Podcast Italiano Principiante | Learn Italian (Beginners)
#138 - Sipario rosso
Freitag, 30. Oktober 2026 · 32 min
Kapitelklicken springt direkt hin
Shownotes
Trascrizione gratuita (podcastitaliano.com/podcast-episode/sipario-ro…)
In questo episodio ascoltiamo la storia di un avvelenamento durante un musical in un vecchio teatro siciliano, di un commissario che indaga, e di un segreto di famiglia che cambia tutto. Storia scritta dagli studenti del corso A Voce Alta.
Altri link e risorse utili:
• La storia di Italo - Corso di italiano per principianti (A2-B1) (podcastitaliano.com/corsi/la-storia-di-italo)
• Ebook gratuito: come raggiungere il livello avanzato in italiano (bit.ly/ebook-avanzato-podcast)
Transkriptvom Podcast bereitgestellt · Zeitmarken springen hin
Ciao e benvenuto o benvenuta su podcast Italiano Principiante, un podcast per chi sa un po' di italiano e vuole migliorare attraverso l'ascolto di storie, riflessioni e conversazioni facili ma anche stimolanti. Oggi ti racconto una storia pazzesca. Se ti piace il teatro, il musical, ma anche le investigazioni, i misteri e gli omicidi, preparati per una storia davvero bellissima.
Questa storia è stata scritta dai membri di Ava a voce alta, il nostro corso di conversazione in italiano dedicato alla pratica orale della lingua. La storia di oggi nasce proprio da uno degli esercizi più divertenti che abbiamo fatto durante la scorsa edizione. Si tratta di un esercizio di improvvisazione.
Ogni partecipante riceve una fotografia diversa e deve continuare una storia iniziata dagli altri, collegandosi a ciò che è stato detto prima. Nessuno sa quali immagini riceverà, quindi bisogna usare fantasia, creatività e spirito di squadra per costruire insieme una storia coerente e interessante. È un esercizio che aiuta tantissimo a sviluppare il vocabolario, la fluidità e la capacità di pensare direttamente in italiano, ma soprattutto è un'attività molto divertente che spesso produce risultati sorprendenti.
Proprio come la storia che stai per ascoltare. Gli autori di questa storia sono i miei amici Heike, Howard, Carlos e Michael, che saluto con tanto affetto. Vediamo cosa pensano loro di questo esercizio.
Ciao, mi chiamo Carlos Pedra e la settimana scorsa abbiamo inventato una historia in gruppo basata sulle fotografie che Irene mostrava nello schermo. Era una historia tipo un libro giallo, y ci siamo divertiti un sacco. Ciao!
Mi chiamo Michael Di Martino, sono Stati Uniti. Recentemente, abbiamo fatto una lezione molto divertente. La nostra insegnante Irene ha mostrato qualche imagine. Ciao.
Ciao a tutti, sono Howard McKillan e vivo a New York City. La settimana scorsa abbiamo fatto una storia con Irene nell'omicidio, e intrigo. Mi è piaciuto molto.
Un altro membro del nostro gruppo è VJ. Che purtroppo, quando abbiamo scritto la storia, era assente. Però abbiamo un messaggio anche da parte sua.
Mi chiamo VJ e non sono presente nella storia perché non ho immaginazione. Sto scherzando. Avevo un riunione proprio in quel momento. Buona lettura.
Grazie VJ. Prima di iniziare, ti ricordo che questo episodio è accompagnato da una trascrizione gratuita e interattiva che ti dà accesso anche a un glossario e a tante spiegazioni grammaticali. Se vuoi migliorare il tuo italiano in modo efficace e con il minimo sforzo possibile. Ti consiglio davvero di usarla.
Puoi trovare la trascrizione sul sito podcastitaliano.com oppure nel link che trovi nelle note di questo episodio su Spotify, Apple Podcast o nell'app che stai utilizzando. E adesso buon ascolto! In un piccolo paese della Sicilia c'è un vecchio teatro. Non è un teatro famoso, non ospita grandi produzioni e non compare nelle guide turistiche, eppure per gli abitanti del paese è un luogo speciale.
Ogni sera alle 8 in punto il sipario si apre e il pubblico assiste a uno spettacolo diverso. Le storie preferite sono quelle di mistero, delitti e investigazioni. Le poltrone rosse sono consumate dal tempo. Le pareti mostrano qualche crepa. Nell'aria si sente quell'odore tipico degli edifici antichi, un misto di legno vecchio, umidità e polvere.
Per molti spettatori è un odore rassicurante, familiare. Come sempre, il pubblico arriva molto prima dell'inizio dello spettacolo.
Buonasera, Signora Teresa!
Saluta un pensionato entrando nella sala. Buonasera a lei! Oggi ci sarà un musical. Non vedo l'ora. Alcune donne sedute in prima fila continuano a guardare l'orologio. Ma dov'è finito mio marito? Domanda una di loro. Anche il mio non è ancora arrivato. Risponde un'amica. Se continua così si perderà l'inizio.
Quella sera c'è molta attesa. Il protagonista dello spettacolo è Luca, un giovane cantante del paese diventato famoso in tutta la provincia. Molti sono venuti soprattutto per lui. Dietro le quinte, intanto, gli attori si preparano.
Sei nervosa?
chiede Luca a Elena, la protagonista. Un po' la sala è piena.
Andrà benissimo, come sempre.
Elena sorride, ma sembra distratta. Da qualche giorno non si sente bene. Soffre d'asma e la respirazione è più faticosa del solito. Pochi minuti dopo la raggiunge suo marito con una compressa.
Prendi questa medicina ti aiuterà con l'asma.
Grazie. Elena prende la compressa con un po' d'acqua, poi le luci si abbassano e lo spettacolo inizia. La prima scena è romantica. Elena interpreta Giovanna, una ragazza che implora il suo innamorato, Ettore, di restare in città. Ettore, non partire! Dice con passione: se te ne vai morirò di dolore!
Giovanna, devo andare! Non ti dimenticherò mai.
Ettore! Il pubblico è incantato. Quando termina la prima scena, la sala esplode in un applauso. Alcuni spettatori si alzano perfino in piedi. Durante la breve pausa, come sempre, dietro le quinte c'è un bicchiere d'acqua che gli attori si passano l'un l'altro per bere tra una scena e l'altra. Elena ne beve un sorso.
Poco dopo lo spettacolo riprende. Ma qualcosa cambia. Elena sembra più pallida del solito. Durante una scena inizia a barcollare, poi chiude gli occhi e cade a terra. Per qualche secondo nessuno reagisce, poi il pubblico applaude. Brava!
unknown Brava!
Molti pensano che faccia parte dello spettacolo, ma fa parte della storia o è svenuta davvero? Domanda una signora al marito.
Boh!
risponde lui, poco convinto. Ma sul palco gli altri attori smettono di recitare. Luca si inginocchia accanto a Elena.
Elena, mi senti?
Nessuna risposta. A quel punto il pubblico capisce che non si tratta di teatro. È successo qualcosa. Il marito della donna corre verso il palco.
Lasciatemi passare, sono suo marito.
L'amministratore del teatro impallidisce.
Chiamate un'ambulanza subito.
Mentre il caos si diffonde nella sala, qualcuno prende il telefono e contatta la polizia. Poco più tardi, davanti al teatro, si ferma un'auto della polizia da cui scende il commissario Montalbano. Il commissario osserva la folla agitata davanti all'ingresso e sospira.
Quando mi chiamano durante uno spettacolo teatrale c'è sempre troppo dramma.
Accanto a lui c'è un giovane ispettore.
Pensa che sia stato un tentativo di omicidio?
Montalbano guarda il palco dove Elena giace ancora priva di sensi.
Non lo so, ma ho la sensazione che questa storia sia molto più complicata di quanto sembri.
Mentre i soccorritori si prendono cura di Elena, il commissario Montalbano inizia a osservare attentamente le persone presenti nel teatro. Anni di esperienza gli hanno insegnato una cosa. Quando accade qualcosa di grave, spesso la verità si nasconde nelle reazioni di chi assiste.
Chi era con la signora prima dello spettacolo?
Domanda. Il marito alza la mano.
Io mi racconti tutto.
L'uomo si passa una mano tra i capelli.
Non c'è molto da raccontare. Elena non si sentiva bene. Respirava male, le ho dato una medicina che usa ogni tanto per l'asma. Che medicina? Una compressa.
Il marito di Elena dà le compresse al commissario. Montalbano le osserva e le passa a una gente.
Fateli analizzare.
Nel frattempo, Luca, il giovane protagonista del musical, è seduto da solo in un angolo del teatro. Ha ancora il costume di scena addosso. Montalbano si avvicina.
Lei è Luca, giusto? Sì, era molto legato a Elena.
Il giovane abbassa lo sguardo.
Eravamo amici, solo amici.
Per un istante Luca esita.
Sì, solo amici.
Montalbano nota quella breve pausa ma non dice nulla. Poco dopo, mentre gli agenti raccolgono testimonianze, una donna dai capelli rossi continua a camminare nervosamente avanti e indietro nella hall del teatro.
Signora può fermarsi un momento?
Chiede il commissario, la donna si irrigidisce. Io?
Sì, chi è lei?
Sono la moglie di Luca. Montalbano alza lentamente un sopracciglio.
Il protagonista dello spettacolo?
Esattamente. Il commissario prende nota sul taccuino. Le cose stanno diventando interessanti. La mattina seguente. Elena è ancora in ospedale. È viva, ma non ha ancora ripreso conoscenza. A quanto pare è stata avvelenata. Montalbano e il suo assistente si trovano nel loro ufficio.
Che pensa, commissario?
chiede il giovane ispettore.
Penso che ci siano molti sospettati. Il marito? Possibile. Luca? Possibile? Credo fossero amanti. Chi altro? Forse anche la moglie di Luca.
Proprio in quel momento entra un agente.
Commissario, sono arrivati i risultati preliminari. Finalmente. Nei medicinali non c'è traccia di veleno.
Quindi il marito diceva la verità, dice l'assistente al commissario.
Sembra di sì, ma per me resta un sospettato. Io penso tu non devi pensare. Io sono il commissario, devi ascoltare quello che dico io.
Montalbano si appoggia allo schienale della sedia. Le indagini proseguono per tutta la giornata. Poco dopo emerge un'informazione sorprendente quando un tecnico del teatro viene interrogato dagli investigatori.
Lei lavora qui da molto tempo? Quasi dieci anni. Conosce bene gli attori? Abbastanza.
L'uomo sembra esitante.
C'è qualcosa che vuole dirci? Ma non lo so se è importante. Lasci decidere a noi.
Il tecnico abbassa la voce.
Ho visto Luca ed Elena insieme diverse volte. In che senso? E non come colleghi.
Montalbano e l'assistente si scambiano uno sguardo.
Continui. E si incontravano dietro il teatro e a volte restavano insieme per ore. Sta dicendo che avevano una relazione? Guardi, io non posso esserne certo, ma sembrava proprio così. Potreste provare a parlare con la donna delle pulizie, Nonna Maria. Fa le pulizie qui al teatro, ma anche nelle case di Luca e di Elena.
Trova Nonna Maria.
Dice il commissario al suo assistente. Nel frattempo, in una piccola casa nella periferia del paese, una donna anziana sta pulendo il pavimento. Tutti la conoscono come Nonna Maria. Lavora come donna delle pulizie da decenni e conosce praticamente ogni famiglia del paese, comprese quelle di Elena, di Luca e di sua moglie.
Quando due agenti bussano alla porta, lei sembra tutt'altro che sorpresa. Buongiorno signori.
Signora Maria, avremmo bisogno di parlare con lei.
Immaginavo!
Possiamo entrare?
Certo, pochi minuti dopo, Montalbano arriva personalmente.
Lei lavora sia per Elena che per Luca, vero?
Sì.
Quindi conosce molti segreti.
La donna sorride appena. In questo lavoro si sentono tante cose. Ad esempio, ad esempio, che le persone sposate non sempre si comportano da persone sposate.
Sta parlando di Luca ed Elena?
Nonna Maria rimane in silenzio per qualche secondo.
Forse, Signora Maria, questa è un'indagine per tentato omicidio.
Lo so!
Allora ci aiuti!
La donna sospira. Va bene. Sì, quei due avevano una relazione. La sera, mentre il sole scompare dietro le colline e il paese torna lentamente alla sua tranquillità abituale, il commissario Montalbano è ancora in ufficio. Davanti a lui c'è una lavagna piena di fotografie e appunti. Da una parte c'è Elena, la vittima.
Dall'altra parte c'è una foto del marito. Accanto, poi, c'è una foto di Luca, il giovane attore, il suo amante, e della moglie di Luca, la donna dai capelli rossi. In quel momento entra un agente.
Commissario, abbiamo trovato qualcosa? Dimmi. A quanto pare, prima di andare in scena, gli attori hanno bevuto tutti l'acqua dallo stesso bicchiere.
La gente appoggia una busta trasparente sulla scrivania.
Abbiamo trovato tracce di veleno sul fondo.
Montalbano lo osserva.
Fatelo analizzare con cura e scoprite chi lo ha toccato.
Il giorno seguente la moglie di Luca viene convocata in caserma. Quando entra nella sala interrogatori, appare Tesa. Mi state trattando come una criminale.
Nessuno la sta trattando come una criminale, risponde Montalpano. Per ora le stiamo solo facendo delle domande.
La donna incrocia le braccia. Allora, cosa volete sapere? Il commissario posa sul tavolo il bicchiere nella busta. La reazione è immediata. Per una frazione di secondo il volto della donna cambia. Una reazione piccola, ma sufficiente.
Lo riconosce?
No.
È stato trovato dietro le quinte la sera prima dello spettacolo.
Non significa niente.
Suo marito Luca aveva una relazione con Elena?
La donna stringe i pugni. Questa domanda non c'entra niente. Risponde: Silenzio. Sì.
Da quanto tempo lo sapeva?
Da mesi.
Era arrabbiata.
La donna ride. Secondo lei? Montalbano non risponde. Mi ha tradita. Certo che ero arrabbiata.
Abbastanza da voler fare del male a Elena.
La donna si alza in piedi. No! Poi si rende conto di aver reagito troppo bruscamente e torna a sedersi. No, ripete più lentamente. La odiavo, ma non ho cercato di ucciderla. Poche ore dopo viene interrogato il padre della donna. È un uomo anziano, robusto, con grandi baffi bianchi. Appena entra sembra infastidito.
Io non c'entro niente. Ancora non le abbiamo fatto nessuna domanda.
Osserva Montalbano.
E già so dove volete arrivare. Allora ci aiuti.
L'uomo sbuffa.
Mia figlia ha sofferto molto. Lo so, quel ragazzo l'ha umiliata. E lei cosa ha fatto? Niente. Ha mai affrontato Luca? E certo, sono andato al teatro quella sera. Prilo spettacolo. Gli ho parlato dietro le quinte. E cosa gli ha detto? Che se aves continuato a far soffrire mia figlia, gli avrei rotto il muso.
L'assistente quasi sorride: molto diplomatico.
Non sono mai stato un tipo diplomatico.
Per la prima volta Montalbano nota qualcosa. Nella tasca della giacca dell'uomo spunta un fazzoletto bianco con un ricamo blu. Un dettaglio insignificante. O forse no, più tardi, tornando al teatro per un nuovo sopralluogo, gli investigatori fanno una scoperta curiosa. Sul palco, vicino al punto in cui Elena è crollata, viene trovato un altro fazzoletto.
Identico, stesso tessuto, stesso ricamo. Interessante, mormora Montalbano.
Pensa che appartenga al padre della donna? Forse. Se è così, quell'uomo è stato dietro le quinte più a lungo di quanto ci ha detto. O forse è solo una coincidenza? Nelle indagini non esistono coincidenze.
Intanto Elena finalmente si risveglia in ospedale. Quando Montalbano arriva la trova stanca ma cosciente.
Come si sente?
Come se mi fosse passato sopra un camion, è già un buon segno. Elena accenna un sorriso, ricorda cosa è successo? La donna chiude gli occhi. Stavo cantando. Durante la pausa ho bevuto un po' d'acqua, come sempre. Poi facevo fatica a respirare.
Aveva già avuto crisi simili.
Mai così forti.
Suo marito le ha dato una medicina prima dello spettacolo.
Sì!
Si fida di lui?
Elena aprchi. Certo!
E di Luca?
Per la prima volta appare nervosa. Perché mi chiede di lui? Risponda silenzio. Poi la donna abbassa lo sguardo.
Signorina, sappiamo tutto. Ora la domanda è: suo marito lo sa?
Non credo. Forse, forse sì. Il commissario annoisce lentamente.
Sempre più persone hanno un movente, dice il suo assistente. Non fare congetture, questo è il mio lavoro. Piuttosto portami un caffè.
Dice il commissario Montalbano al suo assistente. L'assistente, che si chiama Matteo, è molto infastidito da questo trattamento. Il comportamento del commissario Montalbano, in effetti, è molto strano. Di solito riesce a gestire bene la frustrazione anche quando non riesce a concludere le indagini immediatamente, ma in questo caso il suo comportamento è strano.
Commissario, sono arrivati i risultati delle impronte digitali sul bicchiere? Dovevano arrivare ieri. Arriveranno quando arriveranno. Nelle indagini la pazienza è tutto.
L'assistente annuisce, ma qualcosa non lo convince. Quella stessa sera un agente entra in ufficio con una busta di documenti.
Commissari, abbiamo trovato dei movimenti bancari strani effettuati negli ultimi giorni. Che genere di movimenti? Pagamenti dalla famiglia della donna dai capelli rossi verso un funzionario di polizia, ma il nome sul conto è coperto da una sigla. Non sappiamo ancora di chi si tratti.
Per un istante Montalbano resta immobile.
Lasciate perdere per ora. Occupatevi del bicchiere, è più importante. Dare un'occhiata io a quei documenti.
La gente esce. Il giovane assistente, però, resta in ufficio, in silenzio, a osservare il proprio superiore.
Commissario, dice Pi, non le sembra strano non voler nemmeno vedere quei documenti? Tu fai il tuo lavoro, io faccio il mio.
Quella notte, mentre Montalbano è a casa, l'ispettore resta da solo in ufficio. Davanti a lui ci sono i documenti bancari che il commissario aveva messo da parte. Li osserva a lungo, confrontando date, firme, codici del conto. Alla fine un dettaglio gli salta all'occhio. La sigla sul conto corrisponde esattamente al numero di matricola di un commissario di polizia.
Il numero di matricola di Montalbano. L'ispettore resta a fissare il foglio per diversi minuti senza parole. Il giorno dopo decide di affrontarlo.
Commissario, ho bisogno di parlarle in privato.
Montalbano lo guarda, poi si alza e chiude la porta. Ho visto i documenti, dice l'ispettore.
Il conto è suo. Perché la famiglia della moglie di Luca la paga da anni?
Per la prima volta Montalbano non ha una risposta pronta.
Perché gli offro protezione privatamente. Sa benissimo che sarebbe illegale. Non è questo il motivo, vero? Senti, stai attento a quello che. Commissario, è lei che ha cercato di uccidere Elena? Sei pazzo? Se non è lei, allora chi? Chi sta proteggendo?
Montalbano esita, poi, per la prima volta, l'ispettore lo vede davvero preoccupato.
Non posso dirtelo. Allora dovrò riferirlo ai nostri superiori. Se lo fai, la mia carriera è finita per sempre.
L'ispettore non risponde. Quella frase non sembra una scusa, sembra una confessione. Qualche ora dopo l'assistente di Montalbano decide di interrogare da solo Nonna Maria. La donna lo accoglie nella sua cucina. Sul tavolo ci sono biscotti e caffè. Il commissario Montalbano non è con lei oggi?
No, sono venuto da solo.
Nonna Maria lo guarda a lungo come se avesse capito tutto. Ha scoperto qualcosa, vero?
Forse. Lei sa molte cose, signora Maria.
In un paese piccolo tutti sanno molte cose.
Sapeva della relazione tra Luca ed Elena?
Sì.
Chi altro lo sapeva?
Il marito di Elena? No. Ma lo sa anche il padre della moglie di Luca.
Bene, e il commissario Montalbano?
Il sorriso scompare dal volto della donna. Perché mi chiede di lui?
Perché credo che sia collegato a tutti loro in qualche modo.
Il silenzio che segue dura diversi secondi. Poi nonna Maria sospira. Lei non sta indagando su una semplice gelosia, ispettore. Lo so, sta indagando su una famiglia.
Che significa?
Significa che in questa famiglia, quando qualcuno ha un problema, gli altri lo aiutano a nasconderlo da sempre. E il commissario Montalbano fa parte di questa famiglia più di quanto sembri.
In che senso?
Nonna Maria abbassa la voce. È lo zio della moglie di Luca. L'ispettore resta senza parole. Quella sera arriva finalmente la svolta. L'assistente di Montalbano convoca tutti in caserma. Elena, Luca, la moglie di Luca, il padre della moglie di Luca, il commissario Montalbano e i suoi superiori. Ci sono novità?
chiede Elena. Lo spero, dice l'assistente. Montalbano arriva infuriato.
Sei solo un assistente. Chi ti ha dato il permesso di organizzare questa sceneggiata? Questo lo vedremo, commissario. Come vedi ho convocato anche i nostri superiori che sono disposti ad ascoltare la mia teoria. Vogliamo sapere cosa sta succedendo, dice Luca, furioso. Bene, che inizi lo show, siete tutti implicati in un modo o nell'altro.
Luca, tu hai tradito tua moglie con Elena e questo è l'inizio di tutto. Tua moglie ti ha scoperto e si è sfogata con la sua famiglia. Il padre, per proteggere sua figlia, per evitare che facesse qualcosa di cui pentirsi, le ha detto di non fare nulla. Che avrebbe parlato con te e che ti avrebbe fatto ragionare.
Allora, poco prima dello spettacolo è venuto da te. Dietro le quinte ti ha minacciato, ha perso un fazzoletto vicino al palco che Elena ha raccolto per soffiarsi il naso durante una crisi allergica. Tua moglie Luca, come ho detto, aveva scoperto il tradimento. Era furiosa. Quella sera, dietro le quinte, ha versato del veleno nel bicchiere d'acqua che.
No! No! Urla la donna.
Ha versato del veleno nel bicchiere che gli attori usavano tra una scena e l'altra, sapendo che avrebbe scatenato in Elena una crisi d'asma molto grave. Si tratta di una piccola dose di veleno, quasi mortale per chi soffre d'asma, ma praticamente innocua per chi non soffre d'asma.
Tutti guardano la donna, scioccati. Non è vero! No! Zio, fai qualcosa! Zio, chiede Luca sorpreso. Esatto, zio, continua l'assistente.
Il commissario Montalbano è suo zio, lo zio di tua moglie, Luca. Il commissario ha guidato l'indagine dall'interno proprio per proteggere la sua stessa famiglia, rallentando le prove più importanti e tenendo lontano chiunque si avvicinasse troppo alla verità. Ma i cognomi, i loro cognomi sono diversi, dice Luca.
Beh, tuo suocero e il commissario hanno padri diversi, ma la stessa madre.
Nei giorni successivi la donna confessa e viene arrestata. Anche Montalbano viene arrestato per intralcio alle indagini, favoreggiamento e abuso d'ufficio. Il paese non parla d'altro. Hai sentito! Anche il commissario Montalbano! Pen'o, eppure sembrava tanto una brava persona. Qualche settimana dopo il teatro finalmente riapre.
Le poltrone rosse sono sempre le stesse. L'odore di umidità è sempre lo stesso, anche il sipario rosso è sempre lì. Ma quella sera il pubblico guarda il palco con occhi diversi. Le luci si spengono. Lo spettacolo inizia. Elena interpreta se stessa. Sviene. Luca interpreta se stesso, la soccorre.
Entra un uomo vestito da commissario e annuncia, Signore e signore, lo spettacolo di stasera si chiama La Famiglia Montalbano. È tratto da una storia recente e vera. Spero che vi piaccia.
La storia di oggi finisce qui. Spero che ti sia piaciuta, io la adoro, lascia un commento per far sapere agli autori della storia che cosa ne pensi. Un saluto speciale ai nostri amici. Heike, Howard, Carlos, Michael e Vicei. Grazie per l'ascolto a tutti, e a giovedì prossimo. Ciao!