
C'è protesta e protesta: «Radio Italians», Beppe Severgnini risponde ai vostri messaggi vocali
Sonntag, 1. November 2026 · 20 min
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Shownotes
Nuova puntata dell’appuntamento domenicale di «Giorno per giorno»: le repliche dell’editorialista alle domande e osservazioni che avete mandato via WhatsApp al 345 6125226
• Perché i giovani sono in piazza (corriere.it/opinioni/26_ottobre_26/perche-i-gi…)corriere.it/opinioni/26_ottobre_26/perche-i-gi…
• Paradossi geopolitici (corriere.it/opinioni/25_dicembre_06/paradossi-…)corriere.it/opinioni/25_dicembre_06/paradossi-…
• Salvini, la conferma con il 76%. E dice no al voto in primavera (corriere.it/politica/26_ottobre_26/salvini-la-…)
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Bentornati su Radio Italians, è domenica 1 novembre e il vostro affezionato Bisev è ancora in versione vagabondo, sono in giro per la promozione del libro che è una parte impegnativa però anche divertente. Il libro tanto lo sapete perché mi avete incrociato in televisione o magari letto sul Corriere o magari avete visto la pagina Instagram. alla quale ho lavorato e alla quale tengo molto, se volete darci un'occhiata.
Il titolo, appunto, per me lo sapete, è Brontolo e la Magnolia, l'arte di vivere poeticamente. Altro non dico, spero di incrociarvi in Italia da qualche parte, perché nei prossimi mesi girerò un po'. Dopo questa parentesi editorial personale, vediamo di cosa parliamo oggi. Allora, parliamo di giovani e proteste.
C'è una mamma che è molto arrabbiata con la figlia di 18 anni, e capirete... Poi parliamo, come secondo argomento, delle proteste. Qualcuno si chiede, ma perché non ci sono proteste contro la Russia? Ottima domanda, ma c'è una risposta. Poi parliamo di Lega Nord e qualcuno si chiede, ma perché Salvini, che ha portato dal 35% al 5% la Lega, è stato riconfermato con grande maggioranza segretario? altra buona domanda anche questa questa è la risposta non ce l'ho ma ne ragioniamo poi parliamo del obbligo di voto cioè se il voto oltre che un dovere civico deve essere reso obbligatorio e addirittura la sanzione per chi si astiene com'è il caso per esempio dell'Australia perché queste cose poi il bello di Radio Italians che spesso arrivano voci da lontano
che ci raccontano come funziona altrove Poi andiamo su una cosa molto particolare che riguarda la donazione del sangue in Italia che alcuni non possono fare e io ho scoperto per caso grazie a uno di voi incontrato in via del corso a Roma, pensate un po', da una di voi che forse neanch'io potrei donare il sangue in Italia e per chiudere chiudiamo su i nonni i nonni che secondo me non devono dare consigli solo se richiesti ma arriviamo a tutto direi pronti via
Ciao Beppe, sono Donatella da Livorno, è sabato sera ed è molto tardi, non so se potrai sentire questo audio per domani, ma non importa, ho desiderio di condividere con te la mia frustrazione, la mia tristezza nel constatare per esempio lo stato d'animo, cosa pensano i ragazzi di quello che è successo sabato scorso a Milano per esempio a Bologna mia figlia ha 18 anni e quindi ha l'età dei ragazzi dice che assolutamente lei non prova niente non prova dispiacere per i negozi saccheggiati non prova solidarietà per i negozianti perché questo mondo va male, bisogna rivellarsi e quindi è giusto farsi sentire, protestare perché mamma ti dispiace tanto per i negozianti? Dice lei. E non pensi ai bambini che muoiono a Gaza? Cioè ti dispiace più dei
negozianti che dei bambini che muoiono in Israele? Ma mi sembra strano che una persona della tua età pensi questo, cioè questo dicono i giovani.
Allora Donatella, direi non farne un dramma perché non è un dramma, è una figlia interessata a quello che accade al mondo, è appassionata, piuttosto che avere in casa una meba è molto meglio così. Poi ricordiamoci sempre che 18 anni li abbiamo avuti anche noi, i nostri entusiasmi in qualche caso eccessi li abbiamo conosciuti tutti e chi da mamma o da nonna o da papà e da nonno dimentica di aver avuto 18 anni sbaglia. Detto ciò, io alla figlia direi semplicemente questo, che uno è giusto che pensi alle stragi di bambini a Gaza perché è veramente stata una nuova strage degli innocenti. E quello che è successo il 7 ottobre per colpa di quegli altri mostri di Hamas non c'entra niente. Quindi tu puoi dire a
tua figlia preoccupati e pensa, ed è bello che tu pensi a questa tragedia di Gaza, però pensa anche ai disagi dei commercianti, di chi lavora lì, che sono anche i commessi che rimangono a casa, le persone, la paura, i poliziotti feriti, stiamo parlando di non so se sopra i cento sicuramente, solo a Milano, di poliziotti feriti. tua figlia è una ragazza intelligente, sono sicuro che lo capirà.
E poi dille forse la cosa che è più importante, forse quella che la colpirà di più. Dille, guarda che spaccare le vetrine e comportarsi in questo modo, che è rubare la felpa, le scarpe, farsi il selfie esibizionistico, in questo modo quel tipo di protesta si mette contro l'opinione pubblica e fa un grandissimo regalo alla destra, che in questo caso governa l'Italia con Giorgio Meloni. Quindi dille, se volete aiutare Quelli che voi considerate gli avversari. Sappiate che questo tipo di proteste, come quella che abbiamo visto, quindi spaccare le vetrine, vuol dire aiutare gli altri, vuol dire è un regalo alla destra dovunque, è un super classico questo. Quindi, se davvero vogliono, facciano proteste pacifiche, addirittura creando un sistema,
il vecchio servizio d'ordine, ne abbiamo già parlato, per cui chi vuole usare una manifestazione pacifica di ragazzi come tua figlia per fare casino o per rubare, non potrà farlo. Questo dovresti dirle, poi facci sapere com'è andata. Se ha detto quel vecchio barbogio di Severnini deve stare zitto, vorrei mi riferissi anche a quello.
Buongiorno Beppe, sono Francesco, ho 47 anni, vivo a Milano, anche se sono siciliano. Ti chiedo, tra tutte queste proteste in Italia e nel mondo, come mai non ci sono proteste che dicano alla Russia di fermare i bombardamenti, la guerra, visto che l'hanno scatenata loro? Grazie e buona giornata
Questa è, caro Francesco, nella sua semplicità un'ottima domanda, me lo chiedo spesso anch'io. Penso che per alcuni scatti quello che una volta sul Corriere avevo chiamato il richiamo della foresta rossa, che è stato di sinistra a sinistra, quindi partito comunista, rifondazione comunista, la sinistra extra parlamentare, come si chiamava una volta, aveva un occhio di favore per un regime, quello sovietico, che si ispirava alle idee marxiste. Poi davanti a un'obiezione i più intelligenti, anzi quasi tutti per fortuna alla fine, hanno detto no, il comunismo con quello che è successo in Unione Sovietica non c'entra niente, alla mia obiezione sempre fatemi sapere dove ha funzionato perché non ha funzionato da nessuna parte, chiusa parentesi. Quindi c'è questa cosa
biografica per alcuni e per altri ci sono partiti in Italia, certamente la Lega, purtroppo anche il Movimento 5 Stelle è un po' ambiguo sulla questione, che non arrivano a condannare la Russia dicendo la NATO si è allargata, la Russia si è sentita minacciata, a parte il fatto che la NATO si è allargata perché le popolazioni di quei paesi dopo decenni nel patto di Varsavia volevano star tranquille. pensa ai Baltici, quindi nessuno li ha obbligati a entrare nella Nato, ma questo è un ragionamento che un autocrate come Putin manco considera che le popolazioni possano scegliere, punto fondamentale. Però alcuni partiti questo ragionamento non lo sentono molto, è chiaro che chi li appoggia è abbastanza restio a condannare la
Russia e Putin. Risposta parziale, però penso che ci stiamo avvicinando, non dico alla verità, ma a una plausibile spiegazione.
Buongiorno Beppe. Nel 2019 la Liga Nord ottenne più del 30% dei voti alle elezioni europee. Oggi invece, secondo i sondaggi, si trova al 5-6%. Credo che in un qualunque altro partito, ma anche azienda, un leader sarebbe stato fatto fuori in questa situazione. Invece domenica scorsa al congresso della Lega si è candidato contro Salvini solo un esponente di secondo piano e Salvini ha ottenuto la vittoria con il 76% dei voti.
Io non riesco a spiegarmela questa cosa. Lei che idea si è fatta? Perché per esempio un esponente di peso, esperienza e popolarità come Luca Zaia non si è fatto avanti? Buona domenica, Federico da Verona.
Come dicevo nel prologo, veramente non capisco neanch'io, Matteo Salvini ha avuto il merito dal suo punto di vista, dal punto di vista degli elettori della Lega, di far arrivare il partito, adesso non ricordo la cifra esatta, mi ricordo che in quegli anni facevo il direttore di Sette, dove tra l'altro un paio di copertine non sono piaciute, sono certo al sunnominato Salvini, però mi ricordo che era il partito in ascesa insieme ai Cinque Stelle, infatti poi hanno fatto un governo insieme, era veramente il partito dominante, anche Salvini sembrava lanciato sulla strada di Palazzo Chigi. Credo che su questo punto, forse l'unico, direbbe che ho ragione, Salvini abbia pagato l'appoggio al governo Draghi in quegli anni terribili,
ve lo ricordate, il periodo del Covid- 19, e secondo me la scelta aveva senso, un governo di unità nazionale. Giorgia Meloni è stata fuori, ha fatto un calcolo politico che poi ha pagato. Salvini stesso ha accennato questo fatto. Resta un fatto che sono passati da oltre il 30% a intorno il 5-6% e nessun leader potrebbe resistere. La vera domanda, tu l'hai fatta a me, ma ci credi che io l'ho fatta a un sacco di gente nel Triveneto? Ma perché?
Luca Zaia e Fedriga in Friuli Venezia Giulia che hanno dimostrato i cittadini gli italiani di quelle regioni li hanno votati e rivotati quindi devono aver fatto qualcosa di buono giusto perché non provano la risposta non riesco non la conosco secondo me non hanno abbastanza ambizione perché per fare quel mestiere il segretario di un partito in difficoltà occorre vuol dire dedicare i prossimi cinque anni solo a quello ed è veramente una scalata a mani nude con le scarpe sbagliate ecco forse uno di mettersi in un viaggio del genere non ha voglia dice preferisco stare in pianura comunque luca zaia per esempio ha una buona reputazione, in Veneto troverà qualcosa da fare. Noi pensiamo sempre che i
politici siano divorati dall'ambizione. Alcuni sì, Salvini non lo dubbio, ma anche Giorgia Miloni, anche Giuseppe Conte, anche Elie Schlein, divorati forse un po' crudele, diciamo sono spinti da una grandissima ambizione. Forse Luca Zaia no, altra spiegazione non la vedo. Anche perché una Lega guidata da Luca Zaia avrebbe guadagnato da un giorno all'altro tre punti percentuali e avrebbe messo in difficoltà, secondo me, sia Forza Italia che Giorgia Meloni.
Credo che Tajani e Meloni abbiano tirato un grande sospiro di sollievo. Salvini in quel senso è l'alleato perfetto.
Buongiorno Beppe, Andrea da Melbourne, Australia. Una domanda sulla questione del voto, ma perché non si può fare come per esempio facciamo qui in Australia dove se non si vota si riceve una multa di 105 dollari? L'affluenza qui è praticamente del 90%, non si risolverebbe un sacco di problemi in questa maniera? Tutti devono votare, non capisco quanto difficile sia andare a fare una cosa una volta ogni 5 anni, non si capisce, fammi sapere cosa ne pensi, grazie.
Sai una cosa Andrea, forse sarei favorevole, perché la stensione è un problema enorme in tutte le democrazie, l'abbiamo già detto, non mi sto a ripetere, E forse far capire ai cittadini che è un dovere civico, non è una facoltà o è anche un diritto, però secondo me è anche un dovere civico e farlo capire attraverso una sanzione potrebbe funzionare.
Oppure metti l'obbligo e invece della sanzione metti un'annotazione in qualche registro che questo cittadino non ha votato. Secondo me basterebbe perché gli italiani hanno votato. una sorta di paura inconfessata, inconfessabile verso tutto quello che è un nome in un registro. Ma non è crudeltà, è soltanto che la stensione è un problema enorme che indebolisce come levare il sangue alla democrazia.
Quindi è giusto spiegare alle persone, poi se volete votare scheda bianca, quello non si può impedire, però intanto andate a votare. Ripeto, è un vostro dovere, io lo ripeterò alla noia fino alle prossime elezioni che secondo me arriveranno nella tarda primavera, ma questa è solo un'opinione.
Beppe, sono Diana Dazzelo. Volevo lanciare una riflessione a te e agli altri Radi Italians. Quando mi confronto con i nonni sui bambini moderni, io un bimbo di uno e l'altro di sei anni, mi rendo conto che abbiamo delle visioni totalmente diverse. Per loro i bimbi d'oggi sono un po' come degli alieni rispetto a come eravamo noi. Perciò vorrei chiedere a te, ma anche agli Italians, Secondo te sono cambiati davvero così tanti i bambini, soprattutto tu che sei stato papà e nonno e quindi hai un po' più di esperienza di me? Oppure è cambiato tutto il contesto o siamo noi che li vediamo in maniera diversa?
Un saluto da Zelo Bonpersico.
Eccomi qui Diana, prima di tutto un saluto a Zelo Bonpersico dove abbiamo diversi lettori e ascoltatori, uno di loro si chiama Vito, lo saluto con affetto, so che ascolta sempre il podcast Radio Italians, adesso vive tra Zelo e Torino per capirci. Tra l'altro posso dirlo, c'è una pubblicazione a zelo il cui titolo è La coscienza di zelo, sono molto orgoglioso che è stato un mio suggerimento. Secondo me La coscienza di zelo è un titolo di cui veramente sono orgoglioso. Cosa hai fatto nella vita? Beh qualche libro. Corriere, però ho inventato il titolo di una pubblicazione a zelo buon perso che si chiama La coscienza di zelo, sento che Italo Svevo dovunque sia ci approva. Ora veniamo alla questione bambini, interessantissima, risposta semplice, i bambini di oggi sono
molto diversi da voi che siete stati i nostri figli e probabilmente voi siete stati senza probabilmente, certamente eravate molti diversi da noi. Ma io a mio figlio, nato nel 1992, tra l'altro ha compiuto gli anni l'altro ieri e gli faccio gli auguri anche qui, ad Antonio dovevo dare i miei giocattoli di legno fine anni 50. No, lui giocava con i CD- ROM negli anni 90. Adesso i bambini, penso ad Agatha che è del 2022, Agatha lo chiama Tableten e non tanto perché per lei è una delle cose con cui gioca, lei preferisce tirar fuori tutto dai cassetti, dagli scatoloni e disseminarlo per la casa e fare bancarelle, esposizioni, questa è la sua grande passione al momento, proprio perché sono stati bravi secondo me Antonio e Benedetta, non l'hanno
fatto diventare l'ossessione, il divieto, il tablet solo 15-20 minuti al giorno, per lei è un gioco come un altro, l'ha metabolizzato, ecco perché dico che bisogna essere ottimisti anche su queste materie, quindi guardare il tempo che passa, capire che ci sono strumenti, sistemi di vita, orari completamente nuovi, E un consiglio per i tuoi genitori, quindi i miei coetanei, i nonni, guardate, aiutate più che potete, ma consigli solo dietro specifica richiesta. Dare i consigli ai figli su come crescere i loro figli, quindi i nipoti, è un errore dettato dal cuore e dall'entusiasmo, ma resta un errore, fidatevi.
Ciao Beppe, sono Claudia da Roma. Volevo avere la tua opinione su una cosa che mi è successa sabato in centro a Roma. C'era uno stand dove era possibile donare il sangue ed io sono anni che desidero farlo. Alla veneranda età di 45 mi sono finalmente decisa trovandomi al posto giusto, al momento giusto, per poi sentirmi dire che visto che sono nata e cresciuta in Inghilterra nel periodo che va dall' 80 al 96, non potevo donare il sangue per via del morbo della mucca pazza. Capisco chiaramente le motivazioni, dietro la legge che allora era stata fatta e che lo impediva, però non credi che forse sia giunto il momento di rivederlo un po' nel senso che qualora avessi subito gli effetti della mucca pazza magari adesso si sarebbe
già notato? Ecco vorrei avere la tua opinione. Grazie ed è stato veramente un piacere incontrarti a Roma sabato
scorso. Allora spieghiamo, Claudia e suo marito li ho incrociati in via del corso a Roma la scorsa settimana, mi hanno fermato, mi hanno raccontato questa storia, erano reduci da un tentativo di donare il sangue e hanno scoperto di non potere come ha spiegato. Come hai spiegato tu, Claudia, che non potevate perché eravate vissuti nel Regno Unito negli anni della munca pazza e che ormai dovrebbe essere una cosa strasuperata e giustamente dice ma parliamo, ne facciamo levare questo divieto. che sembra veramente anacronistico, perché altrimenti molti cittadini italiani non possono donare il sangue. Siccome in quegli anni che tu hai citato io ne ho fatti 5 in Inghilterra, quindi 84, 88 e il 93, anch'io dovrei essere tra
quelli che non possono donare il sangue. Quindi è tutto molto interessante. A proposito... Mi piace quando in giro mi fermate e io sapete che poi vi obbligo mano militari a lasciare un vocale perché se mi dite una cosa interessante, perché molti di voi, tutti di voi avete cose interessanti da dire, però qualche volta dovete farvi coraggio e dirle queste cose e lasciare un vocale. Claudia mi ha ascoltato, io le ho risposto, sono contento, fermatemi per strada. Guardate che il mio mestiere è fatto anche di queste cose.
Se uno sceglie i mestieri come il mio e poi si scoccia quando qualcuno lo saluta, vuole scambiare due chiacchiere oppure chiede anche una foto insieme. Ecco, ci sono personaggi, adesso evito di fare citazioni per non andare a litigare, che si sentono offesi e diventano addirittura aggressivi quando... Qualcuno che segue il loro lavoro chiede un selfie, ma guardate che è un complimento. Certo, qualche volta uno è un po' stanco, un po' bruttino, nel mio caso sempre, non qualche volta, però le fotografie si fanno perché sono persone e noi dipendiamo da voi, da chi ascolta un podcast, da chi compra Brontola e la Magnoglia, da chi legge il Corriere. Io ci lavoro insieme a tanti altri colleghi, loro più di me, io ormai sono un anziano signore.
Però mi raccomando, quindi fatevi vivi e viva i Radio Italians e tutti quelli che hanno un po' di stima dei giornalisti. Dovreste fare un club, non sarebbe immenso. A domenica prossima.
radio italians i vostri vocali della settimana commentati da beppe severnini per il corriere della sera mandate un messaggio possibilmente breve al 345 6125 226 e riascoltatevi nei prossimi episodi Radio Italians è l'appuntamento domenicale di Giorno per Giorno, il podcast quotidiano del Corriere della Sera a cura di Francesco Giambertone, coordinamento di Tommaso Pellizzari, produzione audio di Key Motions con Giacomo Vaghi, Federico Caruso e Giorgia Venturi.