a

mormorare le parole dell'antica sapienza. Elysium chiuse gli occhi e, collata dalla negna delle parole, sprofondò nell'acqua e cadde in un sonno profondo. Mentre il suo spirito viaggiava oltre stelle e pianeti, attraversando galassie e superando anni luce verso il nostro mondo, La guaritrice vegliava sul suo corpo. Quando Lysiam riaprì gli occhi, si ritrovò circondata da esseri umani che camminavano dentro grandi stanze. Doveva essere quello il museo. Si guardò intorno per capire se le persone potessero vederla, ma sembrava di no. Eppure lei aveva un corpo, il suo, anche se sapeva bene di essere puro spirito in quel momento.

Velocemente cercò di orientarsi, ma non era facile, non capiva cosa ci fosse scritto sui pannelli né la lingua delle persone che aveva intorno. Doveva fare riferimento alla foglia che teneva tra le mani. Rilesse le parole tracciate sulla foglia e leggendo riuscì a vedere ciò che doveva cercare. Le si dispiegò davanti agli occhi una mappa del museo. Subito Lysiam corse al padiglione ferroviario in cui si trovava la locomotiva.

L'imponente struttura, nera e rossa, fiammeggiava davanti ai suoi occhi. La toccò e nel toccarla sentì l'energia delle persone che l'avevano costruita e che l'avevano usata, spostandosi da un luogo all'altro per tanto tempo. Un piccolo frammento di carbone si materializzò nella sua mano e lo infilò nel sacchetto. Si precipitò nell'aria del forno Stassano, che prende il nome dal suo inventore, Ernesto Stassano. Lisiam osservò una scritta che non comprendeva.

Diceva« Questo forno, che è primo nel mondo, produsse elettricamente l'acciaio. Se non diede fortuna all'inventore, Ernesto Stassano, dia almeno luce al suo nome e onore all'Italia, 1900». Ma Lisiam non lo seppe mai, seppur intuiva che si trovava di fronte a una grande invenzione. Questa volta, nel toccare il forno, venne travolta da un'onda gigantesca che la fece rotolare lontano per poi farla tremare di una scossa elettrica potentissima. Tutta quell'energia si raccolse nel palmo della sua mano come una piccola sfera luminosa. brillante di elettricità lisiam la infilò prontamente nel sacchetto corse al secondo piano dove sapeva avrebbe trovato il frammento di luna la pietra lunare richiese più concentrazione

perché lisiam non poteva toccarla direttamente era stata sistemata in una teca di vetro e trovare la sua energia non era affatto facile Ma dopo un tempo che le parve lunghissimo, Lysiam riuscì a intercettare la forza dirompente del fuoco liquido, venne pervasa da un'onda di calore forte ma rassicurante e infilò nel sacchetto un frammento di lava ancora tiepido. Ora si trattava di intercettare l'ingegno di Leonardo, il compito più difficile.

Tutti gli altri erano oggetti ben identificabili, ma quello no, ed era sfuggente come l'aria. Lisiam entrò nelle stanze a lui dedicate e cominciò a guardarsi intorno. Vide i disegni e i dipinti del maestro, le sue macchine. Ne rimase affascinata. Non capiva tutto, ma era immersa in quel mondo così diverso dal suo e così affascinante. Ad un certo punto, rapita dall'ingegno di quell'essere umano che doveva essere stato veramente straordinario, Lisiam sentì la voce della guaritrice rimbombare nelle orecchie. Lisiam, devi tornare! Non posso. Manca un elemento. Il tempo è scaduto.

Devi tornare. Non posso. Devo salvare Sirtion. Non sempre possiamo salvare chi amiamo. Devi tornare. Il tempo è scaduto. Lysiam stava per protestare, ma non ebbe il tempo. Venne come risucchiata da una forza portentosa. Aprì gli occhi e si ritrovò nel fiume, tra le braccia della guaritrice. Entrambe si trascinarono a fatica fuori dall'acqua. Lysiam era stanchissima come non lo era mai stata in vita sua, ma era anche triste e arrabbiata, gli occhi pieni di lacrime. Appena arrivate sulla riva, Lysiam svenne. Si risvegliò a casa di Sirtion.

La guaritrice e il papà di Sirtion la guardavano con apprensione.« Ho fallito», sussurrò non appena si fu ripresa. Gli occhi le si riempirono di nuovo di lacrime ma il volto della guaritrice si illuminò di un grande sorriso.« Non hai fallito, bambina mia!» Dal sacchetto estrasse una pallina trasparente, che rifletteva i colori intorno in una danza festosa e colorata. Lysiam spalancò la bocca.« Come era possibile?» Non aveva sentito alcuna scossa o sensazione come per le altre energie. La guaritrice le spiegò che l'ingegno di una persona lo si conosce pian piano, non è un'energia dirompente, ma un lavorio lento.

Osservando ciò che Leonardo aveva fatto, Lysiam aveva, senza accorgersene, immagazzinato il suo ingegno nel sacchetto. Mentre la guaritrice stava ancora parlando, Sirtian spalancò la porta. Non stava più nella pelle, era ormai sveglio da un pezzo e doveva correre dalla sua amica coraggiosa. Si abbracciarono. Erano di nuovo insieme, carichi di un'energia nuova che arrivava da una galassia lontana e da un luogo magico, un museo. dove i destini si incrociano, le storie si intrecciano e le energie si rinnovano. Ciò che Elysium ha visto, e da cui ha saputo estrarre energia nuova per aiutare Sirtion, puoi vederlo anche tu. Se ti ricrai al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano, potrai vedere la locomotiva, il forno stassano,

un vero frammento di luna, e visitare la più grande esposizione dedicata a Leonardo da Vinci. Ti sembra tanto? Tutto questo è solo una piccola parte del museo. C'è molto altro. Non ti resta che visitarlo e scoprirlo. Se ti è piaciuta questa fiaba, puoi ascoltare anche le altre storie dedicate ai luoghi incredibili che ci hanno ispirato e visitarli. Segui QR Code che trovi all'interno dei luoghi narrati oppure resta in ascolto. Ma adesso è il momento di salutarci. Chiudi gli occhi, rilassati, abbraccia il tuo cuscino e fai un bel respiro profondo. Buonanotte! Grazie per la visione!

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