
Ambizioni Primarie: «Radio Italians», Beppe Severgnini risponde ai vostri messaggi vocali
Sonntag, 4. Oktober 2026 · 26 min
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Shownotes
Nuova puntata dell’appuntamento domenicale di «Giorno per giorno»: le repliche dell’editorialista alle domande e osservazioni che avete mandato via WhatsApp al 345 6125226
• Burnham riapre il dossier Brexit: «Più danni che benefici» E non esclude il rientro del Regno Unito nell'Unione Europea (corriere.it/esteri/26_settembre_30/burnham-ria…)
• Il sondaggio di Pagnoncelli: primarie nel Campo largo, Conte è in vantaggio (ma ai progressisti piace il «federatore») (corriere.it/politica/26_settembre_19/sondaggio…)
• Gli Oasis a Roma, l'allarme della polizia postale: «Falsi link per comprare biglietti: gli hacker rubano soldi e identità» (roma.corriere.it/notizie/cronaca/26_settembre_…)
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Bentornati su Radio Italians, è domenica 4 di ottobre, oggi è San Francesco, patrono d'Italia, quindi auguri a tutti i Radio Italians che chiamano Francesco, Francesca, Franco, Franca, eccetera. Di cosa parliamo oggi? Parliamo prima di tutto del fatto che oggi dovete invidiarmi un po' perché sono in Gallura, c'è un tempo meraviglioso, sono venuto a chiudere casa. uno dei privilegi dell'età che si possono fare vacanzine fuori programma, poi mi aspetto un ottobre impegnativo di lavoro invece, è un tempo ma meraviglioso, so che farsi invidiare i colori dell'acqua e la temperatura dell'acqua e anche fuori della gallura Santa Teresa e tutti i posti qua intorno, farsi invidiare in un audio non è facile, però appunto Penso che abbiate
colto il mio entusiasmo, ah se l'estate fosse stata così, ricordo qua primi d'agosto un caldo, aree condizionate e ventilatori in faccia e adesso un paradiso. Bene, adesso che mi avete invidiato per bene, di cosa parliamo oggi? Allora, moltissimi vocali, mi spiace e sono veramente molti oggi quelli che non posso accontentare, però è così, è il gioco e so che voi lo capite, il vantaggio è di avere degli audio e lettori intelligenti. Oggi parliamo di vecchio continente, ma è veramente vecchio. Poi parliamo di primarie, servono al centro- sinistra, campo largo, chiamatelo come volete, in Italia. Parliamo del nuovo nome dell'aeroporto di Malpensa, è stato intitolato, come sapete, Silvio Berlusconi.
C'erano due o tre vocali sul tema. Poi del voto quando uno è all'estero, quindi il voto politico alle politiche quando uno sta all'estero, proteste da Berlino. poi parliamo dei biglietti dei concerti difficili da trovare in molti casi e carissimi e una di voi con grande passione si arrabbia poi parliamo di una visita in un liceo di Bergamo il Sarpi di Bergamo tanti anni fa quasi 30 con il mio papà di cui ho parlato anche la settimana scorsa è una di voi che adesso vive a Londra ha un ricordo molto simpatico volevo condividerlo con voi e per finire una domanda impegnativa che mi arriva da Vinci Terra di Leonardo, una domanda impegnativa, dice tu stai per compiere alla fine dell'anno, compi 70 anni, qual è stato
il tuo decennio più bello? E una risposta ce l'ho, magari è diversa dalla vostra, anche se alcuni di voi hanno soltanto pochi decenni tra i quali scegliere, io invece comincio già a averne sette, quindi sapete com'è. Bene, ho parlato abbastanza, direi pronti, via!
Radio Italians, i vostri vocali della settimana, commentati da Beppe Severnini per il Corriere della Sera.
Buonasera, sono Massimiliano dal Lago di Garda. Una domanda breve. Alla luce degli avvenimenti recenti e di quelli probabili futuri, il vecchio continente è diventato a tutti gli effetti un continente vecchio? Mi scuso per il gioco di parole e porgo cordiali saluti.
No, io non credo che il vecchio continente sia vecchio, credo che sia affaticato, che sia preoccupato, che sia rallentato in un mondo che cambia a una velocità spaventosa, anche confuso, quando il posto del mondo, la nazione del mondo che in qualche modo di cui eravamo anche orgogliosi perché là avevamo esportato le idee di democrazia, le idee illuministiche, le idee...
di accoglienza che erano gli Stati Uniti, vedere gli Stati Uniti che hanno preso negli ultimi anni, speriamo cambi presto, la piega che hanno preso è una cosa che in Europa ha lasciato un segno, una Cina sempre più potente, un altro segno, una Russia aggressiva, un segno forse più forte di tutti, perché tutti quelli che parlano di pace, la pace piace anche a me. però bisogna potersi difendere, se la Russia non minacciasse l'Europa, e qui non è una teoria o una ipotesi, è accaduto, guardate cos'è accaduto in Ucraina, e i vari dispetti fra la Polonia e i paesi baltici, il Gran Bretagna, in sostanza se non avessimo un vicino di questo genere, con Putin al comando, io credo che l'Europa potrebbe destinare ad altro problema, le
proprie risorse, però questo è un fatto, ripeto, non è una ipotesi o una vaga preoccupazione, è una preoccupazione vera. Quando dico che l'Europa è il posto migliore del mondo per vivere, non parlo soltanto dei servizi sociali, della sanità o della previdenza o della istruzione pubblica, che pure sono importantissimi, Pensa a una cosa, in Europa esiste una cosa che si chiama European Convention of Human Rights, è un testo fantastico che non tutti conoscono, a cui tutti i paesi membri dell'Unione Europea sono vincolati a questa Convenzione Europea dei diritti dell'uomo. L'Unione Europea in quanto tale non ancora, ma in tutti i paesi membri sì. e tu lo leggi e c'è tutto quello in cui crediamo ecco finché quella
è la nostra guida io sono un po' più tranquillo vedo le difficoltà in giro vedo le preoccupazioni però vedi io ho anche un'età e appartengo a una generazione per cui l'Europa è stata la nostra fantasia la nostra gioia la nostra speranza e l'idea di rinunciarci e lasciare ai nostri figli un mondo incattivito Fatto di potenze, di autocrati, no, io ancora non rinuncio, credo che l'Europa sia una meraviglia e quelli che ne sparlano o ne parlano con superficialità e quasi con disprezzo, lo sento anch'io in televisione, queste persone veramente non sanno di cosa parlano.
Buongiorno Beppe, tanto che volevo dire la mia sull'argomento primaria e così lo faccio ora prendendo spunto dal tuo bellissimo intervento sull'argomento a casa di Lily Gruber. Sono completamente d'accordo sulla tua tesi. Le primarie sarebbero un bagno di sangue e chi le perdesse poi potrebbe non andare a votare aumentando ancora di più l'astensionismo. Io farei proprio così e sarebbe la mia prima volta nella mia vita se vincesse Conte, che letteralmente non sopporto più da quando ha abbracciato le sue filorusse tesi sull'Ucraina. Decide il candidato premier il partito che ottiene più voti alle elezioni e non è detto che lo sia per forza il segretario di partito. E gli altri leader dei partiti di coalizione potrebbero fare i
vice premier o importanti ministri, esattamente come ha fatto il centrodestra. Lo sa benissimo anche l'attuale Premier che le primarie sono un trappolone e incita il Campo Largo a farle con la nuova legge elettorale laddove rende obbligatoria l'indicazione sulle schede del candidato Premier. Facendo così, come dici tu e Dio, gli elettori del Campo Largo sarebbero invece tutti sollecitati ad andare a votare per cercare ancora di più di far vincere a tutti i costi il proprio partito. Ultima considerazione su Luca Iosi, ospite con te alla trasmissione. Lui sostiene, ed è l'unica cosa che ho capito dai suoi abituali fumosi ragionamenti, che bisogna per forza votare alludendo che lo si faccia alle primarie. Io invece dico che si vada
per forza a votare, ma lo si faccia solo alle elezioni. Ciao da Giampaolo, dalle bellissime colline di Custoza, tuo coitaneo.
E siamo a parlare di politica italiana e credo che dovremo farlo spesso nei prossimi mesi, poi vediamo quando arrivano le elezioni. Sì, tu sei stato fin troppo generoso e hai usato aggettivi che non merito. Io cerco di essere chiaro quando scrivo e anche quando parlo, in radio, in televisione, anche qui naturalmente, in un podcast. Secondo me le primarie sono un'assurdità. perché aumenteranno le divisioni e comunque se uno dei due, Schlein o Conte, vince in questo modo è probabile che i tifosi dell'altro poi non lo votano, quindi è un modo sicuro per andare a perdere, secondo me.
Ovvia sia, noi facciamo una competizione elettorale insieme e poi il partito che prenderà più voti esprime il candidato primo ministro. E come hai detto, non è detto poi che sia il PD e neppure se vincesse il PD che sia Elie Schlein, potrebbero scegliere qualcun altro. Ma credo che Conte non l'accetti perché sa che con ogni probabilità il suo Movimento 5 Stelle, portato via Beppe Grillo, poveretto, è destinato a prendere un po' meno voti, almeno così sempre, non accetta questo. L'altra soluzione, l'ho già detto ma lo ripeto, è un federatore, un sintetizzatore, qualcuno che dica io sono semplicemente il comune denominatore e poi sceglierò fra i leader dei vari partiti che formano il campo largo, la coalizione
di centro- sinistra, tra di loro prenderemo tutti i ministri importanti, questo sarebbe ovvio. Però credo che l'ambizione di Giuseppe Conte sia evidente e, ripeto, fossi un elettore iscritto di centro- sinistra, non lo sono, mi dispiacerebbe. Mi dispiace in generale perché mi sembra che le ambizioni personali dei leader, non da oggi, vale da molto tempo e per tanti partiti, ma qualcuno glielo legge in faccia, preferiscono essere il capo di un partito sconfitto che il secondo o il terzo di una coalizione vincente. Guardate che è una cosa incredibile.
Fabio da Bruxelles. Sarò breve e te lo dico in cinque parole. Ma aeroporto Giuseppe Verdi, no? Buona domenica a tutti.
Come dicevo, diversi messaggi, almeno tre credo, sulla questione dell'aeroporto di Malpensa intitolato da Silvio Berlusconi. Allora, sapete, perché secondo me lo sapete, che queste sono scelte anche politiche, sapete e dovete saperlo che Silvio Berlusconi ha segnato profondamente vent'anni di storia italiana, dovreste sapere... che è un personaggio che ha segnato la storia politica e una scelta che comunque dipende dalle maggioranze, la Lombardia ha una maggioranza di destra storica, non mi sembra una cosa così strana. In fondo hanno intitolato un aeroporto a Ronald Reagan a Washington DC e anche Reagan era un'espressione, è stato poi presidente negli Stati Uniti, ma era l'espressione di un partito politico dei repubblicani. Berlusconi
è certamente stato l'inventore del centrodestra moderno, perché di questo parliamo, e con tutte le riserve che possiamo avere parla qualcuno che l'ha criticato spesso. Se andate a rileggere il mio libro dei tempi, La pancia degli italiani, c'è anche l'inglese, e io l'ho scritto, i dubbi che avevo su di lui.
Sono convinto anche che siamo stati fortunati, poteva capitarci pure un Trump, Tutto questo è irrilevante. Sicuramente, al di là delle nostre opinioni politiche, lui ha segnato vent'anni di storia. L'idea di atterrare o decollare dall'aeroporto Silvio Berlusconi posso dire comunque che gli aeroporti sono legati al luogo dove sono, Linate è Linate e io non credo che molti dicano vado all'aeroporto Forlanini, sono convinto che forse anche Heathrow, non lo so, ha un nome però tutti lo chiamano Heathrow e lo chiamano Luton perché è a Luton e Gatwick perché sta a Gatwick. Quindi credo che Malpensa rimarrà Malpensa.
Certo che se qualcuno vuole cambiare aeroporto per via del nome può farlo, non è vietato, ma non mi sembra valga la pena.
Ciao Beppe, ti mando questo messaggio vocale perché volevo condividere con te e con i suoi ascoltatori un mio dilemma personale. Vorrei parlare di cittadinanza e di diritto al voto quando si abita all'estero per motivi di studio o di lavoro. Mi chiamo Agata, ho 32 anni e sono artista e scrittrice e da quando ho 18 anni abito in Germania e dal 2024 sono a Berlino. Lo scorso 20 settembre ci sono state le elezioni comunali e mi sono ritrovata davanti alla situazione di poter votare solamente per il mio quartiere e non per il sindaco. Nel passato questa situazione...
non mi ha mai causato grandi dubbi ma a causa della situazione politica attuale mi sono rimessa a pensare spesso e profondamente al diritto al voto e di quanto sia frustrante non poter votare nel paese in cui abito la stessa situazione ricapiterà presto perché il governo tedesco federale è in crisi e probabilmente si ritornerà a votare e io di nuovo non avrò una voce dal punto di vista pragmatico e razionale potrei fare applicazione per la cittadinanza tedesca dato che parlo la lingua, lavoro qui e abito già in questo paese da tanti anni ma il mio cuore mi dice di no non mi sento tedesca, mi sento italiana e quindi volevo condividere con voi Grazie per aver ascoltato i miei dubbi e grazie per il podcast che
ascolto con piacere da tanti anni. Un caro saluto da Berlino, Agatha
Per cominciare, Agatha, bellissimo nome, bellissimo Berlino, bella città e 32 anni, una gran bella età, ma sul punto dell'età ci torniamo fra poco. Io capisco la tua frustrazione, però ti dico una cosa che sai già, che è veramente improbabile che i paesi europei concedano il voto politico ai residenti nelle elezioni politiche oggi, nelle elezioni amministrative, sì, in quelle politiche più difficili. Credo che sia importante per un cittadino, perché il voto politico è legato alla cittadinanza, come ben sai, che il cittadino di un paese possa votare alle elezioni politiche del suo paese di cittadinanza in ogni condizione, quindi che sia residente anche temporaneamente all'estero, che sia in viaggio
per studio, per lavoro, per cura, questo sì. è importante però capisco tu dici io sto qua se questi mi scelgono l'afd le conseguenze le avrò anch'io quindi ti capisco e capisco anche la tua preoccupazione anche se io non so in qualche modo mi fido della saggezza della germania che è già stata scottata profondamente non credo che commetterà questo tipo di errore però io sono un ottimista cronico quindi non fidatevi troppo di me invece importante Ci vediamo, spero, Agatha, vieni a salutarmi, ci vediamo tutti insieme all'ambasciata a Berlino l'11 di novembre, sono stato invitato, ci teniamo molto a rivedere gli italians e gli italiani e anche i tedeschi interessati all'Italia e l'ambasciata mi ha invitato e tanto che
non torno, quindi mi raccomando vieni a salutarmi, così ti faccio vedere le foto della mia nipotina Agatha, cioè nessuno si salva, se si avvicina a me deve vedere una foto di Agatha. che diventa sempre più comandina, come dico io, comanda il nonno a bacchetta, è sempre più bella e simpatica, e è un po' più piccola di te, perché lei va per i 5 e non ha 32 anni, che ripeto è età bellissima, ma sul punto fra poco torniamo
Caro Beppe, cari Tanias, è domenica 27, sono le 7 passate di sera e io sono una delle persone che si è iscritta al sito degli Oasis nella speranza di ricevere la mail con i codici. per andare ai concerti di Roma di quest'anno. La mail non è mai arrivata e i codici, tra l'altro, non davano la certezza dell'acquisto dei biglietti, ma solo l'accesso alla vendita. Radiohead, un paio d'anni fa, c'era lo stesso meccanismo dei codici. Anche lì non sono riuscita a comprare i biglietti, Beppe. Bruno Mars a luglio a San Siro. È stato un concerto bellissimo.
È stato impossibile trovare per me i biglietti a gennaio. Li ho trovati con un po' di fortuna sul sito del rivenditore ufficiale nel circuito resale, non vi dico cos'è li ho pagati, la mia riflessione è ma quanto è diventato difficile comprare i biglietti della musica dal vivo, è sempre stata costosa, ma una volta si faceva la coda e i biglietti si trovavano, adesso mi dà l'idea che sia diventato proprio un business nel business, sia sempre più complicato davvero riuscire ad accapararsi i biglietti, mentre invece magicamente quando compaiono nei circuiti resale compaiono a cifre davvero esorbitanti.
Un saluto ed un abbraccio a tutti gli Itanias da Marzia
Ho scelto il tuo vocale Marzia perché tratta un tema che so che riguarda molti ma di cui si parla abbastanza poco in generale che è la questione, almeno nei media tradizionali, le difficoltà e i costi per i biglietti dei concerti. Sui costi è una questione di mercato, non entro perché ne so troppo poco ma però tu dici ormai la vendita dei biglietti è un business nel business, non te li fanno trovare, riappaiono in un mercato che se ho capito bene si chiama resale, quindi rivendita e li paghi una fortuna, non lo so, io gli Oasis so molti altri che stanno cercando i biglietti, io boh, non dico che non vado a vederli neanche se mi pagano, Però non sarebbero la mia passione. Springsteen sì, i Talking
Heads sì, tanti altri sì, gli Oasis, boh, boh, beh
Caro Beppe, sono Alessandra Bergamasca a Londra. Volevo condividere con te un ricordo personale dopo che nel … Nell'episodio di oggi hai menzionato tuo padre, il notaio Severnini. Nel 1998 infatti eri venuto al mio liceo classico di Bergamo, il Paolo Sarpi, proprio con tuo padre. In quell'occasione eri stato invitato dal mio professore allora di storia e filosofia, l'illustre e visionario Claudio Calzana, che nel … 1998 aveva commissionato, udite udite, un CD- ROM sul 1968, proprio nell'anno di commemorazione dei 30 anni, a una delle sue classi. Tu eri venuto a parlare per, diciamo, celebrare il lancio di questo CD- ROM, che quelli nati negli ultimi anni non sanno neanche cosa siano.
e ti hai riportato dietro tuo padre. Per me quella è stata un'esperienza che ricordo in modo molto toccante, appunto il vocale di oggi me l'ha ricordata. Nella mia famiglia eri già noto, ti leggevamo, leggevamo i tuoi libri, ti leggevamo sulla carta stampata e il tuo spirito anglofilo verso l'Inghilterra o in più in generale il mondo anglosassone ha sempre risuonato, ha portato un eco enorme proprio dentro di me.
In quell'occasione durante il tuo saluto alla mia classe avevi appunto detto guardate me, io mi sono specializzata. in due cose per cui non ho studiato, sono laureato in legge di cesti e io mi sono specializzato nell'inglese e nell'informatica. E un po' questa tua affermazione ti assicuro me la sono riportata dentro per tanti anni perché mi sono sempre detta è possibile, infatti anch'io ho fatto un lavoro per cui non ho studiato per fare quel lavoro che sto facendo da diversi anni. In ultima analisi le corrispondenze si ritrovano anche in quella narrativa che tu hai sempre portato dentro, anche un po' di descrivere la borghesia italiana e l'evoluzione e appunto guarda caso un'altra cosa che abbiamo in comune
è la casa Bratto proprio accanto alla tua, quindi insomma ci sono tanti allineamenti. Ecco, volevo condividere questo ricordo soprattutto del tuo caro papà, il notario Severnini.
Grazie Alessandra di questo bel ricordo, 1998. Sai che mi ricordo del professor Calzana e perfino il CD- ROM, ti stupirò. Ricordo il mio babbo, altri hanno lasciato messaggi affettuosi, ho mandato anche chi mi conosce, aveva il mio numero, mi ha mandato dei messaggi dicendo che ci è piaciuto il modo in cui ha raccontato a tuo papà. Secondo me non sono un bravo io, io penso che chiunque di noi quando racconta persone o cose o momenti in cui tiene...
diventa sincero e la sincerità passa, si capisce, la capiamo quando uno scrive, quando uno parla. Tornando al papà, sai cosa ha combinato quella volta? Prima di tutto ha chiappato il microfono e non lo mollava più perché era entusiasta di essere nel suo vecchio liceo, tieni presente, settimo figlio di una famiglia di agricoltori di un paese vicino a Cremo, Fanengo si chiama, mandato, siccome era bravo a scuola, a studiare e in pensione a Bergamo da adolescente, per lui è stata veramente la svolta della sua vita. E lui, tra l'altro, il mio papà, che in quel 1998 aveva già parecchi anni, diciamo ne aveva già 81 in quell'anno lì, perché è del 1917, cosa faceva il mio papà, il mio papà ha preso il microfono e voleva, di fatto
era entusiasta e parlava lui, non solo, io avevo chiesto di trovare le sue pagelle che risalgono ai primi anni 30, quindi 17, 27, sì 32, 33 sarà stato, perché lui diceva ho sempre avuto 8 in latino e in greco, ero proprio bravo, io ci credevo sì e no. E quando sono arrivate le pagelle di Angelo Severnini da Uffanengo, nato il 10 gennaio del 1917, e veramente aveva otto in greco e in latino, non lo teneva più nessuno.
Praticamente il viaggio a casa, i due giorni successivi, va a dire, vedi, tu non credi a tuo padre, ti avevo detto che era bravo in greco e latino, e effettivamente ci pigliava. e sono contento che tu abbia ricordato questa cosa. Sono quelle cose, quelle specie di lucine nel nostro passato che ogni tanto è bello accendere. Grazie.
Beppe, sono Marco Di Vinci. Ho visto che a fine anno fai 70 anni, io ne faccio 57. Senti Beppe, qual è stato il decennio più bello per te? Dai 20 ai 30, dai... 30 e 40, dai 40 e 50, io forse dai 30 e 40. Ciao Peppe
Ecco Marco Da Vinci, questa è una domanda e un vocale che non aspettavo, ma ti rispondo. Allora, questo è l'anno dei numeri tondi, non soltanto i 70 anni a Santo Stefano, quindi alla fine dell'anno sono anche 40 anni di matrimonio con Nortensia e i numeri tondi li costringono a qualche considerazione bilancio riassunto ti dirò ma ve lo racconterò un'altra volta magari che a Ortenzi Antonio Benedetta e Agata hanno in mente una cosa che se ho capito bene è molto bella perché io di fare grandi feste per questi compleanni non è mai stata la mia passione non lo sarà mai quindi sono contento di quello che faremo in famiglia ma la tua domanda è un'altra è non è hai paura dei 70 anni la risposta alla
domanda che non mi hai fatto è no per adesso no non ho preso benissimo i 60 se devo essere sincero col senno di poi quelli non li ho presi benissimo neanche 50 e 40 bene allora vuoi sapere qual è stato il decennio più entusiasmante forse i 30 anni perché sono quelle in cui si decidono molte cose, io mi sono sposato alla vigilia dei 30 anni, ne avevo ancora 29, però sono stati i miei primi anni di matrimonio, è arrivato mio figlio Antonio, ero a Londra, giovane corrispondente, sono stato negli Stati Uniti, un'esperienza che mi ha segnato molto, quindi sì, e poi si sono chiusi, anche un momento non difficile, di più, un momento doloroso, quando sono andata mia mamma, io avevo appena compiuto i 40, quindi in
qualche modo questo periodo magico dei 30 finiva in quel modo. Ti ho risposto, ho cercato di essere sincero, come cerco sempre di fare con voi, se no questo posto non varrebbe niente. Invece grazie a voi, vale moltissimo, io sono contento ogni domenica di passare un po' di tempo con voi. Un abbraccio, un saluto. Non so se andrò a fare il bagno oggi, no, se non mi invidiate troppo. A presto e a domenica prossima, ovviamente.
Radio Italians è l'appuntamento domenicale di Giorno per Giorno, il podcast quotidiano del Corriere della Sera a cura di Francesco Giambertone, coordinamento di Tommaso Pellizzari, produzione audio di Keymotions con Giacomo Vaghi, Federico Caruso e Giorgia Venturi.