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Limes - Il podcast di Geopolitica

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È in corso una rivoluzione geopolitica globale che cambia gli assetti di potere in tutto il mondo. Il podcast di Limes - rivista italiana di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo, vi permette di seguirne in tempo reale lo svolgimento, illuminando aree di crisi, guerre in corso o in preparazione, competizioni strategiche, economiche e tecnologiche dal punto di vista dei protagonisti. Ogni settimana, il giovedì mattina, un nuovo appuntamento sul sito e sulla app di Limes e sulle piattaforme streaming.

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  1. Città divise - di Laura Canali

    Iniziamo una serie di racconti dedicati alle città che si trovano divise su un confine. Ce ne sono diverse anche in Europa, una su tutte è Varna che si trova a cavallo tra l'Estonia e la Federazione Russa, un tempo Unione Sovietica. Oggi pa

  2. Xì, Trump e Putin, tutte le strade portano a Shenzhen - di Giorgio Cuscito

    Xi Jinping e Donald Trump cercano un'intesa sull'intelligenza artificiale. La «stabilità strategica costruttiva» tra Cina e Stati Uniti fa un passo avanti. Giappone e Taiwan osservano preoccupate l'ascesa di Pechino. Dalle incomprensioni am

  3. Una pace per l'Ucraina è possibile - di Federico Petroni

    Trump fa pressioni brutali su Zelensky e studia un'offerta in quattro punti elaborata con Francia, Germania e Regno Unito. È la prima volta che i paesi europei ipotizzano seri negoziati con Mosca. Gas e petrolio sono la chiave di volta di q

  4. La grande guerra di Israele - di Federica Luise

    A tre anni dal 7 ottobre il conflitto si è esteso ben oltre Gaza. Israele ha ampliato il proprio controllo in Libano e in Siria, mentre in Cisgiordania avanzano gli insediamenti. Le occupazioni rischiano di diventare permanenti, avvicinando

  5. La trappola di Israele alla Turchia - di Daniele Santoro

    Il bombardamento israeliano a Abu al-Duhur ha rischiato di provocare una guerra tra Ankara e Gerusalemme. L'ambasciatore americano in Turchia avverte: Erdogan avrebbe potuto reagire militarmente, con gravi ripercussioni sulla stabilità regi

  6. Russia contro Ucraina. La zona grigia siamo noi - di Fabrizio Maronta

    Sanzioni, gas, oligarchi. Tre storie diverse, ma unite da un filo rosso: il rifiuto europeo di tagliare i ponti con Mosca, malgrado la retorica. E malgrado gli aiuti a Kiev. Aiutando nei fatti ambo le parti, contribuiamo a protrarre un conf

  7. Le guerre affamano un mondo affamato di guerre - di Fabrizio Maronta

    Clima estremo e conflitti hanno un impatto crescente sull'approvvigionamento alimentare di vaste aree del mondo. Per noi vuol dire inflazione, per molti altri fame. In ogni caso, instabilità. Hormuz è un problema, ma il fronte russo-ucraino

  8. Putin fa il collaudo alla Russia - di Orietta Moscatelli

    Elezioni per la Duma dall'esito scontato, ma tutt'altro che inutili. La Russia torna alle urne mentre la guerra continua, il voto è un tagliando: serve al Cremlino per misurare consenso e tensioni, regolare gli equilibri tra élite e ottener

  9. Come la Cina vuole aggirare gli Stretti. Il piano per approfittare della crisi Usa dopo Hormuz

    Dalla crisi di Hormuz al declino della talassocrazia americana. Come la Cina sta diversificando le sue rotte commerciali e militari. Le crescenti tensioni nel Mar Cinese Meridionale con Filippine e Giappone. Le rotte alternative che Pechino

  10. Ceuta e Gibilterra. La sfida del Marocco (e degli Usa). Gli Stati Uniti e gli Stretti indispensabili

    Gli eventi a Ceuta oltre l'immigrazione, la complessa partita geopolitica che si gioca tra Marocco, Usa e Spagna attorno allo Stretto di Gibilterra. Il Marocco, la sovranità sul Sahara Occidentale e la pressione sulla Spagna, sfruttando i r

  11. L'accordo nucleare saudo-americano: oltre la non proliferazione - di Agnese Rossi

    Perché gli Stati Uniti hanno accettato di aprire ai sauditi sull'arricchimento dell'uranio? L'intesa con Riyad e la transizione dalla non proliferazione atomica alla proliferazione controllata rivelano la crisi dell'ordine americano in Medi

  12. Il cortocircuito di Hormuz - di Fabrizio Maronta

    La tregua è saltata perché sanciva l'impossibile. Da un lato l'idea americana di usare la pausa per serrare i ranghi in vista della rivincita. Dall'altra la risolutezza iraniana a tenersi stretto lo Stretto, arma suprema. In mezzo un mondo

  13. Un confine per Israele - di Lucio Caracciolo

    Lo Stato ebraico non ha e non vuole avere frontiere definite. Gerusalemme si tiene le mani libere. Risultato: i limiti territoriali di Israele li determinano i coloni. Il messianismo degli ultraortodossi santifica questo paradosso. Ma senza

  14. Gerusalemme, città involucro - di Laura Canali

    La capitale contestata dello Stato ebraico è divisa in due parti dalla linea dell'armistizio del 1949. Questo non è l'unico confine che attraversa la città Santa: la Barriera di separazione, detta anche "involucro", si incrocia con la linea

  15. La ribellione contro l'Ai - di Giuseppe De Ruvo

    Da Bernie Sanders al Papa passando per studenti e lavoratori: mezza America si oppone al dominio di Big Tech. Nel mirino della protesta ci sono i data center dell'intelligenza artificiale, simboli di disumanizzazione. La Cina gongola: ogni

  16. Prima e dopo Hormuz, la libertà dei mari è ancora una certezza? - di Lorenzo Noto

    L'accordo provvisorio nel conflitto tra Usa e Iran punta, soprattutto, a riaprire il traffico marittimo nel Golfo. Se gli Stati Uniti non garantiscono più le rotte internazionali, rischiamo di tornare ai mari contesi? Quali effetti per l'It

  17. L'Ottavo Fronte. Verso la guerra tra Israele e Turchia? - di Lucio Caracciolo

    Lo Stato ebraico non sa come uscire dal tunnel in cui è entrato il 7 ottobre. Sette fronti sono troppi e stanno logorando corpo e anima degli israeliani. La tentazione di Bibi è un attacco preventivo contro Ankara prima che Erdogan si facci

  18. America debole, Turchia forte - di Daniele Santoro

    La dottrina Fidan, il ministro degli esteri di Erdogan, è ambiziosa: accrescere la responsabilità turca nella regione mediorientale e rifiutare la rassegnazione strategica alla dipendenza dagli Stati Uniti. La priorità di Ankara non è indeb

  19. L'America ha pochi colpi in canna - di Giacomo Mariotto

    Poche settimane di bombardamenti all'Iran sono bastate a svuotare gli arsenali americani. Gli Stati Uniti producono poche armi, lentamente e a costi troppo elevati. Il Pentagono avverte: senza munizioni non si vince una guerra con la Cina.

  20. In Russia, l’Fsb di Putin prepara il dopoguerra - di Orietta Moscatelli.

    Il ritorno di "Felix di ferro", il fondatore della polizia segreta sovietica, è l'indice di un ulteriore espansione dei poteri dell'intelligence interna russa. Finita la guerra in Ucraina, Putin teme una fase di instabilità. Il nuovo volume

  21. Cina e America “sotto lo stesso cielo“. Trump riconosce la potenza di Xi - di Giorgio Cuscito

    L'incontro tra il presidente cinese e quello statunitense ha un impatto storico. Il tycoon ha concordato con Xi una "stabilità strategica costruttiva", ponendo la Repubblica Popolare sullo stesso livello della superpotenza americana. Taiwan

  22. La devoluzione della specie - di Lucio Caracciolo

    Fino a ieri coltivavamo una certezza: siamo umani. Adesso cominciamo a dubitarne. La tecnologia ci sta cambiando: da sapiens sapiens a mechanicus. Le conseguenze strategiche di questa mutazione sono enormi: le armi autonome rischiano di dec

  23. Quanto ci costa la guerra per Hormuz - di Fabrizio Maronta

    Gas e petrolio, certo, ma anche metalli, chimica, fertilizzanti. La chiusura dello stretto di Hormuz è una tegola sulle economie europee e asiatiche, un incubo per le petromonarchie arabe e un boomerang per gli Usa. Alternative? Poche. Lo s

  24. Rimuovere Donald Trump - di Federico Petroni

    Eccessi e impopolarità del presidente degli Stati Uniti avviano i repubblicani a una pesante sconfitta alle legislative di novembre. Scandali e salute in peggioramento potrebbero aprire scenari oggi impensabili. Trump non prevede di cedere.

  25. In Medio Oriente si riscrivono le regole della deterrenza nucleare - di Agnese Rossi

    Lo smantellamento del programma atomico iraniano non è né il fine né la fine della guerra in Medio Oriente. Porlo come scopo dell'offensiva contro Teheran serve solo a prolungare indefinitamente il conflitto. Ecco come Israele ha trascinato

  26. L’Italia ha scelto l’America, ma quella di Prevost - di Piero Schiavazzi

    Fino all'attacco personale di Trump al Papa, avevamo assistito allo scontro tra due cristianesimi: quello fondamentalista del Tycoon e quello universalista di Leone. Ora invece assistiamo a uno scontro tra due idee di America, quella imperi

  27. Peggio di un crimine, la guerra è un errore - di Lucio Caracciolo

    Le guerre di oggi sono prive di razionalità, di obbiettivi definiti e di prevedibilità. Lo scontro sull'Iran è il caso estremo di una tendenza che dura dall'11 settembre. Se consideri bestie i tuoi nemici vale solo sterminarli. Trump e Neta

  28. L’Artico, un oceano agitato - di Roger Calvello

    Nelle acque del Polo Nord abbondano le esercitazioni militari, sia della Nato che della Russia. Alla simulazione dell'Alleanza Atlantica Cold Response, pensata per affrontare i russi, ha partecipato anche l'Italia. Per l'America la regione

  29. Iran, Isfahan sfregiata. Colpire l’arte per distruggere la storia - di Laura Canali

    Detriti di missili israeliani e statunitensi sono caduti sui monumenti protetti dall'Unesco nel centro della città iraniana di Isfahan. Un fatto epocale. Colpire una città millenaria vuol dire colpire la storia degli esseri umani nella loro

  30. L’India paga il suo equilibrismo nel Medio Oriente in fiamme - di Lorenzo Di Muro

    La guerra in Iran mina gli interessi strategici dell'India in Asia occidentale. Il cerchiobottismo di Modi presenta il conto: la sinergia con Israele complica gli storici rapporti con Teheran. Trump vuole contenere la crescita economica di

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