
Gli scontri di Milano e i social. Afd smascherata. Booking sotto inchiesta
Donnerstag, 22. Oktober 2026 · 21 min
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Shownotes
Rinaldo Frignani parla dei sospetti di possibili interferenze russe sulla mobilitazione online che ha portato agli scontri e ai saccheggi dello scorso fine settimana. Mara Gergolet racconta dell'hackeraggio di centinaia di migliaia di mail e documenti riservati (spesso politicamente imbarazzanti) di esponenti del partito di estrema destra tedesco. Valentina Iorio spiega perché la Commissione Ue ha aperto un'indagine nei confronti della piattaforma di viaggi
• I sospetti di «ombre russe» dietro gli scontri in piazza di Milano. Crosetto: «È guerra ibrida» (roma.corriere.it/notizie/politica/26_ottobre_2…)
• AfD, 421mila mail rubate e diffuse online: tra frasi antisemite, svastiche e inviti a «sparare» ai migranti, così il «leak» mette in difficoltà il partito (corriere.it/esteri/26_ottobre_21/afd-leak-mail…)
• Booking, la Commissione Ue apre un’indagine: sospetti su truffe e annunci sponsorizzati (corriere.it/podcast/daily/26_ottobre_21/nuovo-…)
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I timori per le manifestazioni di sabato prossimo e le indagini su chi o cosa possa avere contribuito a scatenare le violenze di migliaia di ragazzi sabato e domenica a Milano. L'ultimo scandalo che ha travolto l'AfD, il partito tedesco di estrema destra, a cui sono state sottratte oltre 400.000 mail, alcune piuttosto compromettenti. E l'indagine della Commissione europea sul modo in cui Booking combatte o meno le truffe e le frodi digitali. È giovedì 22 ottobre e di queste storie parliamo nella puntata di oggi di Giorno per Giorno, il podcast sui fatti più importanti per orientarsi nel mondo con le voci dei giornalisti del Corriere della Sera. E io sono Francesco Giambertone.
Vabbè, ora siamo pacifici, bello, molto puliti. Come se non cambia, non cambia niente. Arriverà una rivoluzione. Quindi, questo è poco ma sicuro.
La protesta di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante prosegue ed è presa sempre più sul serio dalle istituzioni, visto che le conseguenze, con merci che non arrivano, supermercati senza prodotti e carburante che inizia a scarseggiare in molti distributori, cominciano a farsi vedere in tante regioni, soprattutto del sud.
Ieri il Governo ha convocato un Consiglio dei Ministri per oggi con cui punta ad approvare un decreto legge che dovrebbe riunire gli interventi a sostegno dell'autotrasporto e ulteriori risorse per il comparto agricolo. Stando alle promesse fatte dal ministro dei trasporti Matteo Salvini ad alcuni rappresentanti delle categorie in un incontro martedì, dovrebbero essere oltre un miliardo di euro.
Un impegno che ha spinto i manifestanti in Sicilia a revocare il loro fermo, mentre in altre regioni i blocchi stradali proseguono, nonostante il dialogo aperto con le istituzioni.
Noi a fine mese non arriviamo più. Il caro Gasolio è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso
E la cosa al governo non è piaciuta. Palazzo Chigi ha fatto sapere che, cito testualmente, occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità, con il ministro dell'agricoltura Lolo Brigida che ieri ha parlato di possibili infiltrazioni criminali tra chi protesta. Ma se su questo fronte il tentativo del governo è di fornire risposte ai manifestanti, insieme a una dose di repressione del fenomeno dei blocchi, Sulle violenze compiute da migliaia di giovanissimi a Milano lo scorso weekend, al termine delle proteste per il caro vita, c'è grossa preoccupazione per sabato prossimo e si continua a indagare per cercare di capire se qualcuno o qualcosa possa avere contribuito
a incendiare quella miccia così insolita in Italia e su cui gli stessi membri del governo sembrano avere idee diverse.
Allora, io non escludo che possa esserci Una regia esterna? No, non penso a regie esterne, regie occulte, guerre ibride. Qua basta, questi cercavano le Nike.
Me ne ha parlato Rinaldo Frignani dell'ufficio di corrispondenza di Roma del Corriere della Sera.
Nei giorni scorsi il ministro della difesa Guido Crosetto ha parlato di ombre russe addirittura che si sono addensate su quello che è successo a Milano. e si è parlato anche di ricorsi a disinformazione cognitiva con l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nei messaggi che sono stati postati su numerose chat sulle piattaforme social e che sono stati indicati come momenti di aggregazione e di stigazione di questi giovani che hanno agito in piazza però ovviamente le indagini puntano anche a identificare se ci siano stati dei mandanti fisici sul territorio nazionale e soprattutto quale sia lo sviluppo di questo scenario, soprattutto in previsione di quello che può succedere questo fine settimana.
La disinformazione cognitiva e in questo caso con l'utilizzo di intelligenza artificiale sarebbe sostanzialmente una campagna per spingere le persone a fare qualcosa sulla base di fatti mai avvenuti.
È basata in questo specifico episodio su una serie di messaggi che vengono postati sui social e in particolare sulle piattaforme di messaggistica tipo Instagram, Telegram o Signal nei quali viene proposta una realtà alternativa spesso falsa di situazioni che si possono verificare o che si sono già verificate in modo da influenzare il comportamento delle persone che possono credere che un determinato episodio sia avvenuto e invece non è avvenuto e in quel caso abbiano delle reazioni anche di rabbia, come è successo appunto a Milano, sulla base però di informazioni false. Questo ovviamente è completamente diverso dall'altro aspetto della vicenda legata agli incidenti che si sono verificati a Milano,
ovvero delle legittime richieste del mondo giovanile di una scuola migliore, di una vita migliore, di una società migliore però in questo caso diciamo le indagini si concentrano sulla parte del saccheggio e degli scontri con le forze dell'ordine.
Ecco, per sabato 24 sono state annunciate nuove manifestazioni. Ieri mattina alla prefettura di Milano il ministro dell'interno Piantedosi, il capo della polizia Pisani e il sindaco Sala hanno fatto il punto sulle misure di sicurezza che prevedono anche l'arrivo di 500 militari, i quali però non avranno sostanzialmente alcun vero potere.
Si teme che ci sia in piazza certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel weekend qualcuno che combatterà questa presenza e poi anarchici quindi su sabato sabato è una giornata può essere una giornata delicata per la città
ci troviamo davanti a una sorta di prova del nove di quello che è successo sabato e domenica scorsi a Milano in questo caso anche in altre città d'Italia perché ci sono alcuni movimenti legati alle proteste di Milano che hanno annunciato iniziative analoghe in molte città italiane, compresa Roma, Firenze, ma anche Napoli, Bari e Palermo e bisogna vedere se effettivamente questo tipo di movimenti, come il Movimento 17 Ottobre, riusciranno a portare in piazza persone e che tipo di protesta sarà, nella speranza ovviamente che non degeneri come è successo a Milano.
Il Movimento 17 Ottobre e il Movimento Italia in Piazza, sostanzialmente pagine social nate a ottobre con l'obiettivo di convocare le manifestazioni pacifiche del weekend scorso, non sono direttamente coinvolti nelle indagini sugli scontri dello scorso fine settimana.
Sono i movimenti che hanno preavvisato le manifestazioni che poi si sono tenute e a margine delle manifestazioni poi ci sono stati gli incidenti e in questo caso si ritiene che i partecipanti a questi scontri si siano in qualche modo autoconvocati seguendo un tam- tam sui social che già in passato si è visto anche in epoca Covid ad esempio con saccheggi di negozi a Napoli e a Torino in quell'occasione le manifestazioni erano manifestazioni in Novax e No Green Pass ci sono stati in passato già altri episodi di autoconvocazioni di manifestanti per iniziative che sono poi
In Germania nelle ultime ore è scoppiato un caso che i quotidiani tedeschi hanno ribattezzato AFD leaks usando la parola inglese che indica una fuga di notizie spesso trafugate. In sostanza è stato violato un server che conteneva moltissime informazioni del partito di estrema destra Alternative für Deutschland e in particolare una quantità enorme di mail tra i membri dell'AfD.
Per la precisione 421.000 scambi con 50.000 tra allegati, documenti, carte d'identità, bonifici, fatture, programmi strategici eccetera. È la più grande breccia nella sicurezza che abbia mai coinvolto un partito politico in Germania e il materiale trafugato alla FD è enorme come il caso politico che rischia di sollevare. Per questo ci vorrà tempo perché si ha consultato tutto questo materiale e si scopra cosa c'è dentro, come è stato spesso in casi simili da Wikileaks in avanti. Ma una parte dei contenuti è già pubblica e ha creato un grosso problema al partito di Alice Weidel, come mi ha raccontato Mara Gergolet, corrispondente del Corriere da Berlino.
I file sono stati rubati, violati, alla fine del mese scorso, ma sono comparsi su un sito che si chiama hexane. cc, molto semplice, è ancora in rete, si può vedere. Due giorni fa, ecco, in un primo momento è comparso anche un torrent dal quale si poteva scaricare l'intero archivio e tante persone si sono messe a scaricarlo, attivisti, gente anti- AVD, i giornali ovviamente, per cercare di navigare in questo grande archivio dell'AVD. Ecco, l'AVD leak, diciamolo subito, imbarazza l'AVD perché sono state... diciamo rubate e scaricate email della leader Alice Weidel, del suo vice Tino Krupala, di Alexander Gauland che è il patriarca dell'AFD, l'eminenza grigia, e di tutta la direzione federale.
eccetera eccetera non sono il grosso del materiale il grosso del materiale sono le mail che vari membri scrivevano dell'AFD ma ovviamente il materiale è imbarazzante
ecco proviamo a citare qualche caso
per esempio delazioni e denunce tra membri, oppure un membro di una AFD regionale che mandava gli auguri di Natale con Heil Hitler, oppure di un altro, un membro di Bottrop, una piccola cittadina, che negli stand dell'AFD vendeva anche bandiere con la svastica. Ecco, queste sono le prime notizie che hanno diffuso i giornali. In realtà l'archivio è consultabile e gestibile da tutti. e se le mail non si trovano direttamente collegate al sito però gli hacker hanno fatto un grosso lavoro con l'intelligenza artificiale per cui c'è una sorta di indice a tutto questo materiale e le mail sono riassunte da questo indice e dall'intelligenza artificiale
chiaramente molti giornalisti tra cui la stessa Mara Gergolet stanno consultando questo materiale per vedere cosa contiene
Le prime robe che proprio mi sono comparse è un certo Matthias Funk, membro dell'AFD, che scrive inoltre messaggi razzisti, e leggo qui proprio dal sito, usa termini come musulmane nel senso spregiativo, hinterwelder, buzzurri, poi chiama la Merkel dreckige monster Merkel, pestli, immigranti, eccetera, eccetera. Tutto questo in una mail del 18 dicembre. E così per migliaia, migliaia, migliaia, anzi diciamo decine di migliaia di mail.
Quali siano le inclinazioni politiche di gran parte dei membri dell'AFD, alcuni dei quali più o meno apertamente neonazisti, era abbastanza noto, ma questo archivio, messo online da non si sa chi di preciso, comunque è rivelatorio di qualcosa.
Diciamo che le mail dipingono in modo molto chiaro una certa cultura estremista dell'AFD e questo è un po' il primo dato. Il secondo è cosa c'è veramente dietro, cioè quali mail compromettenti ci possono essere perché di fatto questo archivio che è stato postato su questo sito nessuno l'ha veramente ancora analizzato né è possibile farlo, è un lavoro immane che si può fare solo con l'intelligenza artificiale e dopo mesi e mesi e mesi probabilmente di ricerche molto puntiliose.
Un aspetto a cui va risposto subito è chi è stato. Sono stati ovviamente gli avversari dell'AFD, tutto quanto fa pensare a una galassia di questi cosiddetti hacktivist, gli attivisti hacker, probabilmente vicini all'estrema sinistra, che l'hanno poi pubblicato dicendo qua trovate tutto sul nostro sito che abbiamo pagato di tasca nostra.
L'altra cosa interessante è stata la reazione della FD, che sta provando a minimizzare, dicendo che si tratta di materiale vecchio e che comunque in quell'archivio non c'è niente di rilevante, cosa difficile da dire a questo punto della storia. Di sicuro ci vorrà tempo perché venga fuori di più, ma è chiaro che i vertici del partito siano in imbarazzo, anche per la gestione della sicurezza delle loro informazioni.
si è scoperto tutto all'improvviso che tutta l'infrastruttura digitale di Live Day sta su un unico server che era anche molto poco protetto gli hack erano quasi presi in giro un po' Live Day dicendo siamo entrati con grande facilità a quel punto copiare 51 mila indirizzi di mail tanti ne conteneva è stato un gioco da ragazzi e questo è tanto più grave in un partito come Live Day o comunque visto dai membri stessi di Live Day perché Live Day invece coltiva un suo culto della segretezza L'AFDE, come probabilmente sapete, è un partito classificato in varie regioni tedesche come sicuramente di estrema destra. Questo permette ai servizi segreti interni, che si chiamano Verfassungsschutz, di controllare anche le
loro comunicazioni, quindi gli agenti federali, volendo, possono avere accesso alle mail. diciamo degli esponenti locali però il partito e i membri del partito sono anche molto arrabbiati con i vertici perché dicono non avete protetto affatto quello che è la nostra infrastruttura molti membri dell'EFDE comunicano tra di loro non con le app di messaggistica normale ma esclusivamente su Signal o su Telegram perché si sentono in qualche modo osservati potenzialmente penetrabili intanto dallo Stato E quindi questo è stato, diciamo, una sorta di smacco interno
Come evolverà questa vicenda è difficile da dire adesso. La domanda principale però è, questi leaks potranno cambiare qualcosa nella percezione che le persone hanno della FD e quindi possono intaccare il consenso di un partito che è già sopravvissuto a diversi altri scandali?
E questa è una domanda alla quale mi sembra che sia abbastanza difficile da rispondere. È vero però che questo leak darà materiale agli anti- AfD per creare infinite prese in giro, meme, sottotesti, canzoni, eccetera, eccetera. Quindi diciamo si potrà combattere una certa battaglia sui social di un certo tipo, ecco. E questa è un po' una novità, è un tratto saliente mi sembra della politica come si fa adesso in Germania.
Forse non lo sapete, ma il 66% delle prenotazioni di alberghi da parte di cittadini dell'Unione Europea, cioè due terzi del totale, viene effettuato attraverso una sola piattaforma, cioè il sito booking. com. Per questo è particolarmente importante il procedimento formale che ieri la Commissione Europea ha annunciato di avere aperto nei confronti dell'azienda, per possibile violazione del Digital Services Act, ovvero il regolamento europeo entrato in vigore nel 2022 che disciplina la responsabilità e la sicurezza delle piattaforme online. Queste hanno infatti l'obbligo di valutare i rischi dei messaggi e dei contenuti che vengono divulgati attraverso di loro e a mitigarli per evitare che i loro sistemi vengano utilizzati impropriamente
per commettere reati o in ogni caso azioni illegali. Secondo la Commissione Europea, mi ha spiegato Valentina Iorio della redazione Economia del Corriere della Sera, Booking sarebbe venuta meno a questo obbligo e l'indagine riguarda tre ambiti.
Il primo ha a che vedere con il fatto che la piattaforma abbia valutato adeguatamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illegali, come annunci falsi relativi a strutture inesistenti, frodi per usurpazione di identità o offerte di alloggio non conformi. Il secondo filone invece riguarda i tentativi di phishing che sfruttano i dati delle prenotazioni per appunto truffare gli utenti e un terzo filone di indagine riguarda invece gli annunci sponsorizzati.
In questo caso in particolare la Commissione vuole verificare se queste inserzioni siano chiaramente riconoscibili dagli utenti come pubblicità, se gli utenti siano in grado di sapere chi le promuove, chi le paga e perché vengono mostrate e se possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci visualizzano o meno.
Ieri, annunciando l'apertura dell'indagine, la vicepresidente della Commissione, la finlandese Henna Virkunen, ha sottolineato che i cittadini europei devono poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati e che il regolamento europeo attribuisce alle piattaforme delle responsabilità molto chiare in tal senso. Eppure, tra il 2022 e il 2024, la piattaforma ha registrato un aumento delle truffe a livello globale del 500%. Da qui l'indagine preliminare in base alla quale la Commissione ha ritenuto che finora la piattaforma non abbia fatto abbastanza per tutelare i suoi utenti.
Subito dopo l'annuncio comunque Booking si è detta pronta a collaborare pienamente con la Commissione
Ieri ha dichiarato appunto di voler partecipare in modo costruttivo al confronto. sulle questioni sollevate nell'ambito di questa indagine. Ha voluto ribadire che la sicurezza e la protezione dei dati personali sono per lei una priorità e che è pronta appunto a collaborare con i governi locali e con le autorità europee per fare tutte le verifiche del caso e fornire tutta la documentazione che le sarà richiesta.
E quindi adesso si apre una nuova fase
La Commissione attraverso questa indagine continuerà a raccogliere prove ad esempio inviando richieste di informazioni ulteriori alla piattaforma, quindi a booking. com, potrà fare interviste o ispezioni se necessario. L'avvio del procedimento inoltre dà il potere alla Commissione di adottare ulteriori misure se fosse necessario. Di fatto può inviare richieste di informazioni formali, esaminare i dati e gli algoritmi e condurre colloqui o ispezioni locali se lo ritiene necessario. Al termine di questa attività di indagine potrà decidere, perché nel frattempo la piattaforma avrà modo nel corso di questa indagine di rispondere, inviare la documentazione. Se questa attività da parte della piattaforma e
gli impegni che Booking deciderà di prendere per uniformarsi alla normativa europea saranno ritenuti necessari, l'indagine potrebbe fermarsi qui. Qualora invece la Commissione ritenesse ancora insufficiente il lavoro di prevenzione, o mitigazione del rischio da parte di Booking, potrebbe decidere di ricorrere a ulteriori misure coercitive, ad esempio imponendo sanzioni.
Vale la pena ricordare che le sanzioni per la violazione del Digital Services Act possono arrivare fino al 6% del fatturato annuo mondiale delle aziende coinvolte nelle attività d'indagine.
Per oggi è tutto, grazie a Valentina Iorio, Mara Gergolet e Rinaldo Frignani e grazie a voi per averci ascoltato e con Giorno per Giorno, come sempre, ci risentiamo domani.
Giorno per giorno è il podcast quotidiano del Corriere della Sera a cura di Francesco Gianbertone. Coordinamento di Tommaso Pellizzari. Produzione audio di Keymotions con Giacomo Vaghi, Federico Caruso e Giorgia Venturi.