Giorno per giorno

Dopo gli scontri, la stretta. I conti della protesta. Il Sud resta bloccato

Dienstag, 20. Oktober 2026 · 23 min

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Shownotes

Simone Canettieri anticipa le novità che il governo dovrebbe introdurre in materia di ordine pubblico come risposta alle degenerazioni violente delle manifestazioni nel fine settimana. Federico Fubini mette in fila alcuni dati economici che spiegano perché le nuove generazioni scendono in piazza. Michele Pennetti fa il punto sui blocchi e le agitazioni che coinvolgono agricoltori e autotrasportatori nelle regioni meridionali

• Ordine pubblico, arriva il decreto dopo gli scontri di Milano: fermo preventivo per i minori, divieto di aggregazione per i violenti e arresto differito (roma.corriere.it/notizie/politica/26_ottobre_1…)

• Perché i giovani vanno in piazza? Metà dei patrimoni in mano al 5% più ricco e profitti insensati: le ragioni economiche della protesta (corriere.it/economia/finanza/26_ottobre_19/gio…)

• Sciopero autotrasportatori in Campania, caselli chiusi su A1, A30 e A2. Bloccato l'ingresso del porto di Napoli. Nei supermercati mancano già frutta e verdura (napoli.corriere.it/cronaca/diretta-live/26_ott…)

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Le novità in materia di ordine pubblico che il governo dovrebbe introdurre oggi come risposta alle degenerazioni violente delle manifestazioni contro il costo della vita nello scorso fine settimana, i dati economici che spiegano le proteste delle generazioni più giovani senza che questo giustifichi alcuna azione violenta e gli sviluppi delle agitazioni di agricoltori e autotrasportatori nelle regioni del Sud Italia.

È martedì 20 ottobre e di queste storie parliamo nella puntata di oggi di Giorno per Giorno, il podcast sui fatti più importanti per orientarsi nel mondo con le voci dei giornalisti del Corriere della Sera. E io sono Francesco Giambertone. Serve una risposta, occorre mandare messaggi chiari, sulla sicurezza il governo non può fare passi indietro. Con queste parole, come mi ha raccontato Simone Canettieri, cronista politico del Corriere della Sera, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ieri ha convocato una riunione d'urgenza a Palazzo Chigi con i ministri interessati, quindi il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, quello della Giustizia Carlo Nordio, più i rispettivi vice e Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura e

Capodelegazione di Fratelli d'Italia. più i vertici dei servizi di sicurezza e degli apparati per analizzare ciò che è successo nel fine settimana, in particolare a Milano, e soprattutto cercare di dare risposte immediate. Una formula che, mi ha spiegato Simone Canettieri, vuol dire soprattutto una cosa.

Quando la politica parla di risposte immediate si guarda sempre a uno strumento, che è quello del decreto. Ecco perché oggi pomeriggio, intorno alle 17.30, a Palazzo Chigi ci sarà un Consiglio dei Ministri abbastanza importante nel corso... del quale verranno parate una serie di provvedimenti proprio sulla sicurezza che saranno in qualche modo una risposta appunto alle immagini di devastazione e ai fatti che abbiamo visto nell'ultimo fine settimana in diverse città d'Italia a partire da Milano per la prima volta si fa strada l'ipotesi che oggi vedremo se sarà confermata perché gli uffici legislativi ci lavoreranno fino alla fine di un fermo preventivo per i minorenni che questa sarebbe una novità dall'altra si cerca anche di colpire queste

aggregazioni e di dare anche delle pene più severe a questi reati di devastazione è chiaro che rispetto a quanto avevamo visto finora c'è un inedito e di fronte a un inedito Meloni cerca di nuovo di andare un po' con la registrazione quindi con quello che i critici chiamerebbero panpenalismo cioè legiferare sulla scorta dei fatti di cronaca

Se da un lato queste devastazioni da parte di ragazzini giovanissimi hanno molti elementi nuovi, a partire proprio dall'età dei partecipanti, dall'altro il governo sembra voler intervenire per dare alle forze dell'ordine più strumenti, anche osservando quello che sta succedendo in altri paesi, dalle proteste per la casa in Spagna a quelle in Francia partite dalla scuola, fino alle manifestazioni in Albania contro il governo di Edirama.

il rischio di palazzo Chigi del governo in queste ore e che si possano saldare le manifestazioni contro il caro vita con i blocchi degli autotrasportatori creando così una miscela davvero esplosiva ecco perché come abbiamo riportato sulle pagine del Corriere all'ultimo consiglio europeo di fronte alla richiesta di arrivare a flessibilità per interventi per aiutare contro il caro vita e l'inflazione Giammone ha detto attenzione perché qui o interveniamo o ci vengono a prendere con i forconi.

C'è insomma un clima abbastanza teso intorno alla Presidente del Consiglio.

Tanto che potrebbe anche annullare una serie di visite che aveva di appuntamenti istituzionali che aveva in giro per l'Italia questa settimana, perché si raffastellano da una parte l'emergenza sicurezza, baby gang o maranza, come dir si voglia, dall'altra invece tutti i problemi più economici ma con rigatute sociali, pensiamo a quello che sta accadendo al sud con lo stop e i blocchi degli autotrasportatori, è il classico esempio di tempesta perfetta.

Di altri aspetti di questa tempesta parleremo tra poco, ma tornando al decreto sicurezza, i provvedimenti che dovrebbero essere introdotti d'urgenza non sono delle novità assolute, ma sono già contenuti nel disegno di legge sicurezza che in questo momento è in conversione al Senato e quindi sarebbero soltanto anticipati nel

decreto. Tutto questo, come sappiamo, e lo ripetiamo sempre per chi ci ascolta, sarà frutto sicuramente di una mediazione con il Quirinale a cui poi spetta l'ultima parola sulla decretazione d'urgenza, se ne ravvede i motivi, possiamo dire senza tema di essere smentiti che sicuramente le cosiddette interlocuzioni per usare una parola polverosa siano già iniziate perché Meloni non vuole insomma sorprese e Mattarella non vuole scontri a decreto già varato.

Il governo vuole una stretta sulla sicurezza, evitando però rilievi di incostituzionalità da parte del Quirinale. Vorrebbe estendere a luoghi affollati e zone della Movida il cosiddetto fermo preventivo, già previsto per le manifestazioni dallo scorso aprile. Con questo fermo si può tenere anche un minore fino a 12 ore negli uffici di polizia, anche senza che abbia commesso un reato, purché ci siano elementi concreti di pericolosità. Le altre misure sono il divieto di radunarsi con persone con cui si siano commessi reati in gruppo e l'arresto in flagranza di ferita, che consente di individuare e arrestare i responsabili di un qualche reato entro 48 ore attraverso foto e video

Tra i provvedimenti che sono ancora in corso di aggiornamento, ma che potremmo vedere proprio oggi pomeriggio, ci sono sicuramente anche l'idea di aumentare il contingente militare che si trova a Milano per l'operazione Strade Sicure, quindi mandare più esercito. Si parla di 500 militari in più.

Ieri sera proprio Matteo Salvini ha annunciato questo invio raccontandolo come una vittoria della Lega.

C'è una risposta forte che vuole dare ovviamente Giorgia Meloni che, ricordiamocelo sempre, in questi quattro anni... In più di un'occasione ha detto che sulla sicurezza avremmo dovuto fare di più, sono ancora soddisfatto e questi fatti sembrano quasi confermare alcune superplessità sul percorso fatto dal governo sui temi molto identitari per la destra di Miloni come quello della sicurezza. anche perché il cerchio si richiude di nuovo, c'è il generale Vannacci che ha due citofoni che suona sempre, uno è quello della sicurezza e a cascata poi c'è sempre ovviamente l'immigrazione, però la sicurezza in Italia è un po' uno dei tormentoni e dei cavalli di battaglia politico- elettorale del generale Vannacci

che infatti oggi alla Camera, questa mattina, quindi prima del Consiglio dei Ministri, terrà una conferenza stampa per lanciare una controproposta e quindi per cercare di occupare anche lui un piccolo spazio di visibilità in questa giornata che si preannuncia comunque abbastanza calda.

Ieri eravamo all'interno del punto vendita, stavamo lavorando tranquillamente come tutte le domeniche, abbiamo iniziato a sentire un sacco di confusione sulla strada e Quando abbiamo chiuso la porta con Lucchetto per recuperarci, quando abbiamo iniziato a vedere che sbattevano con tavoli di ferro contro la vetrina, ho preso le clienti e le commesse, siamo scappati in magazzino dall'uscita di sicurezza, così per metterci al sicuro e sul momento abbiamo sfondato.

C'erano i clienti vestiti, sono scappati piangendo, i ragazzi piangevano e sembrava di stare in guerra. Ti giuro, la situazione è veramente fuori controllo

Cristian D'Agostino è il titolare di uno dei tanti negozi di Via Torino, a pochi passi dal Duomo di Milano, danneggiati e saccheggiati da centinaia di ragazzi domenica pomeriggio nel secondo giorno di violenze nate dalla manifestazione di sabato contro il costo della vita ma che nulla hanno a che vedere con le istanze dei manifestanti e a dirlo sono proprio molte delle 271 persone 220 delle quali minorenni 60 straniere portate in questura 32 in totale sono stati gli arrestati tra cui 13 stranieri e 23 minori 28 i denunciati, mentre per altri 174 è scattato il fermo preventivo di polizia di cui parlavamo poco fa.

Più che manifestazione era un saccheggiare e rubare ieri, anche perché tra i ragazzi che erano in mezzo non ce n'era nessuno di quelli maggiori, erano tutti ragazzi che erano lì per fare casino.

Ascoltando frasi come queste, pronunciate ieri davanti alla questura di Milano da uno dei fermati, potrebbe quindi anche venire la tentazione di non attribuire alcuna valenza politica a quanto accaduto. Ma secondo Federico Fubini, vice direttore del Corriere della Sera, esperto di economia e curatore della newsletter Whatever It Takes, sarebbe un errore, anche perché il semplice fare casino un significato politico ce l'ha e come, il che è sempre il caso di ripeterlo, non giustifica minimamente nessuna delle violenze compiute a Milano e altrove. Queste manifestazioni di protesta sono

correnti che attraversano paesi il mondo occidentale non solo il mondo occidentale con ragioni diverse dopodiché ci sono anche ragioni prossime o forse queste ragioni prossime sono condivise in vari di questi paesi che vedono queste proteste naturalmente perché protestano i giovani perché si sentono discriminati di solito si sentono discriminati nel cose che vedono più vicini a loro la condizione delle loro aule scolastiche la disponibilità di insegnanti validi e motivati e quant'altro ma in realtà dietro questo ci possono essere delle preoccupazioni delle frustrazioni ancora più profonde e perché questi ragazzi forse non vedono un futuro così chiaro.

Negli Stati Uniti l'abbiamo visto sull'intelligenza artificiale, perché le persone iniziano a chiedersi perché dovrei io spendere 100.000 dollari l'anno per studiare e prendere un diploma universitario che non mi dà nessun posto di lavoro, perché quei posti di lavoro saranno presi dall'intelligenza artificiale.

Per l'Europa e in particolare per l'Italia, secondo Federico Fubini, il discorso è

diverso. C'è un tema di totale assenza di dinamismo delle economie che non è pure semplice stasi, ma è un fenomeno duplice. Dietro la coltre di questa stasi c'è una crescente diseguaglianza sia dei redditi, sia dei patrimoni, sia dei trattamenti fiscali. Questo studio è della First CISL che è una delle sigle del sindacato CISL che usa dati della Banca Centrale Europea e di Eurostat fa vedere come in Italia la diseguaglianza patrimoniale è accelerata molto negli ultimi 15 anni e oramai il 5% della popolazione controlla più di metà di tutti i patrimoni in Italia e che il 90% delle persone meno ricche controllano meno del 40%. Non sono livelli americani di concentrazione di ricchezza, ma sono livelli

non così lontani dalla concentrazione di ricchezza che vediamo negli Stati Uniti, senza il dinamismo degli Stati Uniti e senza le opportunità che magari potrebbero esserci negli Stati Uniti.

Questa diseguaglianza si ripropone in campo fiscale.

Pensiamo ai 2 milioni di persone che hanno la flat tax al 15%. Molti di questi sono meritevoli, c'è la grande maggioranza del massimo rispetto e ma io continuo a sentire di per esempio studi professionali che abusano della norma del 15% per distribuire forme di illusione fiscale ai partner dello studio per esempio dunque persone che guadagnano veramente molto bene finiscono per pagare aliquote sostanzialmente più basse di altre persone che lavorano altrettanto magari di più e guadagnano molto meno

Ma non finisce qui, perché c'è anche una terza diseguaglianza, quella di opportunità, in un paese in cui non si contano gli esempi di società pubbliche e private all'interno delle quali si viene cooptati più che assunti e dove le amicizie e la provenienza familiare contano più dei curriculum.

Se noi mettiamo insieme questi pezzettini del puzzle e poi vediamo che ci sono delle aziende che competono sui mercati internazionali, con margini molto bassi, che devono sopportare i costi di aziende che invece hanno posizione di rendita nelle società di reti, nel credito, nell'assicurazione, nella distribuzione delle public utilities, nell'energia e altre forme di concessionari, spesso legate al settore pubblico, che invece lavorano con margini elevatissimi, livelli di concorrenza bassissimi e e grandi costi per i clienti che si scaricano sulle altre imprese, quelle che lavorano sul mercato e si scaricano sui consumatori. Questo dà l'immagine di una società dove è comprensibile che i più giovani non riescano a vedere un

loro percorso, tanto è vero che sappiamo bene quelli che vanno via, eccetera. e che alla fine esprimano una certa frustrazione non voglio dire che le persone che erano in piazza in questo fine settimana quelli che hanno manifestato pacificamente abbiano compiuto questa analisi perché sicuramente non l'hanno fatto però percepiscono che come dire il gioco nella società è un po' truccato ed è truccato contro di loro questo è il messaggio che a mio avviso il mondo politico potrebbe cercare di prendere sul serio detto che sulla violenza ci vuole solo fermezza, non c'è altra discussione da avere

Nel sud Italia stanno andando avanti le proteste di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante e più in generale contro l'aumento del costo della vita iniziate da più di una settimana. Ieri a Bari centinaia di tir sono arrivati a pochi passi dalla sede della regione Puglia, dove una delegazione di autotrasportatori ha incontrato il presidente Antonio De Caro.

La richiesta è quella di aiuti economici per affrontare un'emergenza che sta mettendo in difficoltà il settore dei trasporti, con conseguenze anche sul commercio, come mi ha raccontato Michele Pennetti, capo della redazione di Bari del Corriere della Sera.

A causa di questi blocchi da oggi si cominciano a vedere... Già i primi effetti sugli scaffali dei supermercati, stamattina in Puglia quasi tutti i supermercati erano sprovvisti di frutta e verdura, per esempio, soprattutto quelli delle catene come Eurospin, Lidl e altri supermercati che aspettano l'arrivo della merce attraverso i tir, attraverso il trasporto con questi mezzi.

Questi blocchi riguardano diverse regioni del sud, come la Calabria e la Sicilia, dove vanno avanti da giorni, e da ieri mattina hanno coinvolto anche la Campania, sia sull'autostrada A1 che nel porto commerciale di Napoli. Tornando alla Puglia, la situazione resta particolarmente calda anche tra la provincia di Barletta- Andrea Trani e Foggia. In

particolare ieri a Cerignola si è verificato un episodio abbastanza curioso, che pur non avendo avuto risvolti violenti è un po' il termometro della situazione gli autotrasportatori hanno allontanato in maniera brusca l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno che era andato lì per ascoltare sapete benissimo Alemanno adesso è passato con Vannacci è ritornato a fare politica però gli autotrasportatori che stavano lì sul blocco di Cerignola quando l'hanno visto arrivare non troppo gentilmente ma senza neanche usare alcun tono violento l'hanno comunque allontanato dicendo testualmente non vogliamo vedere qui gente che viene a caccia di voti vogliamo solo che siano risolte le nostre emergenze ecco questo il clima che si

sta creando attorno a una protesta che prosegue comunque nel segno della civiltà nel senso che non ci sono scontri non ci sono incidenti con le forze dell'ordine anzi pare quasi esserci un feeling nel senso che c'è molto rispetto in questo caso da parte di autotrasportatori e agricoltori verso la polizia verso i carabinieri verso chi poi controlla che la situazione non degeneri

nonostante da ieri manchino parecchi prodotti freschi in molti supermercati le persone sembrano piuttosto solidali con le ragioni della protesta o almeno non ostili c'è molta

comprensione del senso della protesta, anche perché tutti quanti dritto storto siamo colpiti dal caro carburante, quindi anche chi non è direttamente coinvolto nella questione, chi non è un autotrasportatore, chi non è un agricoltore, chi non produce olio, chi è al di fuori di questo contesto comunque Si rende conto che è una protesta che ha delle motivazioni abbastanza fondate.

Gli agricoltori o gli autotrasportatori che stanno ai blocchi hanno chi costantemente porta loro del cibo, dell'acqua, in modo tale che non possano subire troppi contraccolpi dal fatto di stare fermi al blocco. L'impostazione della rivolta stessa... diciamo contenuta in termini civili comunque sta convincendo anche chi diciamo subisce gli effetti della protesta ad accettarne le conseguenze

Vedremo cosa succederà nelle prossime ore e nei giorni a venire. Oggi è previsto in prefettura a Milano un incontro tra le associazioni di categoria e il ministro dei trasporti Matteo Salvini con il governo che spera di riuscire ad allentare i blocchi messi in atto da piccoli imprenditori che stanno pagando molto l'aumento del prezzo di benzina e gasolio.

Molti autotrasportatori sono dei gestori del trasporto commerciale nel senso che fanno degli accordi con le aziende e che devono appunto commercializzare un prodotto e si fanno carico della gestione del trasporto fermando appunto degli accordi che hanno delle basi che evidentemente adesso vengono stravolte dal fatto che il trasporto stesso comporta dei prezzi molto più alti per chi deve portare da una parte all'altra d'Italia per esempio le merci stesse

Ma le richieste di autotrasportatori e agricoltori non sono semplici da esaudire, visto che alla base dell'aumento dei prezzi c'è soprattutto la situazione internazionale e in particolare le conseguenze di lungo periodo del conflitto in Medio Oriente iniziato da Trump in Iran lo scorso febbraio, mentre i singoli paesi, almeno sul breve termine, non riescono a fare granché.

Loro chiedono degli aiuti concreti. che potrebbero tradursi nel recupero di alcuni fondi da destinare alla categoria per avere una sorta di ammortamento delle spese. Alla regione Puglia, dove ieri sono stati ricevuti dal governatore De Caro, hanno chiesto sostanzialmente aiuti economici, chiedono soldi per cercare di contenere le spese del caro carburante. Ovviamente lo Stato su questo tema ha già intervenuto perché per tante settimane il governo si è fatto carico di scontare le accise in modo tale da cercare di limitare i danni su questo fronte, però allo stesso tempo questo comporta uno stress per le casse dello Stato che non può essere sostenuto in un lunghissimo periodo di tempo, per cui non sarà facile trovare un accordo,

però credo che a questo punto questa forma di protesta e anche comunque la sensibilità che da parte delle istituzioni si sta manifestando nei confronti di chi sta in questo momento facendo i blocchi penso che possa portare a breve una soluzione

Tutto questo tra l'altro si lega a un'altra protesta in atto da giorni, quella dei lavoratori dell'ex Ilva, i cui stabilimenti principali di Taranto e Genova sono in enorme difficoltà. Ieri i dipendenti in Liguria hanno occupato una parte dell'aeroporto di Genova per una decina di ore per protestare contro la decisione dell'azienda di mettere tutti in cassa integrazione e in Puglia potrebbero fare qualcosa di simile in base a quello che accadrà proprio oggi. In

giornata è attesa la decisione della Corte di Cassazione sul destino dell'Exilva, dell'acciaieria più grande d'Europa. Se dovesse essere confermata la sentenza della Corte d'Appello di Milano chiuderebbe l'area a caldo. L'area a caldo significa che l'alto forno si spegne, che migliaia di operai finiranno per strada e temo, come è successo anche nelle settimane scorse, che una delle prime forme di protesta sarà quella di andare a sotto la raffineria a impedire che le autobotti di carburante possano uscire dalla raffineria e lì si creerebbe un'emergenza nell'emergenza

per oggi ci fermiamo qui grazie a Michele Pennetti Federico Fubini e Simone Canettieri e grazie a voi per averci ascoltato e con giorno per giorno ci risentiamo domani

Giorno per giorno è il podcast quotidiano del Corriere della Sera a cura di Francesco Giambertone. Coordinamento di Tommaso Pellizzari. Produzione audio di Keymotions con Giacomo Vaghi, Federico Caruso e Giorgia Venturi.

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