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Non spegnere la luce· Staffel 10· Folge 9

Il caso David Rossi - Il giallo dietro il volo da una finestra del manager bancario

Mittwoch, 28. Oktober 2026 · 1 h 51

MP3

Shownotes

Rocca Salimbeni, 6 marzo 2013 - David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipita dalla finestra del suo ufficio. La sua morte viene inizialmente ricondotta a un suicidio, ma negli anni successivi filmati, perizie, testimonianze e numerosi elementi controversi hanno continuato ad alimentare interrogativi sulla ricostruzione di quella notte. A più di tredici anni di distanza, il caso è ancora aperto nel dibattito pubblico. Le Commissioni parlamentari d’inchiesta hanno riesaminato la dinamica della caduta, le lesioni sul corpo di Rossi, le immagini delle telecamere di sorveglianza e la possibile presenza di altre persone nel vicolo. Nel 2026, nuovi accertamenti e nuove dichiarazioni hanno riportato la vicenda al centro dell’attenzione, rafforzando l’ipotesi che quanto accaduto quella sera possa essere molto diverso dalla versione iniziale. Ma che cosa accadde davvero dentro e fuori da Rocca Salimbeni quella notte? E, dopo anni di indagini e commissioni parlamentari, quanto siamo vicini alla verità sulla morte di David Rossi? Proviamo a scoprirlo insieme a Riccardo Barlacchi, giornalista ed autore del podcast “Pillola Nera”.

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Bentrovati e bentrovate su Non spegnere la luce, un podcast brutto, sporco e cattivo in cui ogni settimana cerchiamo di far luce sui misteri più oscuri della storia criminale moderna. Io sono Michele Dinnell e potreste conoscermi già per altri podcast come Stelle e Strisce o come Inverno Nucleare e ad accompagnarmi in questo viaggio nella mente criminale, come sempre, ci sarà Giacomo Giacquinto. narratore, fumettista e autore del podcast La Bottega degli Orrori. Prima di iniziare, come sempre, andiamo a salutare la nostra seconda famiglia, ovvero la nostra community affezionatissima su Telegram, che conta più di 1400 utenti attivissimi che ogni giorno interagiscono con me, con Giacomo e con tanti

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ripeto una puntata importantissima e delicatissima di un caso relativamente recente che inizia il 6 marzo 2013. Siamo in parrocchia Salimbeni, in Toscana, quando Davide Rossi, responsabile della comunicazione del Monte Paschi di Siena, precipita dalla finestra del suo ufficio. La sua morte viene inizialmente ricondotta ad un suicidio, ma negli anni successivi filmati, perizie, testimonianze e anche numerosi elementi controversi hanno continuato ad alimentare degli interrogativi sulla ricostruzione di quello che successe in quella notte. Più di 13 anni di distanza, questo caso rimane ancora apertissimo nel dibattito pubblico. Le commissioni parlamentari di inchiesta hanno riesaminato la dinamica della caduta, le

lesioni sul corpo di Rossi, le immagini delle telecamere di sorveglianza e la possibile presenza di altre persone in quel vicolo. Nel 2026 nuovi accertamenti e nuove dichiarazioni hanno riportato questa vicenda al centro dell'attenzione sociale rafforzando l'ipotesi che quanto accaduto quella sera possa essere molto diverso dalla versione iniziale. Allora quello che vogliamo fare all'interno di questa puntata è chiederci che cosa accadde davvero dentro e fuori da Rocca Salimbeni quella notte e dopo indagini e commissioni parlamentari quanto siamo vicini alla verità sulla morte di David Rossi. per scoprirlo, come sempre, facciamo un passo indietro, riavvolgiamo il nastro sulla vita di questa persona, David Rossi, e su quello che

gli è successo, assieme, ovviamente, al nostro caro Giacomo Giacuinto.

Ciao Michele, ciao Riccardo, ciao a tutti gli amici, gli amiche e gli amico di Non Spenere la Luce, ben ritrovati anche da parte mia per questo nuovo episodio da vivere insieme. La storia di oggi è una di quelle storie che ho sempre voluto raccontare fin da quando mi sono interessato al true crime come forma però di protesta, un parlarne per accendere i riflettori, per dar credito anche a quello che è il titolo del nostro podcast. Motivo per cui oggi voglio iniziare ad accendere la luce partendo da una mail. Una mail che il protagonista della nostra puntata, David Rossi, mandò a Fabrizio Viola il 4 marzo del 2013.

È urgente. domani potrebbe già essere troppo tardi. Sembravano parole profetiche, forse in un certo senso lo erano, ma erano soprattutto la sentenza di un uomo che forse aveva già compreso in anticipo il proprio destino, forse perché sapeva, forse perché aveva, forse perché era arrivato a toccare punti di un palazzo così alto da cui necessariamente poi qualcuno vuole buttarti giù.

Ad un certo punto Ho fatto una domanda nel fuori onda, una domanda che mi perseguita fin da quando ho iniziato ad interessarmi a questa storia tantissimi anni fa, poco dopo i suoi accadimenti, insomma quando ero diventato un pochino più grande. E l'ho fatta a Riccardo, che è un grande esperto di questa storia, e gli ho chiesto, secondo te si arriverà mai alla verità? E lui mi ha dato una risposta che mi è piaciuta tantissimo, sì, ma forse non quella giudiziaria. Ma facciamo un passo indietro. Chi è David Rossi?

Era il responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena e muore la sera del 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del proprio ufficio a Rocca Salimbeni. Il filmato della telecamera di Vicolo Montepio colloca la caduta alle 14.43 e 20 secondi, ora reale, corretta. L'orologio dell'impianto di videosorveglianza risultava circa 16 minuti avanti. Gli studi successivi stimano che Rossi Si è rimasto vivo e cosciente per circa 20-22 minuti dopo l'impatto. Terribile l'agonia. L'agonia, dicono gli esperti, i dottori per esempio, che è la parte peggiore prima del morire. Le prime due indagini della procura di Siena, e già qua si apre un baratro, o potremmo aprirne uno a tiguo anche noi, hanno ricostruito la morte come suicidio.

E suicidio? Non c'è nulla da dire. E infatti il primo procedimento per istigazione al suicidio viene archiviato il 4 marzo 2014. un anno dopo quella mail. Il secondo, aperto dopo la richiesta della moglie Antonella Tognazzi, fu archiviato il 4 luglio del 2017. Queste archiviazioni costituiscono il principale esito giudiziario storico del caso, ma non equivalgono ovviamente a una sentenza penale di merito che abbia approvato il suicidio oltre ogni ragionevole dubbio, perché oltre ogni ragionevole dubbio è una frase che in questo caso non può entrarci assolutamente. La certezza medico- legale in realtà è più solida e ci dà perlomeno un filo narrativo, ci fornisce almeno un appiglio con la realtà. Ovvero che David Rossi morì per i gravissimi

politraumi provocati dalla precipitazione. La prima autopsia escluse intossicazione da alcol o stupefacenti e ritenne le lesioni compatibili con un gesto suicidario. Successivamente Dei periti incaricati dalla prima Commissione parlamentare stabilirono che alcune lesioni a volto e braccia non erano spiegabili con sicurezza né dalla caduta né dall'impatto al suolo.

La stessa Commissione del 2022 precisò che ciò non bastava da sola, ovviamente, a dimostrare un'aggressione. Ma il quadro è cambiato radicalmente tra il 2025 e il 2026, perché la seconda Commissione parlamentare d'inchiesta sulla base di nuove ricostruzioni biomeccaniche e medico- legali ha concluso che Rossi sarebbe stato sospeso all'esterno della finestra e poi lasciato cadere da terzi, dichiarando escluso il suicidio. Nel marzo 2026, pochi mesi fa, la Procura di Siena ha aperto un nuovo fascicolo sulla morte acquisendo gli accertamenti parlamentari. Questa oggi è la conclusione della Commissione parlamentare, non è ancora un accertamento giudiziario. Ma nell'ottobre del 2026, nel mese in cui ci troviamo in questo momento mentre

vi sto parlando, La Commissione ha compiuto un ulteriore passo sostenendo pubblicamente che l'ex presidente MPS Giuseppe Mussari avrebbe ordinato un'azione intimidatoria non destinata inizialmente a uccidere i russi e che Gabriele Ceccherelli ne avrebbe organizzato la fase operativa. Sono attribuzioni parlamentari ancora da verificare giudiziariamente. Mussari e Ceccherelli ovviamente li hanno respinte con forza e inoltre la credibilità di alcuni testimoni alla base della pista è stata promessa pubblicamente contestata.

È un susseguirsi, è una scala, un effetto domino tra suicidio e omicidio e mostrare come due ricostruzioni incompatibili siano nate dallo stesso insieme di minuti, di immagini, di ferite, di telefonate o missioni investigative perché la realtà spesso è duplice, anche quando le immagini che abbiamo davanti ai nostri occhi sono le stesse. Già, ma chi sono gli attori della vicenda?

Qual è lo stato dei fatti? Il primo è David Rossi, il responsabile dell'area comunicazione di Monte Paschi di Siena dal 2006, vicino professionalmente alla precedente gestione Mussari, 51 anni al momento della morte. È la vittima della precipitazione, la causa materiale. della morte è accertata, la causa della precipitazione resta ancora oggetto di una nuova indagine. Poi c'è Antonella Tognazzi, la moglie di David, ha sempre contestato la lettura suicidiaria e nel 2015 chiese la riapertura delle indagini. Ci sono Ranieri e Filippo Rossi e Carolina Orlandi, sono i familiari di che hanno partecipato negli anni alla ricerca di nuovi accertamenti e alle iniziative pubbliche sul caso. Ranieri è centrale anche

nella ricostruzione delle ultime ore del 6 marzo. Abbiamo Giuseppe Mussari, che è l'ex presidente di Montepaschi, amico e precedente vertice di riferimento di Rossi. E nell'ottobre 2026 la Commissione lo ha indicato come il presunto mandante di un'intimidazione. Ci sono Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, che sono presidenti e amministratore delegato del Monte Paschi dal 2012. Sono i nuovi vertici della banca. Viola riceve tele- email più allarmanti di Rossi del 4 marzo, non risultano accertamenti però di loro responsabilità nella morte.

C'è Giancarlo Filippone, che è un collega, amico e collaboratore di Rossi. È una figura importante per i movimenti immediatamente precedenti e successivi alla scoperta del La Commissione 2022 infatti rilevò delle incongruenze tra alcune sue ricostruzioni senza attribuirgli però delle responsabilità penali. Abbiamo Bernardo Mingrone, che è un dirigente dell'area finanziaria di Montepaschi ed era presente nel contesto dell'ultima settimana tra i primi a occuparsi dei soccorsi quella sera.

Abbiamo Nicola Marini, Aldo Natalini, Antonino Anastasi e altri magistrati senesi che sono gli inquirenti delle prime indagini. ci sono giornalisti che hanno riaperto pubblicamente gli interrogativi come Davide Vecchi, ci sono diverse redazioni investigative e poi c'è Gianluca Vinci che è il presidente della seconda commissione parlamentare. È una storia difficile questa perché comincia proprio con quella mail, anzi voglio che cominci con quella mail, è urgente, domani potrebbe già essere troppo tardi. David Rossi scrive queste parole il 4 marzo del 2013. Non le scrive a sua moglie, non le scrive a un fratello o a un amico di infanzia. Le scrive a Fabrizio Viola, che è l'amministratore delegato del Monte Paschi dei Siena. Mancano due giorni alla

sua morte. E forse nessun'altra frase racconta meglio il problema al centro di questa storia. Perché David Rossi sentiva che il tempo stava finendo? Siena, marzo 2013. Nel cuore della città c'è Rocca Salimbeni, la sede storica del Monte dei Paschi. In quei mesi la banca non è soltanto un istituto finanziario, no, è il centro di uno scandalo che attraversa economia, politica, magistratura, non strano in Italia. L'acquisizione di Anton Bennett ha gli derivati, Alexandri e Santorini, le perdite, le responsabilità della precedente gestione.

Le indagini stanno cercando dei documenti, dei contatti e delle informazioni. E David Rossi è l'uomo perfetto perché è l'uomo della comunicazione, conosce i giornalisti, conosce Siena, conosce la banca ed è stato molto vicino all'ex presidente Giuseppe Mussari. Il 19 febbraio 2013 la Guardia di Finanza entra nel suo ufficio e nella sua abitazione. Rossi non è in quel momento il bersaglio principale dell'inchiesta sul dissesto della banca, ma può sapere molte cose. Dopo la perquisizione, secondo diverse testimonianze, cambia. diventa ansioso, teme il posto di lavoro, teme perfino di poter essere arrestato.

Fabrizio Viola racconterà di averlo visto profondamente colpito sul piano psicologico. Ed è questo il primo elemento a favore della spiegazione che per anni sarà quella ufficiale. David Rossi era sotto una pressione enorme. Ma pressione non significa automaticamente suicidio. Ed è proprio qui che cominciano le contraddizioni. Già perché in Il 28 febbraio Rossi partecipa a una cena con Alessandro Profumo e Bernardo Mingrone. Poco prima il Consiglio di amministrazione ha deciso un'azione di responsabilità contro i precedenti vertici di Monti di Paschi e contro due banche coinvolte nelle operazioni finanziarie contestate. È materia delicatissima. Poco dopo parte di quelle informazioni arriva sulla stampa. Dentro la banca comincia la caccia

alle streghe, meglio, la caccia alla fuga di notizie. E Rossi è preoccupato perché, perché era il responsabile della comunicazione. Il 4 marzo manda a Viola un messaggio dal contenuto inequivocabilmente allarmante. Parla esplicitamente di suicidio e chiede aiuto. È un elemento che non può essere minimizzato, esiste, è autentico ed è uno dei pilastri su cui verrà costruita la tesi suicidiaria. Ma nello stesso giorno Rossi scrive anche qualcos'altro.

Dice di aver bisogno di parlare con i magistrati, teme in sostanza di essere stato considerato parte di un sistema al quale sostiene di non appartenere. Scrive a Viola che sarebbe urgente stabilire quel contatto. Poi, poche ore dopo, però, sembra ridimensionare tutto, riconosce di essersi agitato, arriva quasi a scusarsi per aver creato problemi. La relazione parlamentare sottolinea proprio questa oscillazione, dalle frasi disperate alla ricerca di una soluzione pratica.

È importante non commettere l'errore opposto. Il fatto che una persona faccia programmi per il futuro non esclude un suicidio, Il fatto che esprima intenzioni suicidare non prova che ogni morte successiva sia necessariamente un suicidio. In un caso criminale conta la scena, conta il corpo, conta la fisica e soprattutto conta ciò che succede nelle ultime ore. La mattina del 6 marzo 2013 infatti Rossi è al lavoro. Tra le 9 e 30 circa e mezzogiorno parla a lungo con Carla Ciani che è la consulente aziendale incaricata del coaching dei dirigenti. Rosè è abbastanza ansioso, preoccupato. La situazione interna alla banca, ma sfido chiunque al contrario, è tesa.

Ma la commissione del 2022 osserverà che quella mattina nulla permetteva di dedurre con certezza un imminente gesto suicidiario. C'è poi un particolare domestico apparentemente minuscolo, ma che secondo me non lo è. Antonella, sua moglie, è malata, Davide le sta facendo delle iniezioni e quella sera dovrebbe tornare a casa per quella prevista intorno alle 19. Contemporaneamente sta pensando alla casa acquistata su Lamiata, quel pomeriggio incontra Fulvio Muzzi, che gli consegna una piantina dell'abitazione, parla di lavori, perfino dell'impianto home theater da organizzare per il sabato successivo. Ancora una volta, non è una prova che non volesse morire, ma qualcosa c'è, è un pezzo del quadro. Alle 17.27

riceve una telefonata da Giancarlo Filippone e alle 17.33 Qualcuno accede al computer del suo ufficio utilizzando credenziali valide. Alle 17.37 arriva la telefonata di Chiara Galgani. E poco prima delle 18 la collega entra nell'ufficio di Rossi. Rimane una decina di minuti. Lo vede distratto, sbrigativo. Nota che continua a fissare il monitor aperto sulla pagina di Dacospia. Ma dirà anche una cosa che anni dopo diventerà estremamente importante. Quando lei lo vede non nota una ferita sul volo. Perché è importante? Perché sul volto del cadavere verranno poi documentate lesioni che i periti discuteranno per anni. Se Galgani ha ragione, almeno alcune cose, alcune devono essersi prodotte nell'intervallo successivo, l'intervallo

più oscuro dell'intera storia. Tra la fine dell'incontro con Galgani e le 19.43. Alle 19.02.51 dal telefono dell'ufficio parte una chiamata verso Antonella. Dura otto secondi. Subito dopo c'è una brevissima telefonata dal cellulare, poi c'è il silenzio. Alle 14.43 e 20, nell'ora reale ricostruita dagli investigatori parlamentari, correggendo l'orologio della videosorveglianza, il corpo di David Rossi entra nell'inquadratura della telecamera di Vicolo Montepio. Cade, ma non muore immediatamente. Le immagini registrano dei piccoli movimenti. Secondo le successive valutazioni medico- legali Rossi rimane in agonia per circa 20-22 minuti, un tempo infinito terribile. E la commissione del 2022 arriva a una

conclusione particolarmente dolorosa. Un intervento tempestivo avrebbe potuto salvarlo. Pensiamoci. Per anni il mistero si è concentrato su quella finestra, ma esiste anche un mistero del vicolo. Chi poteva vedere? Chi passò Quando venne compreso che a terra c'era un uomo ancora vivo e perché i soccorsi non arrivarono in tempo?

La scena quella sera viene letta quasi immediatamente attraverso una sola parola. Suicidio. Nell'ufficio vengono trovati fogli manoscritti dal contenuto di commiato, ci sono tracce riconducibili alle piccole ferite che Rossi si era procurato ai polsi, esiste la terribile e- mail del 4 marzo e c'è una finestra dal quale è caduto e precipitato. Il professor Mario Gabrielli esegue l'esame medico legal.

La causa della morte è chiara, shock traumatico prodotto da lesioni multiple a torace, testa e colonna vertebrale, conseguenza della precipitazione da grandi altezze. Non ci sono alcol, non ci sono stupefacenti. Su quella base, insieme al contenuto dei messaggi e alle testimonianze sullo stato psicologico di Rossi, la prima indagine è chiusa. Il 4 marzo 2014 arriva la prima archiviazione, ma la famiglia non accetta quella conclusione. Ma soprattutto non accettano alcune lesioni, quelle al viso, quelle alle braccia, e non accetta il modo in cui la scena è stata trattata.

C'è un secondo procedimento. Le verifiche sono molto più estese, vengono riesseminati il corpo, i filmati, la traiettoria. Anche questa seconda indagine però arriva alla stessa conclusione. Il 4 luglio 2017 il fascicolo viene nuovamente archiviato. Vedrete la fine. Non lo è. Perché nel frattempo il caso è uscito dai fascicoli ed è entrato nella stampa, nelle case degli italiani.

Le email vengono pubblicate. Il video della caduta viene esaminato frame by frame, fotogramma dopo fotogramma. Giornalisti come Davide Vecchi e successivamente trasmissioni come Report e gli approfondimenti di La Sette iniziano a interrogarsi sulle incongruenze. La famiglia continua a chiedere che il caso non venga considerato chiuso. La stessa relazione parlamentare del 2022 riconoscerà il ruolo delle inchieste giornalistiche nel mantenere aperte domande altrimenti destinate a scomparire. Poi arriva il Parlamento. La prima commissione d'inchiesta riparte quasi dall'inizio con le telefonate, le email e gli spostamenti, fa ripetere gli esperimenti sulla finestra, fa riesaminare il filmato e scopre anche

qualcosa che serve a eliminare un falso mistero. Nel video, poco dopo la caduta, si vede un piccolo punto luminoso. Per anni qualcuno aveva sostenuto che fosse l'orologio di Rossi, gettato dalla finestra dopo di lui. Una scena che, se vera, avrebbe suggerito quasi inevitabilmente la presenza di un'altra persona. Il RIS ripete l'esperimento, Lancia orologi, ricrea la pioggia, studia i frame. Conclusione.

Quel punto luminoso è compatibile non con un orologio, ma con una goccia d'acqua. È in realtà un passaggio fondamentale, perché dimostra come dovrebbe funzionare una vera indagine su un colchese. Quindi voi direte, suicidio, non così in fretta, perché c'è il corpo. C'è un collegio, anche composto da Vittorio Fineschi, Giorgio Testi e Antonina Argo, che riesamina le lesioni. La morte è certamente dovuta alla caduta. Rossi era cosciente durante la precipitazione. Non risultano elementi che facciano pensare a una preventiva narcotizzazione. Ma alcune ferite, soprattutto all'avambraccio destro e al volto, non possono essere ricondotte con sufficiente sicurezza. Alla precipitazione. Non significa automaticamente qualcuno lo ha picchiato. Significa non sappiamo spiegare

tutto con la caduta. È una differenza enorme. Arriva il 2024 e questa volta le nuove analisi biomeccaniche vanno più lontane. Perché tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 i consulenti Adolfo Gregori e Robby Manghi lavorano su una dinamica diversa. Secondo loro Rossi non si sarebbe volontariamente calato dalla finestra. Sarebbe stato aggredito, portato all'esterno, trattenuto per i polsi e infine lasciato cadere. E nel marzo del 2026 la Commissione mette nero su bianco la propria conclusione. Il suicidio è escluso. David Rossi sarebbe morto per un'azione compiuta da terzi, ma fermiamoci ancora una volta perché una commissione parlamentare ha poteri d'inchiesta, vero, ma non pronuncia delle sentenze penali.

Nel linguaggio rigoroso della nostra storia allora dobbiamo dire questo. Per la commissione parlamentare oggi fu omicidio, per la magistratura quell'omicidio deve ancora essere provato. Se ci pensate è un po' ciò che ci siamo detti io e Riccardo Forionda, quella frase che a me è piaciuta tantissimo. Quella frase che diceva proprio forse un giorno la verità la troveremo, ma forse non quella giudiziaria. Ma tutto alla fine si rifà una mail, una mail che nessuno ha saputo spiegare, una mail inviata da David Rossi a Fabrizio Viola, firmata 4 marzo 2013. È urgente. Domani potrebbe già essere troppo tardi.

Già,

ma che cosa era urgente?

E allora non posso che ringraziare per questa bellissima narrazione il nostro Giacomo Giacquinto. Grazie a tutti voi. Adesso sarà difficile andare avanti ma è nostro dovere perché come anticipato questo è un caso complicatissimo, delicatissimo e per questo motivo abbiamo deciso di avere con noi un ospite veramente esperto e allora tornerei da lui, tornerei da Riccardo per fare un passo indietro insieme. riavvolgere il nastro fino a prima di quella fatidica sera del 6 marzo 2013 c'è da conoscere l'uomo al centro di questa storia e allora cerchiamo di inquadrarlo Davide Rossi 51 anni vive a Siena ed è il responsabile l'abbiamo detto della comunicazione del Monte dei Paschi che è una banca che ha un peso enorme

nella vita economica e politica Il suo percorso professionale lo ha portato a lavorare a stretto contatto con i vertici dell'istituto, alcuni li abbiamo già nominati, e allora ti chiedo chi era David Rossi nella sua vita privata e professionale e quale posizione occupava all'interno dell'organigramma del Monte dei Paschi?

Dunque, David Rossi era una persona innanzitutto, partiamo sottolineandolo, profondamente legato alla città in cui viveva, a Siena. Qui aveva sviluppato il suo percorso personale e professionale, si era laureato in lettere moderne, aveva intrapreso inizialmente la carriera giornalistica, era giornalista professionista e poi successivamente si specializzò nella comunicazione istituzionale e nelle relazioni con i media. era sposato con Antonella Tognazzi, la famiglia comprendeva anche Carolina Orlandi, figlia di Antonella Tognazzi, e proprio Carolina Orlandi sarà fondamentale negli anni successivi alla morte di Rossi, perché è diventata una delle voci più attive nel chiedere chiarimenti sulla vicenda. Secondo le testimonianze dei familiari,

ma non soltanto Michele, anche dei conoscenti e degli amici Rossi era una persona strettamente riservata estremamente legata ai suoi affetti che difficilmente concedeva considerazione a persone che non erano direttamente collegate a lui era una persona anche che pensava molto al di fuori del lavoro la stessa Antonella Tognazzi quando si è trovata in audizione a parlare della scomparsa del marito ha parlato di una persona che amava il proprio lavoro ma che allo stesso tempo era capace di distaccare la vita lavorativa dalla vita familiare infatti Davide Rossi amava andare in giro amava la bicicletta, la natura la ricerca dei funghi come dicevate giustamente in introduzione amava trascorrere nel tempo proprio nella zona del Monte Amiata dove stava

acquistando un'abitazione era una persona a tutto tondo con una carriera professionale molto ben avviata che aveva iniziato proprio a Siena a lavorare nell'ambito della comunicazione pubblica e istituzionale sviluppando sin da subito delle relazioni con il mondo giornalistico e politico senese ma anche nazionale c'è una figura fondamentale per la carriera di Rossi inutile negarlo che è quella di Giuseppe Mussari Giuseppe Mussari è una persona con cui Rossi lega sin da subito. Giuseppe Mussari ha ricoperto degli incarichi molto importanti di Vertice prima nella fondazione del Monte dei Paschi di Siena, poi successivamente ne è anche diventato presidente e quando Mussari raggiunse le posizioni di Vertice come presidente

della fondazione, Rossi lavorò di fatto insieme a lui nella comunicazione della fondazione per poi spostarsi all'interno proprio dell'istituto bancario, infatti dal 2006 ricoprì il ruolo di responsabile della comunicazione del gruppo Banca Monte dei Paschi di Siena. Ora, si è parlato molto spesso nell'arco degli ultimi mesi di ciò che realmente Rossi avrebbe compiuto nel corso della sua carriera lavorativa si è parlato della sua capacità possibilità necessità di gestire ingenti somme di denaro però proprio quando si trattava appunto di quando la sua carriera era agli inizi lui si occupava più che altro di gestire i rapporti con i giornali le televisioni i giornalisti coordinava la comunicazione istituzionale

della banca curava ovviamente l'immagine pubblica dell'istituto, gestiva la comunicazione anche durante i periodi di crisi e quale peggior periodo di crisi se non quello del 2012-2013 al Monte dei Paschi di Siena e poi ovviamente manteneva anche i rapporti con gli interlocutori istituzionali e professionali all'interno della banca e anche al di fuori, quindi per Coloro che nel corso degli anni hanno pensato Rossi era semplicemente un addetto stampa, era una persona che si occupava solo di comunicazione, aveva un ruolo ristretto, assolutamente no. Rossi viene spesso chiamato manager perché di fatto era un manager, era una persona poliedrica che aveva varie capacità, varie competenze e nell'arco di poco

tempo era riuscito proprio a scalare le vette della carriera. Parliamo adesso, se me lo concedete, del rapporto che aveva quindi con i vertici. Il rapporto più importante, come dicevo prima, è quello con Giuseppe Mussari. Io vorrei fare subito, se me lo concedete, una precisazione. la vicenda la vicinanza professionale di a un dirigente da parte in questo caso di Rossi non prova né la partecipazione alle sue eventuali condotte illecite né la conoscenza di tutti i fatti oggetto di indagine premesso che tra l'altro Giuseppe Mussari è è stato assolto nel processo per lo scandalo di MPS è tornato alle cronache soltanto di recente per i risultati raccolti dalla seconda commissione parlamentare d'inchiesta è bene sottolinearlo per ricostruire il

ruolo effettivo di Rossi bisogna poi esaminare i documenti relativi al suo incarico e anche tutte le comunicazioni disponibili e le testimonianze raccolte dagli investigatori in questo senso la prima commissione parlamentare ha dedicato una parte ben chiara ben specifica della propria relazione proprio al ruolo di Rossi nella banca e agli eventi che ovviamente precedettero la sua morte e c'è una relazione molto vasta molto ricca integrale si può trovare per chi fosse interessato e non è abituato a cercare i documenti negli atti parlamentari della Camera dei Deputati sulla morte di Davide Rossi tutte le audizioni sia della prima sia della seconda commissione parlamentare d'inchiesta sono accessibili gratuitamente

sono caricate integralmente e sono tranquillamente consultabili se proprio devo fare una sintesi su chi era Davide Rossi era una persona era un dirigente ben inserito nell'ambiente economico istituzionale della banca e non solo, ed era, lo ripeto, una persona poliedrica, era una persona che non faceva soltanto l'addetto stampa, che aveva tantissime competenze ed era una persona molto preziosa per Banca Monto dei Paschi di Siena e questa sua ansia che voi avete sottolineato giustamente in quei giorni precedenti, anzi in quelle ore immediatamente precedenti alla morte, era un'ansia dovuta al fatto che David Rossi era una figura di spicco, non era una figura parziale, non era una figura marginale,

era una figura centrale di Banca Monte dei Paschi di Siena.

E allora parliamo proprio della Banca del Monte dei Paschi di Siena, tu l'hai già citato, penso che molti di voi lo ricorderanno perché si tratta di meno di 15 anni fa e io ho All'epoca ricordo che ero al liceo e guardavo già al telegiornale e sentivo parlare molto di questa crisi finanziaria e anche giudiziaria che ha coinvolto operazioni bancarie, dirigenti e responsabilità del passato. Allora proprio il 19 febbraio del 2013 la Guardia di Finanza perquisisce anche l'ufficio e l'abitazione personale di David Rossi che però non risulta indagato. E' un passaggio importante secondo me questo per capire il clima all'interno del quale si svolgeranno gli eventi successivi, anche la paura, la paranoia dello stesso Rossi che è

documentata perché lui ne parlava con la sua famiglia ed era arrivato ad un livello di paranoia tale da comunicare soltanto attraverso pizzini perché pensava di essere spiato anche in casa propria e allora che cosa stava emergendo da queste indagini sul monte di Paschi di Siena che stava spaventando così tanto un uomo come David Rossi?

Guarda Michele, parto dall'unica audizione per farti capire appunto il contesto in cui ci troviamo dall'unica audizione rilasciata da Giuseppe Mussari alla prima commissione parlamentare d'inchiesta. In questa audizione Mussari sottolinea un aspetto molto importante. Quando gli viene chiesto in che rapporti fosse con Rossi, lui parla di rapporti ovviamente, non dico fraterni, ma comunque molto stretti, ma fa anche presente che nei giorni caldi, anche nei giorni immediatamente precedenti alla morte di Rossi, i contatti si erano del tutto azzerati. Ora, c'è chi ci vede ovviamente dell'oscuro dietro a questa dichiarazione, io personalmente credo che fosse più una precauzione adottata da Mussari,

ma come hai detto te giustamente, anche da David Rossi, perché avevano paura evidentemente che fossero appunto spiati, che ci fossero delle cimici negli uffici, era proprio il culmine di questa crisi, una crisi con un contesto molto particolare e per capirlo bisogna tornare al 2007-2008 quando MPS acquistò Banca Anton Veneta, questa grande operazione capitanata dallo stesso Mussari che poi rappresentò di fatto un passo falso a tutti gli effetti da parte di MPS che diede il via alla grande crisi. Nel novembre 2007 MPS annuncia l'acquisizione di Anton Veneta, l'operazione venne perfezionata l'anno successivo nel 2008 e comportò un esborso molto rilevante per la banca, si parlò di circa 9 miliardi di euro. Questa operazione negli anni successivi portò

a gravissimi problemi finanziari, furono avviate indagini su operazioni strutturate e transazioni che pare avessero contribuito a occultare o modificare la rappresentazione dei risultati economici dell'istituto bancario e tra le vicende investigative figurano due operazioni finanziarie denominate Alexandria e Santorini, che furono considerate borderline e poi adesso passiamo questo è un quadro molto ristretto ovviamente Michele perché se dovessimo aprire una parentesi completa sul caso MPS ci vorrebbe un esperto appunto in ambito bancario e soprattutto ci vorrebbe probabilmente un'altra puntata però per quello che ti posso dire io, io ti posso fare una panoramica su cosa David Rossi stava vivendo in quel momento e soprattutto come stava interpretando questa

profonda crisi. È una crisi questa che provocò innanzitutto come abbiamo detto un deterioramento della situazione finanziaria della banca, poi anche un conflitto pubblico sulla gestione dei precedenti vertici, delle indagini molto serrate da parte della magistratura e una pressione mediatica fuori dal comune. David Rossi in questo senso lo possiamo dire era nella posizione peggiore in assoluto perché era il capo della comunicazione molto probabilmente veniva sommerso di telefonate da parte ovviamente dei giornalisti che volevano avere notizie volevano sapere che cosa stesse accadendo è ovvio che David Rossi e questo non è un mistero fosse a conoscenza di tante questioni relative a al Monte dei Paschi di Siena

che ovviamente non sono mai uscite e probabilmente non usciranno mai con questo non è che per forza Davide Rossi debba essere inquadrato come l'unica persona che era a conoscenza dei segreti di tutti i segreti della banca però era sicuramente una figura di tramite tra la banca e il mondo esterno quindi pensate tutto il peso di una crisi tutto il peso mediatico di una crisi di fatto sulle spalle di un solo uomo e questo probabilmente spiega il senso di ansia terribile che Rossi stava vivendo in quel periodo non soltanto per la crisi ma anche per il danno reputazionale personale che stava rischiando David Rossi in quel momento quindi una situazione veramente molto complessa veramente molto complessa

da da gestire e di fatto Davide Rossi lo possiamo dire a distanza di ormai diversi anni è rimasto solo è rimasto solo in quella situazione e resta da spiegare questa comunicazione parziale tramite pizzini nei confronti della moglie tramite mail nei confronti di Viola cosa c'era veramente dietro a quella mail se era soltanto ansia se era soltanto una paura reputazionale o se c'erano pressioni occulte di cui ancora non si conosce l'entità

Sì, allora arriviamo a quel fatidico 6 marzo del 2013 Rossi si trova nel suo ufficio a Rocca Salimbeni nel centro di Siena per ricostruire quella giornata negli anni sono stati esaminati messaggi, telefonate, documenti, testimonianze delle persone che ebbero in qualche modo dei contatti con lui. E anche alcuni biglietti trovati nel suo ufficio assumeranno poi un valore importante all'interno delle indagini. E allora Riccardo, io insieme a te voglio provare a fare questo esperimento di ricostruzione delle ultime ore di David Rossi e degli elementi che permettono appunto di darci delle indicazioni su quello che potrebbe essere avvenuto prima e subito dopo la sua morte.

Partiamo innanzitutto dal fatto che la perquisizione subita da Rossi il 19 febbraio precedente è stata la goccia che probabilmente ha fatto traboccare il vaso tra l'altro di recente l'avvocato Pirani che ha parlato con me nel podcast ha sottolineato quanto Rossi fosse determinato nonostante non fosse indagato ad andare a parlare con l'autorità giudiziaria proprio per fare chiarezza sulla sua posizione ma evidentemente non soltanto anche su altri aspetti che non sono mai emersi In realtà, se ci ragioniamo un attimo, la giornata del 6 marzo è solo uno dei punti centrali dell'intera vicenda. Rossi, come dicevate giustamente in apertura, arrivò al lavoro, trascorse gran parte della giornata nel suo

ufficio a Rocca Salimbeni. Sì, è vero, molti dipendenti di Monte dei Paschi all'interno lo avevano visto teso, preoccupato, profondamente preoccupato e per niente sereno. Gli investigatori ricostruirono dopo la morte le sue attività prevalentemente attraverso le registrazioni delle telecamere, i tabulati telefonici, i messaggi e le mail, le testimonianze dei colleghi che come avete detto sono contrastanti in certi casi, i vari documenti e gli oggetti ritrovati nell'ufficio e anche tutti gli altri reperti registrati. raccolti sulla scena le comunicazioni esaminate agli investigatori indicavano che Rossi ovviamente attraversava questo profondo periodo di tensione legate ovviamente alla sua situazione professionale e

le possibili conseguenze in questo senso le email rivolte a Viola sono state interpretate possiamo dire in modi differenti nel corso degli anni per alcuni rappresentavano segnali di sofferenza psicologica e su questa visione si è basata molto anche la prima indagine sulla morte di David Rossi che poi ha archiviato il caso come suicidio per altri invece non erano sufficienti a spiegare un eventuale suicidio perché di fatto è poi la pista che si è seguita successivamente e questa distinzione è fondamentale Perché un messaggio che esprime paura, amarezza o richiesta di aiuto non è che dimostri automaticamente un'intenzione di suicidio. E allo stesso modo il fatto che una persona continui a lavorare e a mantenere contatti sociali non

esclude di per sé che non ci sia una sofferenza psicologica. Per stabilire che cosa stesse effettivamente accadendo a Rossi nelle ore precedenti alla morte bisogna considerare l'intero insieme delle comunicazioni. non estrapolare una singola frase non serve a niente andare a prendere soltanto i tre pizzini o la mail oppure o la mail a viola oppure le mail che sono state scoperte successivamente vanno analizzate nel loro insieme partendo dai tre manoscritti ritrovati furono trovati questi fogli che vennero interpretati dagli investigatori come messaggi di addio addirittura si parla di questi questi pizzini a tutti gli effetti in cui lui scrive alla moglie Antonella ho fatto una cavolata per non

dire un'altra parola e questa volta ho esagerato e sono tutti documenti che ebbero un peso importante nella prima ricostruzione della morte la procura li considerò compatibili con l'ipotesi appunto del suicidio insieme agli altri elementi raccolti i familiari e i loro consulenti invece contestarono la possibilità di attribuire loro un significato univoco anche perché sempre rifacendoci alle parole di Antonella Tognazzi, David Rossi era una persona molto risoluta e era difficile che comunicasse in questo modo, era una persona molto diretta che con i propri cari parlava senza problemi e piuttosto non rilasciava facilmente dichiarazioni con altre persone e soprattutto non in questa veste. E su questo aspetto tornerà

più avanti, e lo ha fatto di recente, Filippo Rossi, il fratello minore di David Rossi, che ha detto David non avrebbe mai potuto uccidersi in questo modo, non avrebbe mai potuto morire nel luogo di lavoro che lui amava dal profondo del cuore. Noi avevamo una casa in campagna, se avesse voluto uccidersi sarebbe andato laggiù. Comunque, tornando agli scritti...

per valutare correttamente questi questi manoscritti occorre distinguere la loro effettiva esistenza e il luogo in cui furono trovati il loro contenuto la data e le circostanze in cui furono scritti e il significato che possono assumere nel quadro complessivo degli eventi quindi lo ripetiamo sottolineare un singolo manoscritto una singola mail e separarle dal contesto non ha alcun tipo di senso Quello che secondo me è più rilevante è il fatto che ormai, non dico che questi scritti siano passati in secondo piano, anche perché i pizzini sono stati analizzati di recente dalla seconda commissione parlamentare d'inchiesta, però ormai siamo andati oltre, ormai è stato, lo possiamo dire, quasi del tutto dimostrato che Davide Rossi è stato ucciso, c'è

un fascicolo aperto, ancora manca un fascicolo aperto per omicidio, in questo senso l'avvocato Paolo Pirani, avvocato della madre del fratello di Rossi, sta spingendo molto affinché una procura apra un fascicolo per omicidio. Se davvero venisse aperto un fascicolo per omicidio, allora ecco che quei pizzini assumerebbero tutto un altro significato.

Su questo avremo modo di tornarci all'interno di questa stessa intervista. però io voglio entrare di più nel merito di quelli che sono gli elementi rimasti aperti a partire da quello che successe nel vicolo perché parliamo di una strada molto stretta sotto la finestra dell'ufficio di Davide Rossi che precipita appunto dal terzo piano della sede del Monte dei Paschi in questo vicolo che si chiama Montepio c'è una telecamera di sorveglianza che riprende parte di ciò che accade dopo la caduta. Queste immagini diventeranno e sono tuttora uno degli elementi più discussi dell'intera vicenda, anche per la ricostruzione delle tempistiche e dell'arrivo stesso dei soccorsi. Che cosa mostrano questi filmati e come vengono ricostruiti inizialmente la caduta, gli ultimi

minuti di vita, perché come ci ha raccontato Giacomo c'è stata una un'agonia e anche quelli che sono stati i soccorsi e tutta la parte successiva

se posso sottolinearlo Michele è molto particolare che ci sia un mistero così grande su un caso così nitido la cui scena del crimine è nitidissima perché quando mai abbiamo visto di fatto direttamente con un video che che va a immortalare tutto una persona che cade e perde la vita quasi mai in questo caso è così vediamo David Rossi che cade sul selciato di vicolo Montepio è una brutta giornata sta piovendo e come avete detto giustamente in apertura la pioggia è un dettaglio fondamentale e lo è stato nel corso delle indagini sta piovendo Rossi cade di schiena con le braccia perpendicolari Al terreno batte forte la testa e non muore però subito, rimane a terra agonizzante, passano alcuni minuti, si parla di circa 20-22 minuti e

sullo sfondo di vicolo Montepio compaiono delle luci, delle luci che illuminano l'imbocco della strada e compare una persona, una persona che si affaccia, fa capolino, guarda, torna indietro, poi si riaffaccia finché ne arriva un'altra che si riaffaccia. si ferma a un metro e mezzo dal corpo di Rossi come se dovesse accertarsi che fosse effettivamente David Rossi e volesse constatarne l'eventuale decesso ora su queste immagini per anni forse non si è neanche detto abbastanza proprio perché il caso è stato chiuso quasi subito è stato chiuso di fatto un anno dopo il più grande interrogativo è stato chi erano quelle persone perché si trovavano lì, perché si sono accorte subito di quanto è accaduto, anche perché per

chi non è mai stato a Siena, il vicolo Montepio è un vicolo angusto e anche con una visuale molto ristretta, quindi è difficile accorgersi della presenza di qualcuno, anche eventualmente di un tonfo pesante per la caduta di un corpo. E questo ha fatto pensare poi che queste persone di fatto fossero coinvolte nella vicenda, direttamente nella vicenda di Davide Rossi.

Che cosa riprendono le telecamere? Le registrazioni comprendono le immagini dell'area esterna e del vicolo e sono state analizzate per ricostruire il momento della caduta, la posizione del corpo, i movimenti di Rossi dopo l'impatto il passaggio di queste persone e la tempistica dell'arrivo dei soccorsi. Una questione particolarmente importante riguarda il tempo trascorso tra la caduta e l'arrivo dei soccorritori.

Secondo la ricostruzione contenuta nella relazione della Commissione parlamentare del 2022, l'ambulanza arrivò in Piazza Salimbeni alle 20.49 e raggiunse l'area di competenza intorno alle 20.53, dopo aver identificato il chiamante. Tante persone chiamarono, lo sottolineiamo, il 118, tant'è che si accavallarono delle chiamate e ci fu una una grande difficoltà di comunicazione. La relazione esamina anche le immagini che mostrano i movimenti compiuti da Rossi durante la caduta. Davide Rossi si tocca il petto, si muove, però si vede che ormai sono i suoi ultimi momenti e non riesce più a muoversi. Poi la prima commissione parlamentare ha segnalato che sulla base di alcuni accertamenti come dicevate, un soccorso tempestivo

avrebbe potuto evitare la morte. E allora qui sorge un altro interrogativo. Com'è possibile che in quei 20 minuti, se quelle persone si sono presentate in fondo al vicolo, nessuno sia intervenuto? Non è che queste persone fossero lì proprio per bloccare i soccorsi? E questa teglia è stata ripresa con forza anche dalla seconda commissione parlamentare d'inchiesta, ci arriveremo più avanti. tutta questa valutazione deve essere letta ovviamente nel contesto delle perizie e non come dimostrazione automatica che qualcuno abbia deliberatamente impedito i soccorsi questo deve essere chiaro quindi ricapitolando David Rossi cade dalla finestra si pensava all'inizio che fosse stato gettato l'orologio successivamente in realtà secondo le nuove

ricostruzioni dei RIS non era possibile che l'orologio cadesse a terra, soprattutto per i segni che sono stati ritrovati sui polsi, sul corpo di Rossi, è probabile che l'orologio si sia staccato nel momento in cui Rossi è stato sporto dalla finestra e che sia caduto senza che venisse inquadrato dalle telecamere, tant'è che quel frame in cui si vede un oggetto brillare è stato ricostruito, è stato rianalizzato a quanto pare non era l'orologio, il quadrante dell'orologio che cadeva, ma era una goccia d'acqua che col riflesso dei lampioni aveva dato l'idea che si trattasse di qualcosa di solido, di corposo.

Quindi è una ricostruzione, questa Michele, molto complessa e come dicevo in apertura a Giacomo, forse anche questi piccoli dettagli, questi tanti piccoli dettagli che per anni sono rimasti nel mistero e che ancora oggi si fatica a ad analizzare a interpretare sicuramente saranno importanti ai fini delle indagini ma non sappiamo se fino in fondo scopriremo la verità di ogni singolo avvenimento di quei minuti lì perché è un caso questo che ha una verità che forse troveremo con grande difficoltà la troveremo ma chissà se davvero uscirà da un'aula di tribunale Questa personalmente è la mia più grande domanda.

E ripeto, questa domanda parte dai piccoli dettagli, non parte dal fatto in sé.

Tu hai parlato, Riccardo, così en passant, di sporgere dalla finestra. Però per tanti anni in questo caso si è parlato di un atto volontario, si è parlato di suicidio. Già dalle prime ore dopo l'accadimento prende forma questa ipotesi del gesto volontario. Gli investigatori devono interpretare la scena, i biglietti trovati nell'ufficio, le condizioni del corpo e tutti gli elementi raccolti durante i vari sopralluoghi. Col passare del tempo però sembra che diversi aspetti di questi accertamenti vengano rimessi in discussione. Allora, su quali elementi si basò la ricostruzione iniziale l'ipotesi iniziale del suicidio e quali furono invece gli elementi critici che negli anni l'hanno smontata sempre di più fino ad arrivare

ad oggi

beh allora sono vari innanzitutto come dicevamo prima i tre fogli i tre manoscritti fogli ritrovati nell'ufficio che furono interpretati dagli investigatori come dei messaggi d'addio e la procura appunto li considerò tali. Poi anche le lesioni riscontrate sugli avambracci e sui polsi, le prime valutazioni medico- legali considerarono questi tagli, queste lesioni, compatibili con atti di autolesionismo prima della caduta, come se Rossi si stesse facendo del male da solo appunto.

Ovviamente le condizioni politiche, psicofisiche anzi forse più psicologiche quindi le testimonianze dei familiari di altre persone che conoscevano rossi vennero esaminate per ricostruire il suo stato d'animo e l'attenzione collegata ovviamente alla crisi bancaria all'indagini costituì un elemento della ricostruzione quindi questa sua forte ansia questa condizione di ansia torna molto spesso nel caso di david rossi la di Io ci metterei anche la dinamica della caduta, perché è vero che raramente una persona, se vuole compiere un gesto estremo, si getta di schiena, però in quel momento poteva sembrare che fosse così. Gli investigatori in quel caso, incaricati gli accertamenti, esaminarono la finestra, il davanzale, il sistema di protezione esterno,

su cui tra l'altro dopo verrà registrata un'echimosi più avanti sulla faccia di Rossi, e anche le immagini di sorveglianza e si credette allora che fosse stato un tentativo di suicidio e poi furono anche considerati gli elementi raccolti nell'ufficio, nel vicolo, le dichiarazioni di persone che avevano avuto contatti con Rossi, appunto come dicevamo prima i dipendenti della banca che il giorno stesso lo avevano visto profondamente preoccupato, schivo come se dovesse accadere qualcosa di terribile da un momento all'altro.

In questo senso l'ipotesi dell'omicidio inizialmente non venne accolta perché la procura ritenne che gli elementi disponibili sostenessero quasi a tutti gli effetti che si trattasse di suicidio e che tutte le altre ricostruzioni alternative proposte anche dagli stessi familiari non disponessero di sufficienti riscontri non è servito purtroppo il tentativo del 2017 dopo la riapertura delle indagini il procuratore di Siena di allora spinse molto per trovare anche la più piccola prova del fatto che non si trattasse di suicidio ma quando si trovò a dover interfacciarsi con col giudice ci si rese conto che non c'era modo proprio per andare avanti di conseguenza fu di nuovo chiuso il caso.

Quali sono state ovviamente nel corso degli anni le criticità contestate alle indagini? Innanzitutto dobbiamo sottolineare che sono emerse per una mobilitazione importante da parte dei familiari e da parte dei loro consulenti e anche da parte di diversi organi di stampa che hanno sollevato nel corso del tempo tantissimi dubbi sulla morte di David Rossi innanzitutto sulla completezza degli accertamenti iniziali sulla scena perché ci sono stati ad esempio dei fazzoletti sporchi di sangue che sono stati ritrovati appunto nell'ufficio di Rossi che non sono mai stati analizzati e che sono stati analizzati solo di recente da parte della seconda commissione parlamentare di inchiesta Poi l'interpretazione delle lesioni, manca

o almeno, se avete avuto modo di vedere le foto del medico legale, si vede che il volto di Rossi è profondamente tumefatto, ma è tumefatto con delle chimosi e delle ferite che non sembrano, questo secondo la seconda consulenza da parte dei legali della famiglia di Rossi nell'ultimo periodo, non sembrano compatibili con un suicidio, sono le chimosi tipiche, lo possiamo dire, del pugno, della percossa, non di un tentativo, anzi di un gesto estremo e di lanciarsi di sotto dalla finestra. La ricostruzione della dinamica della caduta, come vi dicevo prima, quando una persona vuole suicidarsi è difficile che si getti di schiena, soprattutto dal terzo piano di un palazzo, è molto più probabile che si getti col volto verso

Tra l'altro David Rossi cade, lo si vede bene anche dalle immagini, cade di schiena con le braccia perpendicolari al terreno quasi come se fosse già esanime, quindi è ancora in fase di valutazione il fatto che Rossi sia caduto cosciente, semicosciente o non cosciente. ci sono ancora tante tanti piccoli scomparti aperti proprio perché non si sa di fatto che cosa sia successo sia prima sia durante la caduta ed è un problema molto molto grande proprio ai fini della ricostruzione di tutto il caso e poi ovviamente un'altra criticità contestata questo penso che Michele e Giacomo sia la più secondo me incredibile le tempistiche dei soccorsi tendo a rimarcare su questo aspetto perché il fatto che per 20 minuti

nessuno sia intervenuto e che si siano presentate due persone che osservavano il corpo di Davide Rossi in una città come Siena che comunque è una città piccola dove tutti si conoscono ma comunque molto attiva ha un orario neanche troppo tardo quindi un orario in cui magari le persone tendono a tornare a casa a muoversi a transitare anche a piedi resta veramente un interrogativo grande su come addirittura la procura non abbia preso in considerazione questo aspetto la contestazione più generale era che la prima indagine avesse privilegiato troppo presto la spiegazione del suicidio senza approfondire adeguatamente tutte le alternative.

Ebbene, proprio in tema di approfondire, tu hai citato le famose lesioni sul corpo di David Rossi, parliamo di lesioni ai polsi, in corrispondenza dell'orologio, sull'orologio stesso e la compatibilità stessa tra i segni rilevati e la dinamica di una possibile caduta volontaria o meno. Sono tutti aspetti che richiedono una certa lettura tecnica e che hanno alimentato negli anni delle interpretazioni molto diverse. Che cosa emerge dagli esami medico- legali che sono stati effettuati sul corpo di David Rossi?

Le prime valutazioni considerarono queste lesioni superficiali agli avambracci e ai polsi compatibili, come dicevamo, con un meccanismo autolesivo precedente alla caduta dalla finestra. Allora, questa interpretazione è stata profondamente contestata dai consulenti della famiglia che sollevarono dubbi sulla natura e sull'adattazione delle lesioni. E in questo senso la relazione parlamentare del 2022 della prima commissione documenta questo contrasto tra le valutazioni medico- legali iniziali e le obiezioni avanzate successivamente. Inizialmente, innanzitutto, bisogna fare una precisazione. Tra i punti discussi figuravano la distinzione tra vere e proprie ferite da taglio e aree superficiali di abrasione oppure di perdita dello strato esterno della pelle,

dell'epidermide di fatto. e anche la possibilità di stabilire quando le lesioni fossero state prodotte così come la compatibilità di alcune ecchimosi con la precipitazione la possibilità che alcune lesioni fossero state provocate da meccanismi differenti da quelli inizialmente ipotizzati quindi è probabile che questo è quello che sostiene ovviamente la più recente consulenza da parte della famiglia di Rossi è probabile che l'iniziale esame autoptico non abbia tenuto di conto di alcune ferite oppure le abbia mal interpretate. E in questo senso fa molto specie, come vi dicevo prima, la tumefazione che si registra sul volto di Rossi, che è una tumefazione che ricorda di più la percossa rispetto alla caduta. Quindi l'unica spiegazione è che appunto i professionisti

dell'epoca non abbiano considerato più di tanto determinate ferite oppure le abbiano mal interpretate, se così possiamo dire.

E allora arriviamo a quella che è stata la vera e propria battaglia legale della famiglia di David Rossi perché la procura di Siena apre due procedimenti sulla sua morte entrambi successivamente archiviati intanto i familiari continuano a chiedere chiarimenti contestando diversi aspetti delle indagini cercando di mantenere viva il più possibile l'attenzione pubblica su questa vicenda il confronto tra quella che è stata la ricostruzione giudiziaria e i dubbi della famiglia durerà anni e io credo che difficilmente verrà conciliato Come si arrivò, voglio chiederti, alle due archiviazioni e quale ruolo ebbero e hanno tuttora i familiari nel far emergere le questioni rimaste aperte senza risposta?

Dunque, le indagini sulla morte di Rossi hanno attraversato diverse fasi che è utile distinguere con precisione. La prima indagine è partita appunto il 6 marzo del 2013 dopo la morte di la procura di Siena aprì un procedimento nei confronti di ignoti, ipotizzando tra l'altro anche il reato di istigazione al suicidio e il 2 agosto del 2013, quindi soltanto pochissimi mesi successivamente alla morte di David Rossi, la procura chiese l'archiviazione per i motivi che abbiamo appena detto, ossia che non c'era motivo di pensare a uno scenario diverso dal suicidio. La famiglia contestò la conclusione e presentò elementi tecnici e lavorati dai propri consulenti per far sì che il caso venisse riaperto questa opposizione da parte della

famiglia venne respinta dal giudice di fatto un anno dopo la morte di Rossi quindi nel marzo del 2014 questa prima fase quindi si concluse senza che fosse accolta la richiesta di proseguire le indagini nei termini proposti dai familiari la relazione della prima commissione parlamentare ricostruisce queste tappe e le contestazioni ai documenti presentati dalla famiglia. Quindi lo invito anche i nostri ascoltatori nel caso fossero interessati sul sito della Camera dei Deputati si può trovare tutto il materiale desiderato.

Nel 2015 a novembre dopo una richiesta esplicita della moglie di Rossi Antonella Tognazzi accompagnata anche da nuove consulenze venire aperto un secondo procedimento. Furono disposti ulteriori accertamenti, comprese tra l'altro delle nuove valutazioni medico- legali e ricostruzioni tecniche della caduta, che sono quelle che di fatto hanno contestato il primo esame autoptico, cioè queste ferite o mal interpretate o comunque sia non considerate, secondo la nuova consulenza. e questa seconda fase rappresentò un tentativo più massiccio di verificare di nuovo gli elementi che avevano portato alla conclusione finale dunque questo procedimento dura di fatto due anni perché nel febbraio del 2017 la procura chiese di nuovo l'archiviazione il procuratore di allora,

Salvatore Vitello gli chiarò che gli elementi raccolti continuavano a sostenere l'ipotesi del suicidio rendevano altamente improbabile quella dell'omicidio quindi il 4 luglio del 2017 il giudice per le indagini preliminari accolse la richiesta di archiviazione parallelamente la questione dell'eventuale omissione di soccorso venne trattata separatamente la procura aveva disposto uno stralcio per approfondire tale ipotesi nei confronti di ignoti quindi è più corretto parlare di due principali fasi di archiviazione dell'indagine sulla morte distinguendo da queste gli ulteriori accertamenti e il filone relativo ai soccorsi. Andando a riepilogare, che cosa è che contestava la famiglia? Antonella Tognazzi che è

la moglie, Carolina Orlandi che è la figlia e tutti gli altri familiari, compresi i fratelli e la madre, hanno sostenuto per anni che la ricostruzione del suicidio non spiegasse adeguatamente tutti gli elementi disponibili e le loro contestazioni sono hanno sempre continuato e lo fanno ancora oggi a rimarcare la dinamica della caduta l'interpretazione delle lesioni la gestione delle prove perché ci sono delle prove che non sono mai state analizzate la completezza delle indagini sui filmati e appunto i tempi dei soccorsi il lavoro dei familiari ancora oggi Michele io lo sottolineo è fondamentale perché senza il lavoro dei familiari non si sarebbe mai arrivati probabilmente alla seconda commissione parlamentare di inchiesta e a una riapertura ufficiale del

caso con un nuovo fascicolo aperto della procura di Siena

assolutamente sì confermo il loro ruolo fondamentale facciamo un passo avanti nel tempo arriviamo subito dopo la pandemia nel 2021 Quando arriva un'altra svolta? Perché viene istituita una prima commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi. Questi lavori si chiudono nel settembre 2022 con una relazione che lascia però aperti numerosi interrogativi come al solito finora in questa storia.

Nella legislatura successiva viene istituita una nuova commissione chiamata a proseguire questi accertamenti e allora ti chiedo che cosa riuscì a concludere questa operazione, questa commissione E quali questioni risolte portarono alla decisione di proseguire l'inchiesta parlamentare?

Prima di partire vorrei specificare, perché anche nel corso del mio lavoro mi è stato chiesto spesso perché è intervenuta la Commissione parlamentare. Per chi non è addetto ai lavori, la Commissione parlamentare d'inchiesta è un'organizzazione governativa che ha gli stessi identici poteri della magistratura. L'unica differenza che ha è che di fatto non può emettere sentenze e non si può sostituire ai giudici. Quindi il lavoro che finora è stato svolto dalla prima e dalla seconda commissione parlamentare d'inchiesta è a tutti gli effetti un lavoro equivalente a quello di un tribunale senza che si possano emettere sentenze. La prima commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi venne

istituita dalla Camera dei Deputati l'11 marzo del 2021 e la sua relazione conclusiva fu approvata il 15 settembre del 2022. La commissione iniziò ricostruendo gli eventi tra il 19 febbraio e il 6 marzo del 2013, esaminando tutte le comunicazioni, tutti i rapporti professionali e tutti gli spostamenti di Rossi.

Questo lavoro permise di organizzare in una sequenza cronologica diversi elementi che in precedenza erano stati discussi in separata sede. Furono riviste le prove tecniche, la Commissione acquisì dei documenti, ascoltò alcuni testimoni tra cui, anzi non tra i testimoni, tra gli auditi c'era anche Giuseppe Mussari e si avvalse di approfondimenti tecnici del RIS dei Carabinieri e anche di altri consulenti Le attività riguardarono tra l'altro di nuovo la dinamica della caduta, la geometria della finestra, le varie compatibilità delle lesioni con le diverse ricostruzioni, le immagini delle videocamere di sorveglianza e gli oggetti presenti sulla scena. Non tutte le ipotesi alternative sostenute negli anni ovviamente trovarono una conferma,

tant'è che spesso si parla di questa commissione parlamentare d'inchiesta come di una commissione che è rimasta un po' in sospeso. Forse io se sei d'accordo farei un elenco, un approfondimento di tutti i punti analizzati dalla prima commissione andando ad approfondirli leggermente. Allora il primo punto che mi piacerebbe approfondire è la questione dei soccorsi. La commissione segnalò che come abbiamo detto, un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare la morte.

Forse questo è il risultato più importante della prima commissione parlamentare d'inchiesta. Sollevò anche degli interrogativi sulla possibilità di individuare eventuali responsabilità per omissione di soccorso. Però come si fa a individuare responsabilità per omissione di soccorso se di fatto ancora non si sa, non si ha neanche la più palida idea di chi fossero le due persone che si trovavano lì e se eventualmente poi non ci fosse anche qualcun altro nei paraggi. La relazione criticò poi la mancata esplorazione approfondita di alcune piste, comprese la possibilità di identificare persone visibili o potenzialmente presenti nell'aria. Effettivamente questo, Michele, è un punto molto interessante perché, come vi dicevo prima, mai

o molto raramente nella storia del crimine italiano e non solo, si vede di fatto... nello schermo di un televisore una persona che cade e che muore con delle persone che intervengono che lo osservano e se ne vanno queste persone non sono mai state identificate e non c'è mai stato non si sa per quale motivo non si sa se per la negligenza di qualcuno o se per effettiva mancanza di mezzi tecnici non sono mai state identificate eppure c'è una di queste persone che si avvicina al corpo di Rossi è difficile identificarla sì però una parte del volto si intravede, si intravede la corporatura, si intravedono i vestiti, la capigliatura, quindi sotto questo aspetto la Commissione ha contestato molto il lavoro degli investigatori del 2013-2014. E ci sono

appunto delle interrogativi che sono rimasti aperti. Ora, il lavoro della Commissione non produsse un'identificazione definitiva di eventuali responsabili di un omicidio, rimasero questioni da approfondire sulla dinamica, sulle prove, sulle immagini, anche sulla possibilità che qualcuno avesse avuto un ruolo negli eventi o nei mancati soccorsi. Questo dettaglio viene ripreso dalla seconda commissione. Ora, perché, visto che ho parlato della seconda commissione, se me lo permetti farei un altro approfondimento, perché fu istituita una seconda commissione? L'obiettivo era di fatto approfondire ulteriormente gli elementi tecnici e testimoniali verificando le questioni che non avevano trovato una risposta condivisa. Questo nuovo organismo

ha potuto avvalersi di ulteriori consulenze comprese le analisi medico- legali recenti del 2025 e del 2026 e gli accertamenti sulle immagini di sorveglianza presentati nell'ottobre del 2026 con anche dei mezzi più avanzati. Quindi Di fatto, se dovessimo chiudere il discorso, in sintesi, la prima commissione ha contribuito a organizzare, per la prima volta, dopo anni, a organizzare, a riesaminare le prove, ma non è mai riuscita a chiudere definitivamente la questione.

Forse l'obiettivo più importante è stato dimostrare che Rossi poteva essere soccorso e si sarebbe potuto anche salvare. La seconda commissione invece ha introdotto nuove valutazioni che hanno modificato in modo sensibile la ricostruzione sostenuta in sede parlamentare.

E questo ci porta agli sviluppi recenti perché proprio la seconda commissione parlamentare tra la fine del 2025 e il 2026 approfondisce nuovamente, torna sulla dinamica della morte e attraverso una nuova serie di consulenze tecniche, pedizie medico- legali, fino al 3 marzo del 2026, quando approva una relazione intermedia che stravolge tutto perché considera esclusa l'ipotesi del suicidio. Il 29 settembre, sempre nel 2026, vengono illustrate ulteriori valutazioni scientifiche e si tratta di conclusioni che un po' rivoluzionano tutto quello che sapevamo fino ad oggi di questo caso. E allora ti chiedo quali nuovi accertamenti hanno portato la Commissione a sostenere la tesi del non suicidio e quanto cambiano rispetto alle

conclusioni delle indagini precedenti?

Va rimarcato perché questo è un aspetto fondamentale la seconda commissione parlamentare d'inchiesta ha lavorato tantissimo in primis sulle lesioni cioè per la prima volta la seconda commissione parlamentare d'inchiesta ha stabilito che le lesioni rinvenute sul volto di Davide Rossi sono lesioni da percorsi e non sono lesioni compatibili con un atto suicidiario così come la dinamica della precipitazione perché è difficile che una persona appunto si getti col volto per suicidarsi scusate che si getti di schiena per suicidarsi è molto più probabile che lo faccia col volto e come avevo accennato prima anche il modo in cui Rossi cade ha lasciato molti interrogativi perché sembra una persona già esanime sembra una persona che non è neanche più

capace di difendersi come se non avesse più forze perché magari una persona che cade anche se in un tratto così breve tende a sbracciare tende a muoversi tende a reagire nella frazione di secondo per attutire la caduta no Rossi non fa così Rossi cade di schiena e sembra quasi che non ci sia più niente da fare e E poi ci sono ovviamente delle varie criticità delle interpretazioni precedenti che sono state smontate di fatto dalla seconda commissione parlamentare d'inchiesta. In questo senso il lavoro dei consulenti Edoardo Genovese e Robby Manghi ha illustrato alla commissione una nuova relazione psicologico- forense e medico- legale. Avrebbero concluso che l'ipotesi del suicidio fosse incontrata parlo proprio tra virgolette tecnicamente e scientificamente insostenibile

e priva di scontri oggettivamente cristallizzati. La valutazione prendeva in considerazione insieme gli elementi psicologici, clinici, traumatologici del corpo di David Rossi. e i consulenti hanno riferito che, a loro giudizio, non erano emersi elementi di sofferenza psicopatologica tali da giustificare un atto di suicidio. E hanno, tra l'altro, descritto Rossi come una persona che, prima della morte, si manifestava uno stato di marcata allerta e di timore, ma che non fosse orientato al suicidio. Quindi c'è stata una un'analisi psicologica molto più attenta, molto più marcata rispetto alle indagini precedenti.

Questo forse ha dato una sterzata importante, perché diciamo che l'aspetto psicologico, forse questa è un'opinione mia ovviamente, l'aspetto psicologico nel contesto delle indagini è qualcosa di molto più approfondito, innovativo e rilevante negli ultimi anni. È stato qualcosa di più approfondito negli ultimi anni, non negli anni precedenti, soprattutto negli anni delle archiviazioni. Quindi questo può aver portato a una nuova interpretazione dei biglietti, delle ferite, della caduta, delle mail da parte della Commissione parlamentare che nel frattempo ha raccolto anche del materiale che è di fatto ormai di dominio pubblico, ma tanto altro materiale potrebbe essere secretato, perché lo ricordiamo, le audizioni della Commissione parlamentare d'inchiesta, sia della

prima sia della seconda, sono pubbliche fino a un certo punto, poi ci sono alcune parti che possono essere svolte in fase secretata. Nel marzo 2026, come data simbolica il 6, è stata inoltrata è stata inoltrata dalla Procura la riapertura di un fascicolo da parte della Procura di Siena ed è una circostanza importante perché per la prima volta si distingue il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta dal lavoro della Procura.

Questo che cosa comporta? Comporta che da quella data, finché non si arriverà a una svolta, la seconda Commissione parlamentare d'inchiesta consegnerà nelle mani della procura di Siena ogni singolo materiale probatorio raccolto cosa che fino a anche solo 7-8 anni fa si poteva già accadere con la prima commissione però cosa che fino al 2017 non è mai successa perché di fatto non c'era nessuno che aveva indagato con degli occhi diversi con degli elementi diversi che sostenessero l'ipotesi dell'omicidio e non del suicidio.

E arriviamo all'ottobre del 2026, quindi veramente a pochi giorni dal momento in cui stiamo registrando, mese in cui si susseguono due passaggi importanti, perché il 6 ottobre viene ascoltato Filippo Rossi, il fratello di David, mentre il 12 ottobre Irisse dei Carabinieri di Roma e illustrano un'analisi delle immagini di sorveglianza. Al centro di quest'ultimo approfondimento ci sono alcune ombre rilevate nel vicolo subito dopo la caduta da quel video famoso di sorveglianza di cui abbiamo parlato prima. L'interpretazione di queste ombre potrebbe incidere sulla ricostruzione di quello che successe quella sera e allora ti chiedo che cosa è emerso da queste audizioni e che cosa possiamo realmente affermare

sulla base delle verifiche tecniche riguardo alla presenza e al possibile ruolo di altre persone in quel vicolo, in quella sera del 6 marzo 2013?

Parto dalle audizioni, l'audizione di Filippo Rossi in particolar modo, il fratello minore di David, è un'audizione di fondamentale importanza, perché Filippo Rossi non aveva mai parlato, era la prima volta, è stata la prima volta in cui si è presentato di fronte alla commissione parlamentare d'inchiesta dal giorno della morte del fratello e nel corso dell'audizione ha ricordato appunto quegli attimi, la sera in cui ha preso della morte del fratello e ha ribadito di non credere minimamente all'ipotesi del suicidio proprio perché David se avesse voluto suicidarsi innanzitutto ha detto Filippo Rossi non lo avrebbe fatto lì perché quello per lui era un luogo di importantissimo dal punto di vista

del lavoro e della carriera ma era un luogo a cui lui era profondamente affezionato e per quello che secondo i parenti era il carattere di David questo scenario era assolutamente non considerabile e ha raccontato tra l'altro dei dettagli che hanno ovviamente che dal punto di vista probatorio non hanno grande valore però che fanno effetto perché ha raccontato che quando comunicò alla madre che David era caduto dalla finestra la donna rispose immediatamente che l'avevano ucciso la signora disse mi hanno ucciso un figlio non è che si sia fatta troppe domande ed è qualcosa di molto forte dal punto di vista comunicativo lo stesso Filippo Rossi ha detto è evidente che le indagini iniziali sono state fatte

male è evidente che c'è qualcosa che non va che gli investigatori di allora si sono persi qualcosa o hanno mal interpretato degli elementi insomma è stata un'audizione che ha cambiato un po' la visione diciamo del caso da parte dell'opinione pubblica e tra l'altro è stata l'ultima audizione prima della svolta presentata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta. Quindi è qualcosa di molto importante perché questa svolta arriva il 12 ottobre con l'analisi del RIS. Il 12 ottobre i tecnici del RIS, dei carabinieri, hanno presentato alla Commissione una relazione di circa 80 pagine dedicata all'analisi dei filmati di videosorveglianza e anche a una simulazione sperimentale svolta sul posto il 22 giugno passato.

Questa analisi si è svolta al Foro di Roma e il risultato principale riguarda le anomalie luminose osservate all'imbocco di Vicolo Montepio, quelle di cui parlavamo poco tempo fa. Secondo la relazione sarebbero state individuate circa 12 sequenze distribuite tra le 20.04 e le 20.14 del 6 marzo in questo arco di 10 minuti compatibili con la presenza di una o più persone nell'area non direttamente inquadrata dalla telecamera quindi tramite l'utilizzo anche dell'intelligenza artificiale di avanzati strumenti di ricostruzione in più dimensioni si è arrivati a sostenere che dietro il vicolo ci fossero delle persone lì ferme sul posto con un'intenzione ancora tutta da dimostrare non so se mi spiego i tecnici hanno analizzato le attenuazioni della luce sulla

parete in marmo bianco che si verificavano in corrispondenza del passaggio degli automobili sulla strada accanto perché lo ripetiamo Vicolo Montepio è un vicolo stretto, un vicolo angusto che appunto si ricollega con una strada principale ma dalla strada principale non è possibile vedere fino in fondo cosa c'è in Vicolo Montepio appunto sulla fine della strada, è impossibile, si vede malissimo. Gli esperimenti hanno individuato cinque possibili posizioni ovviamente poi indicate con varie nomenclature e dalle quali potevano essere proiettate le ombre osservate e da alcune posizioni sarebbe stato sì possibile vedere il corpo di Rossi mentre da altre la visuale sarebbe stata parziale o addirittura proprio come vi

dicevo impedita da questa da questa conformazione molto particolare del vicolo che rende la visuale difficilissima e che cosa dimostrano però queste ombre e I risultati sono stati descritti come compatibili con la presenza di una o più persone e le anomalie non sarebbero spiegate da semplici artefatti digitali. Questo costituisce un elemento importante per ulteriori verifiche, però bisogna distinguere tutto questo in quattro passaggi. Rilevare un'anomalia luminosa, quindi il fenomeno che viene osservato nel filmato, interpretarla come un'ombra, quindi si valuta se la variazione di luce sia compatibile con un corpo opaco, valutare eventualmente la presenza di un'altra persona, quindi bisogna verificare se la forma e il comportamento dell'ombra

siano compatibili con una sagoma umana e poi identificare la persona e stabilirne il ruolo questo ultimo passaggio è il passaggio più importante perché? perché servono elementi ulteriori che possono comprendere anche testimonianze riscontri documentali e altre prove a sé per determinare non solo la presenza ma anche il ruolo di queste persone perché finché si è stabilita la presenza la cosa si ferma lì poi bisogna capire che cosa queste persone effettivamente stessero facendo e che cosa possono aver fatto queste persone o almeno le eventuali persone presenti perché noi stiamo parlando di ombre Una delle ipotesi avanzate nell'ambito della recente inchiesta è che una più persone possano aver controllato l'accesso al vicolo addirittura impedendo o scoraggiando l'avvicinamento di

altre persone al corpo. Se effettivamente fosse dimostrato che qualcuno ha deliberatamente impedito i soccorsi, questo potrebbe assumere un'importanza investigativa molto rilevante. Però l'interpretazione delle ombre non dimostra ovviamente da sola che le persone eventualmente presenti avessero questo scopo, questo ci tengo a sottolinearlo perché sennò c'è il rischio di fare confusione. Quindi dobbiamo capire quali saranno i prossimi accertamenti della Commissione parlamentare d'inchiesta perché sono stati fatti dei nomi, adesso ci arriveremo immagino, però bisogna capire innanzitutto prima di fare nomi e cognomi, prima di dire... queste persone hanno avuto un determinato ruolo, se effettivamente ci fossero delle persone

e soprattutto quale fosse l'intenzione di queste persone. So che può essere ripetitivo come argomento, però vi garantisco che è il fulcro fondamentale di questa vicenda, soprattutto nelle ore recenti.

Sì perché andiamo avanti, arriviamo al 19 ottobre 2026 e arriva un ulteriore sviluppo quando il presidente della commissione Gianluca Vinci rende pubblica una nuova ricostruzione basata anche su informazioni raccolte attraverso colloqui con i detenuti e indica due persone come presumibilmente coinvolte nelle vicende che avrebbero portato alla morte di David Rossi. Entrambe queste due persone respingono le accuse e le responsabilità ipotizzate non risultano accertate in sede giudiziaria.

La Commissione annuncia allora la trasmissione degli elementi alla Procura e quindi siamo in attesa di sapere dove porterà questa nuova pista, quali verifiche saranno necessarie per valutarne l'attendibilità e quanto siamo oggi, Riccardo, vicini realmente a stabilire che cosa accade davvero a David Rossi. Tu che idea ti sei fatto?

Io mi sono fatto l'idea, Michele, che potremmo essere a un passo come a chilometri e chilometri. Perché siamo arrivati a un punto in cui la commissione parlamentare di inchiesta ha fatto dei nomi e quando una commissione o in generale degli investigatori si trovano a fare nomi e cognomi non si torna più indietro. Quindi è una scelta questa molto importante da parte della Commissione parlamentare d'inchiesta che tra l'altro, poi ci arriveremo, nell'arco degli ultimi giorni, delle ultime ore, è stata molto contestata. Perché i due nomi, come hai detto giustamente, sono Giuseppe Mussari, l'abbiamo già parlato, ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, e Gabriele Ceccherelli. Gabriele Ceccherelli identificato come la persona che avrebbe organizzato dal punto

di vista esecutivo l'azione e scelto gli esecutori rimanendo fuori dalla sede di Palazzo Salimbeni Mussari sarebbe stato il mandante Gabriele Ceccherelli calciante del calcio storico fiorentino ha smentito tutto questo ha detto che non ha mai avuto a che fare con Mussari non sapeva minimamente chi fosse Mussari ha detto lo stesso di Ceccarelli, Ceccarelli ha detto di essere stato a Siena una volta sola in vita sua per comprare un paio di scarpe, ma di non sapere minimamente chi fosse Rossi. Queste dichiarazioni da parte del Presidente Gianluca Vinci, Presidente della Seconda Commissione Parlamentare d'Inchiesta, rappresentano ovviamente una novità importante, perché introducono una ricostruzione per la prima volta, come vi dicevo, specifica,

della possibile catena decisionale e la domanda è Michele che ci siamo posti noi addetti ai lavori da dove arrivano queste informazioni chi ha fatto questi nomi e soprattutto queste informazioni arrivano da fonte attendibili oppure no secondo quanto riferito da Gianluca Vinci il presidente della seconda commissione parlamentare Gli elementi raccolti utilizzati per questa ricostruzione provengono anche da colloqui con detenuti svolti dai consulenti della Commissione. Di recente è emerso il nome di un imprenditore calabrese che si trova in carcere a Bologna che avrebbe dato un'interpretazione che è la seguente, secondo cui Rossi sarebbe stato eh vittima di un atto intimidatorio eh deciso da eh da Giuseppe Mussari

Giuseppe Mussari eh che eh appunto avrebbe svolto questa mh avrebbe fatto questa questa azione per far desistere Rossi dal non garantire delle sponsorizzazioni a mh a delle squadre sportive di Viadana in Lombardia Viadana è terra di pertinenza dell'Andrangheta soprattutto del boss Grandaracri e di conseguenza è stato creato questo filo diretto con Viadana questo filo diretto con Viadana è stato presentato anche in fase di audizione in commissione parlamentare d'inchiesta da parte di un collega del Fatto Quotidiano Gianluca Borsi che ha sottolineato questa massiccia presenza andranghetista appunto a Viadana e non solo anche a Brescello in Emilia Romagna riconducibile a una filiale ex Anton Veneta che era

legata al Monte dei Paschi sul telefono di Rossi è stata trovata una cifra che inizialmente si credeva che fosse il numero di un servizio per la ricarica telefonica. In realtà andando avanti nel corso delle indagini è risultato il codice di un certificato bancario che avrebbe permesso di fatto a chi fosse in possesso di questo codice di accedere a questa banca di Viadana per ritirare del denaro e questo è in brevissimo perché è veramente in breve la cosiddetta pista mantovana quindi che di fatto questa intimidazione nei confronti di Rossi sia finita male e che sia stata commissionata direttamente dalla Lombardia questa è diciamo la l'idea che che arriva da dall'audizione di questi detenuti ora questa è

una è soltanto una delle probabilità è uno dei possibili scenari però diciamo che per la prima volta la commissione parlamentare di inchiesta ha distolto lo sguardo da Siena distolto per modo di dire perché nel caso ovviamente la connessione sarebbe più che solida e si è spostata in un'altra regione questo potrebbe essere uno degli scenari più interessanti tornando a Mussari e Ceccherelli le cronache del 19 ottobre riportano che entrambi ovviamente hanno respinto le accuse non solo Mussari ha anche minacciato delle operazioni di proprio di querela, degli atti di querela nei confronti di tutti coloro che lo avessero accostato a questa vicenda. Ceccarelli, come dicevo, ha negato ogni tipo di legame con Siena e soprattutto con l'ambiente

relativo al Monte dei Paschi. A questo punto, qual è la ricostruzione ipotizzata dalla Commissione? Secondo l'ipotesi, viene proposto uno scenario nel quale la morte sarebbe stata preceduta appunto da questa azione intimidatoria finita male, sarebbe stata decisa un'azione specifica, contro Rossi ancora sono da verificare i motivi uno di questi potrebbe essere quello che vi ho appena detto l'azione sarebbe stata organizzata attraverso una persona incaricata di scegliere gli esecutori in questo caso secondo la commissione Ceccherelli gli esecutori ancora eventualmente da identificare identificare avrebbero agito nella fase operativa la situazione sarebbe degenerata provocando la morte di Rossi quindi

è probabile che questi due esecutori abbiano colpito Rossi e tornerebbe tra virgolette con le echimosi le trovate sul volto e lo abbiano di fatto sporto dalla finestra nel momento in cui Rossi è stato sporto dalla finestra, è accaduta la fatalità. Questa è la struttura della ricostruzione riferita dal Presidente della Commissione Gianluca Vinci. Ovviamente non significa che tutti questi passaggi siano stati dimostrati attraverso prove reali, giudiziari indipendenti, cioè dobbiamo ancora verificare il tutto proprio perché si tratta di ipotesi ricostruite sulla base appunto dell'audizione di testimoni. Quindi arrivando alla domanda fulcro, quanto sono attendibili le testimonianze di questi detenuti? Ovviamente io mi sento di dire che quando

si tratta di dover parlare con delle persone che sono state tra l'altro alcune di queste sono state considerate poco attendibili bisogna capire se effettivamente ci sia margine per dare considerazione a quanto riportato da questi detenuti la commissione parlamentare d'inchiesta sostiene che i due detenuti di cui si è parlato di recente abbiano fornito una ricostruzione identica senza che questi due detenuti si conoscessero tra di loro o avessero mai avuto contatti tra di loro quindi questo sarebbe un punto di forza nei confronti della tesi della commissione parlamentare d'inchiesta bisognerà capire se quanto raccolto dalla commissione sia effettivamente quello che leggiamo nelle cronache di recente, o se ci

sia ancora tanto altro non pubblicato. E se questo tanto altro non pubblicato sia già stato messo nelle mani della procura. Per questo, come dicevo prima, Michele, per rispondere alla tua domanda, si arriverà mai a una verità? Ci sarà mai una svolta definitiva da cui non si torna più indietro? Questa è una risposta a cui... È una domanda a cui forse non ci sarà mai una risposta, credo io. Io credo fermamente che se la Commissione parlamentare d'inchiesta ha raccolto del materiale probatorio pesante e valido, la Procura di Siena ci metterà un attimo ad aprire un'inchiesta per omicidio. Fino adesso non è stato così. Quindi con questo non bisogna dire che si debba essere sfiduciati nei confronti del caso

di David Rossi, nei confronti della ricerca della verità. Possiamo soltanto dire che sarà un lavoro molto lungo e, come ho detto anche a Giacomo in apertura, non è detto che si arriverà per forza a una verità giudiziaria.

Io ringrazio Riccardo e tornerei per un attimo dal nostro Giacomo Giacomento per darvi intanto il tempo di assimilare tutte queste informazioni che vi abbiamo dato in questa puntata dettagliatissima che ci ha dato il nostro ospite per sapere se esistono già dei documentari, dei video da guardare, dei podcast per saperne di più sul caso David Rossi.

Allora, innanzitutto complimenti Riccardo, complimenti Michele, avete tenuto botta per più di un'ora con una bellissima e soprattutto estremamente esaustiva, disamina. Quindi nel caso vogliate altre informazioni, ma credo che il nostro Riccardo sia il massimo esperto, il primo che vi consiglio è del 2023, lo trovate su Apple TV, è Monte dei Paschi, suicidio imperfetto, che trovo che sia un ottimo documentario dedicato alla morte, ma soprattutto dedicato ai diversi interrogativi sollevati dai giornalisti d'inchiesta intorno alla ricostruzione degli eventi.

Poi vi consiglio la bellissima puntata di report Il Monte dei Misteri che trovate su RaiPlay con Paolo Mondani che ripercorre il caso e il contesto bancario affrontando soprattutto i dubbi sollevati dalla famiglia. L'ultimo che vi consiglio che trovate su Mediaset Infinity è l'inside delle Iene che ho rivisto tra l'altro proprio un paio di giorni fa per le ultime conferme sulla puntata con Antonino Monteleone e Marco Occhipinti che raccolgono testimonianze E allora ringrazio

il nostro Giacomo e torno dal nostro ospite, siamo veramente nella volata finale. Io voglio per un attimo lasciare da parte le commissioni, le prove per fare un ragionamento di logica. perché credo che molte persone da casa che non conoscono tutti questi dettagli si stiano facendo, si siano fatte in questi anni, una domanda che in realtà è molto più semplice di tutte le battaglie legali che vi abbiamo raccontato, ovvero qual è, quale potrebbe essere stato il movente di chi voleva una persona come David Rossi morta? Cioè perché uccidere un manager, una persona addetta alla comunicazione, magari poteva avere delle informazioni scottanti, magari la sua paranoia, la sua paura di essere indagato lo stava portando volontariamente a condividere

con le autorità giudiziarie delle informazioni potenzialmente pericolose, magari volevano soltanto intimidarlo, intimidirlo definita in una maniera che neanche loro si aspettavano tu che idea ti sei fatto? Qual è la tua teoria personalissima riguardo quello che potrebbe essere stata la dinamica?

Io mi sono fatto questa idea Michele io credo che Davide Rossi sia morto a causa di non tanto di quello di cui era conoscenza, perché come diceva l'avvocato Pirani, David Rossi era una persona che gestiva 50 milioni di euro l'anno di sponsorizzazioni, ma per quello che ha deciso di fare per conto proprio, cioè se davvero, e purtroppo dobbiamo andare sempre per supposizioni, se davvero David Rossi era a conoscenza di movimenti illeciti, e ha fatto sì che questi movimenti illeciti, ovviamente di denaro, venissero in qualche modo interrotti, è probabile che sia stato ucciso per quello, forse davvero senza l'intenzione di ucciderlo, forse davvero solo con il tentativo di un'intimidazione, anche perché, diciamo che David Rossi, lo ripetiamo,

non era una persona qualunque, era responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, una delle banche più importanti del mondo. Ed è stato ucciso di fatto nel centro, nel punto nevralgico della banca. Io credo fermamente che lui sia arrivato a conoscenza di movimenti di denaro illeciti o comunque sia di pressioni che la banca aveva ricevuto e che lui abbia fatto di tutto per fermare questi traffici e che qualcuno non abbia gradito questo suo movimento e abbia tentato davvero un'intimidazione non so chi siano stati i mandanti non so chi possa essere stato l'esecutore è ancora troppo presto per stabilirlo e che sia stata di fatto una fatalità cioè che David Rossi io sono fermamente convinto

che sia stato picchiato che sia stato anche perché ormai è evidente, sia stato picchiato in modo anche molto violento e che non sia morto soltanto per la caduta, ma che le percosse subite inizialmente abbiano inciso tantissimo sul suo decesso, proprio perché quando cade dalla finestra, lo si vede benissimo dal video, Davide Rossi è già esanime, io sono convinto che La morte di Davide Rossi non parte dal selciato di Vicolo Montepio, ma parte dalla sede della sua scrivania.

E la motivazione sia dovuta al fatto che lui ha tentato di fermare un'attività illecita e che sia stato successivamente intimidito ma che questa intimidazione si sia trasformata in un omicidio di fatto questa è la mia idea poi ovviamente ci sono tante altre motivazioni di cui non sappiamo niente o di cui per il momento non sappiamo niente che emergeranno più avanti e speriamo che sarà così però io in questo momento dati alla mano ricostruzioni e indagini alla mano non riesco a trovare un'altra spiegazione

sono d'accordo con te Riccardo purtroppo questo è un caso che forse non troverà mai una verità giudiziaria fino in fondo anche se noi lo speriamo con tutto il nostro cuore ed è per questo che abbiamo seguito e continueremo a seguire questa vicenda nei suoi prossimi sviluppi e siamo fiduciosi che ce ne saranno di sviluppi interessanti però fino a questo momento speriamo di avervi portato anche tutte le informazioni necessarie per farvi una idea tutta vostra e dunque ringrazio il nostro ospite Riccardo Varlacchi per essere stato con noi

grazie a voi dell'invito è stato un piacere

ringrazio Giacomo ringrazio coloro che sono arrivati alla fine di questa ennesima puntata che sfiora le due ore di contenuto ultimamente stiamo andando veramente oltre i nostri limiti però lo facciamo perché siamo appassionati di questi temi e dunque vi aspettiamo su Patreon perché noi andiamo avanti, non ci fermiamo, continuiamo con i tempi supplementari e lì parleremo di altri temi scottanti come le proteste che stanno coinvolgendo le città europee e anche italiane in queste ultime settimane, in questi ultimi giorni e vi raccontiamo un po' quella che è la nostra opinione su tutto ciò che sta succedendo. Ma lo faremo su Patreon, link in descrizione per chi volesse sostenerci per tutti gli altri l'appuntamento è settimana prossima mercoledì

stesso posto stessa ora e nel frattempo vi raccomando di non spegnere la luce

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